Recensioni Spettacoli e Opere Teatrali
The Boys in the Band è una commedia americana del 1968 scritta da Mart Crowley.
Nel 1970 poi il regista William Friedkin ne ha proposto un adattamento cinematografico intitolato “Festa per il compleanno del caro amico Harold”.
Per l’Italia si è occupato della traduzione e dell’adattamento Costantino della Gherardesca.
Tra non molto a Milano sarà Carnevale, e al teatro Elfo Puccini torna in scena “Arlecchino servitore di due padroni”. Una commedia di Carlo Goldoni del ‘700 tra quelle protagoniste della riforma goldoniana appunto. Portata a teatro dal 28 gennaio al 4 febbraio da Valerio Binasco con una piccola rivisitazione (alcune battute sono state cambiate rispetto alla commedia originale) del comico Natalino Balasso.
I me ciamava per nome: 44.787 è un testo teatrale di Renato Sarti (anche regista dello spettacolo) del 1995 proposto per il Cinquantenario della Liberazione. Il testo raccoglie dati, cifre e testimonianze di cosa è stata la guerra per la zona triestina, nella quale si trova la Risiera di San Sabba: centro nazista di deportazione e di uccisione di coloro i quali non erano ritenuti degni di vivere.
Una simpatica ed originale fusione tra l’opera di Goldoni, Gli Innamorati e il genere cinematografico del Musicarello.
Genere che si è sviluppato negli anni sessanta per supportare ed incrementare le vendite dei dischi di cantanti allora in voga.
Si tratta di un divertente miscuglio tra il linguaggio aulico strettamente teatrale e il linguaggio più immediato ed altrettanto potente della canzone.
Fino al 2 febbraio al Teatro Studio Melato è in scena L’isola di Arlecchino, uno spettacolo con la regia di Stefano De Luca ispirato ad una storia vera. Nel 2005 il cargo Cp Valour che portava tutti gli oggetti di scena, i costumi e le scenografie di Arlecchino, servitore di due padroni (reduce dalla tourneè negli USA) naufragò sulle rive delle isole Azzorre. Un tragico finale per una così importante parte di storia non solo del Piccolo Teatro ma del Teatro in generale.
Uno spettacolo che non ti lascia il tempo di respirare!
Le continue direi ancor meglio incessanti risate ti travolgono dal primo minuto con l’uscita sul palco dello strepitoso Baz che auto applaudendosi e complimentandosi con se stesso ti travolge.
Battute a non finire, tempi comici a dir poco perfetti e una mimica facciale che “ti spettina”.
Il Giardino delle Ciliegie (2012), adattamento en travesti del capolavoro checoviano, è il primo lavoro Nina’s ispirato a un grande classico teatrale. Tutta la vicenda è affidata a un coro di figure femminili, perse in un mondo sospeso tra vaudeville e melodramma e dominate da un sentimento indefinibile e struggente.
Tratto dall’opera di Gabardini – Churchill, il vizio della democrazia, lo spettacolo di Paola Rota ci presenta l’uomo e il politico a confronto, le grandezze del politico e le debolezze, le sofferenze dell’uomo.
Un uomo che è un icona, in un certo qual modo è il Novecento, è l’Europa; si può dire che con le sue scelte politiche ha salvato l’umanità dall’autodistruzione.
Mario Perrotta continua il suo lavoro sulla famiglia, affiancato questa volta dallo psicanalista Massimo Recalcati che da tempo si dedica alle relazioni familiari. Dopo In nome del padre, questa volta ad essere indagata è la figura della madre attraverso la sottile ed ironica analisi di differenze, distanze e incredibili somiglianze tra due madri di generazioni diverse
Entrare in sala e avere un momento di incertezza e spiazzamento!
Nella sala non ci sono le solite file di poltroncine, o meglio ci sono, ma solo nella seconda parte della sala, mentre nella parte sotto il palco ci sono tavoli apparecchiati e le maschere ti accompagnano ai tavoli come in un ristorante!



















