E’ andato in onda domenica 9 giugno su RAI 3 un programma nuovo, in qualche modo rivoluzionario.
Uno spettacolo fortemente immaginato e voluto da Ezio Bosso con il sostegno e la collaborazione di Angelo Bozzolini.
Il desiderio di Ezio Bosso è di creare un programma che potesse coniugare la televisione alla cosiddetta musica alta.
Si apre a Milano tra pochi giorni una mostra per festeggiare il 50° di un fumetto che ha rappresentato un rivoluzione nel mondo dei Comics ed è stato artefice della riscossa del fumetto italiano.
La commemorazione di questo anniversario era già iniziata a a marzo durante le giornate del CARTOOMICS 2019 negli spazi dei padiglioni di Rho Fiera Milano.
Entri e il sipario è aperto.
Sul palco un campo di grano, una sedia, un cielo blu. In sala frinire di grilli, o cicale(?).Così, come entri e ti accomodi, già cominci ad entrare nel mondo, nel anima di Vincent.
Buio, stacco musicale un po’ violento, aggressivo, luce …ed eccolo Corrado D’Elia/Vincent seduto sulla sedia. E inizia il viaggio.
Viaggio nella vita di Vincent, ma anche viaggio nel suo animo, nelle sue emozioni, nel suo percorso nel arte, nei suoi quadri che sono tappe della sua vita.
Spettacolo originale e particolare nato per caso da un’amicizia scoccata tramite conoscenze ed amicizie comuni tra il pianista Ramin Bahrani (di origini iraniane, emigrato in Italia a causa delle vicende politiche del suo paese, diplomatosi qui a Milano, vive ora a Stoccarda, grande appassionato della musica di Bach) e Gioele Dix, attore e comico ben noto.
Il testo e le dinamiche tra i personaggi sono quelle del testo classico di Čechov, ambientato però in un imprecisato paese del centro/sud Italia devastato dal terremoto, dove nei dialoghi in alcuni momenti vengono inseriti riferimenti precisi alle realtà attuali (riferimenti a ecoscandali italiani come le terre del fuoco, come la Tav, l’Ilva…).
Un giovane (trentacinquenne?!) Massimo (Nicolas Vaporidis), si fa ricoverare per farsi ricostruire un legamento del ginocchio, per poter tornare a giocare a pallone.
In stanza con lui Luigi (Antonio Catania) un lungodegente allettato che ormai conosce tutto di tutti, che cerca in tutti i modi di presentare i “contro” di un’operazione, quasi a convincerlo che è meglio rinunciare e farsi dimettere.
Simone Cristicchi cerca di tracciare una via, un manuale per volare.
Un argomento evidentemente molto caro a Cristicchi, vi ricordate la canzone con la quale già anni fa toccò i cuori e gli animi di molti italiani, “Ti regalerò una rosa”?
Già li il protagonista Antonio terminava con un volo e l’affermazione “ora Antonio sa volare!”
“La notte poco prima delle foreste” è un lungo monologo di Bernard-Marie Koltès, è andato in scena al teatro Franco Parenti dal 6 al 10 febbraio. Sono consapevole di fare un resoconto di un evento ormai terminato (per quanto riguarda la città di Milano) e del quale, quindi non potrete, se incuriositi, godere, ma non posso tacere la meraviglia, lo stupore, l’emozione intensa che questo spettacolo mi ha suscitato.





















