Teatro e Musical
Testo di Gianni Clementi, autore che giunge solo negli anni 80 a scrivere per lo spettacolo.
Predilige la tragedia, ma ha scritto numerose commedie teatrali di successo in scena nei teatri italiani e stranieri. Le signorine sono Addolorata e Rosaria due sorelle, zitelle, con una lieve malformazione fisica, napoletane. Sono proprietarie di una merceria che attraversa qualche problema economico a causa della concorrenza di commercianti più moderni e a buon mercato.
Tra risate e discussioni Renato Mannehimer e il grande Corrado Tedeschi ci intrattengono nell’attesa che si rivela vana. Corrado Tedeschi, attore e conduttore, non ha bisogno di presentazioni: è una figura ormai affermata sulla scena teatrale italiana; Renato Mannheimer, sociologo, saggista e sondaggista, è invece un volto nuovo per il palcoscenico.
L’era digitale, il mondo a portata di un click. In meno di cinquant’anni l’umanità ha vissuto un cambiamento radicale nei sistemi di vita. Fino ai primi del ‘900 esisteva una sola arte “d’intrattenimento”: il teatro. Oggi abbiamo il cinema, la televisione, abbiamo le piattaforme digitali, lo streaming, le chat, le applicazioni, infinite possibilità di svago. Ed è paradossale: mai come in quest’epoca puoi raggiungere in breve tempo anche le mete più lontane eppure ci ritroviamo dentro le nostre case ad ordinare il cibo on line, a chattare con qualche amico o amante, a guardare la nuova serie di grido…il mondo a portata di un click nella propria tana, davanti al proprio schermo. L’uomo digitale è un uomo fondamentalmente isolato, chiuso nello spazio rassicurante ma angusto delle pareti domestiche. Il problema è che l’essere umano è un animale sociale, senza una dimensione più ampia finisce per confondersi, perdersi, insomma si ammala.
Leonardo Lidi, alla sua prima prova importante, firma adattamento e regia de Lo zoo di vetro di Tennessee Williams, che avrà il suo debutto nazionale al Teatro Carcano di Milano giovedì 7 novembre, con repliche fino a domenica 17 novembre. Sulla scena, a rappresentare le complicate dinamiche familiari dei Wingfield, un ottimo quartetto di attori formato da Tindaro Granata, Mariangela Granelli, Anahì Traversi, Mario Pirrello.
Anagoor torna al Piccolo. Lo fa, portando sulla grande scena del Teatro Strehler, dal 13 al 16 novembre, Orestea, lo spettacolo-evento ha aperto la 46° edizione del Festival internazionale del Teatro alla Biennale di Venezia, consacrando la compagnia, Leone d’Argento 2018. Nel percorso di riscoperta e adattamento in chiave contemporanea dei classici, l’Orestea rappresenta il sistema di pensiero che si colloca alle origini stesse dell’arte teatrale e ne costituisce il fondamento metafisico.
Chiara Stoppa, nel 2010, dopo una lunga malattia, esordisce in teatro con il suo monologo Il Ritratto della salute, scritto con Mattia Fabris, spettacolo apparentemente sul tema del tumore ma che in realtà affronta la difficile questione delle scelte che si fanno nella propria vita.
Dopo questo felice primo lavoro, Chiara decide di affrontare un tema ancora più complesso: la morte e l’accompagnamento verso di essa. Per questo secondo capitolo, la scelta drammaturgica verte su un dialogo e Chiara individua come sua interlocutrice Valentina Picello, sua amica e collega. Le unisce un’affinità artistica ma soprattutto la condivisione di momenti di vita fra cui un viaggio in Croazia nel 2014 durante il quale tutto ciò che capita loro le porta inevitabilmente ad uno scontro/riflessione su vita, morte e miracoli che possono accadere.
Un concerto di musica, danza e parola che, combinando partiture e improvvisazioni, scritture e oralità, ha come epilogo una festa in cui tutti ballano. Mbira è una parola Shona intorno a cui si intreccia una sorprendente quantità di storie, che offrono il pretesto ideale per parlare di Africa e mettere in evidenza quanto poco, colpevolmente, se ne sappia, nella convinzione che il gesto più sovversivo oggi sia quello di ricordare che, prima di affermare certezze, in generale sarebbe saggio conoscere l’argomento di cui si parla.
Le notti bianche, il racconto pubblicato da Dostoevskij nel 1848 e ambientato a Pietroburgo, vede protagonista un uomo, un sognatore. Una notte incontra Nastica, giovane donna in attesa di un uomo o almeno di una sua lettera, di un suo cenno.
Il sognatore e Nastica iniziano un dialogo che si svolge lungo quattro notti: i due parlano di amore, di amicizia, di sogni, di stelle, di vita e di solitudine.
Ritorna a grande richiesta di pubblico, dopo il successo registrato la scorsa stagione Potted Potter: l’unica esperienza potteriana non autorizzata. Una parodia di Dan e Jeff. All’origine c’è lo humor inglese contaminato dalla tradizione italiana, da quel gusto per la comicità che sempre ci accompagna, per trasformare la tipica stand-up comedy londinese in un live show innovativo e perfettamente riuscito per il pubblico italiano.
Fra meno di un mese Willy Wonka aprirà le porte della sua folle Fabbrica di Cioccolato in Italia! Dall’8 novembre, infatti, “CHARLIE E LA FABBRICA DI CIOCCOLATO”, il musical basato sul romanzo di Roald Dahl, arriverà a MILANO, unica città italiana a ospitare lo spettacolo che, per tutta la stagione teatrale 2019/2020 resterà alla Cattedrale della Fabbrica del Vapore (Via Giulio Cesare Procaccini, 4),per la prima volta in assoluto trasformata in un teatro.
L’Anfitrione del 2019 è un arrembante politico, o meglio, un dilettante populista che, con la sua esordiente formazione politica, ha appena sbaragliato gli avversari con un sorprendente e inatteso plebiscito. Sosia, che Plauto e Molière vollero suo servitore, si è trasformato in un autista portaborse, mentre la bella Alcmena, moglie del trionfatore delle elezioni e prossima First Lady, è divenuta insegnante di scuola media di una piccola città di provincia.
Cosa succederebbe se Dante e Virgilio aspettassero Caronte? Immaginerebbero l’Inferno e i dannati. Come Dante e Virgilio, Tedeschi e Mannheimer, fantasticano di incontrare personaggi famosi, politici, artisti, che si trovano negli inferi. Due affabulatori con un testo celeberrimo, pretesto per mettere a fuoco spaccati di attualità e vicende storiche, giocando con le parole come solo Mannheimer e Tedeschi possono fare.
“Un Teatro Da Favola”, la compagnia teatrale che con i suoi spettacoli interattivi, che fanno impazzire adulti e bambini, ha rivoluzionato il mondo del teatro per famiglie, battendo ogni record di incasso e di presenze a Roma, arriva a Milano con il suo più grande successo: LA FAMIGLIA TRANSYLVANIA.
Tratto da una commedia di Éric Assous, autore, sceneggiatore e regista, autore di 80 pièces radiofoniche e di numerose opere teatrali, oltre che di sceneggiature per cinema e televisione. La vita va a gonfie vele per Séverine, direttrice di una grande casa editrice parigina, fino al giorno in cui ricompare improvvisamente elemosinando un impiego Jean-Pierre, il suo ex marito, che l’aveva abbandonata vent’anni prima per una giovane modella.
Paolo Colombo è professore ordinario di Storia delle istituzioni politiche presso l’Università Cattolica di Milano, dove insegna anche Storia contemporanea. Da anni organizza in luoghi d’eccellenza “Storia e Narrazione”, ciclo di incontri che sfidano il luogo comune secondo il quale “la storia fatta dagli studiosi è noiosa”. Al Teatro Carcano l’anno scorso è stato protagonista del ciclo Capitani coraggiosi, il cui successo è stato stupefacente. Quest’anno torna con una nuova proposta in tre appuntamenti intitolata Muro contro muro.
“Le ragazze raccontano”, un percorso tutto al femminile con un calendario fitto di proposte che si alterneranno nelle sale di Teatro Litta, La Cavallerizza e Teatro Leonardo. Da ottobre fino a marzo, tanti spettacoli e un appuntamento fisso di domenica con le Letture Atir. Molte artiste diverse racconteranno le loro storie sui palcoscenici di MTM Manifatture Teatrali Milanesi fino a maggio 2020: numerosi titoli e grandi interpreti all’interno della nuova stagione teatrale 2019-2020. Abbiamo voluto proprio loro, le abbiamo scelte, ci hanno scelto, saranno con noi, abiteranno i nostri spazi, i nostri palcoscenici. Non solo con le loro parole ma anche con la loro presenza, con quella capacità di esserci e di raccontare che da sempre appartiene alle donne.
Prima regia teatrale di Michela Cescon
Martedì 29 ottobre, debutta, in prima nazionale, al Piccolo Teatro Grassi, La
donna Leopardo. Tratto dall’ultimo romanzo di Alberto Moravia, lo spettacolo rappresenta la prima regia teatrale di Michela Cescon (che insieme a Lorenzo Pavolini ha curato anche l’adattamento drammaturgico). Ambientata tra Roma e il Gabon, è una lucida analisi delle “regole dell’attrazione” di cui sono protagoniste due coppie sposate (in scena Valentina Banci, Olivia Magnani, Daniele Natali, Paolo Sassanelli). Lo spettacolo, prodotto dal Teatro di Dioniso di Torino – di cui Michela Cescon cura la direzione artistica dal 2017 – e dal Teatro Stabile del Veneto, replica a Milano fino a domenica 3 novembre, per poi iniziare la tournée italiana.
Quattro personaggi – un giornalista, il suo editore e le rispettive mogli – si trovano ad affrontare un viaggio in Africa, nel Gabon, dove il giornalista deve fare un reportage e l’editore coltiva interessi economici.
Il berretto a sonagli è una commedia, scritta da Pirandello nel 1916, che vede protagonisti la verità e la vergogna.
La verità, sacra ma profanata per amor dell’apparenza, è la massima ribellione della moglie del Cavalier Fiorica. La donna è disposta a lasciare il suo paese, la sua casa e la sua famiglia pur di poter vivere senza finzione.
La vergogna è il sentimento intorno a lei più diffuso, da sua madre alla donna di servizio: tutti provano vergogna nell’ammettere e nel veder riconosciuto pubblicamente ciò che tutti già conoscono, la relazione adultera che il Cavalier Fiorica intrattiene con la moglie del Ciampa.
Pubblicato nel 1928, Romancero gitano è la principale raccolta di poesie di Federico García Lorca nella quale si intrecciano romanità, cristianità, Spagna moresca, ebraica e, naturalmente, la componente gitana: un omaggio al mondo zingaro e alla magia di un popolo misterioso e affascinante. Nel 2018, in occasione del 120° anniversario della nascita di Lorca, Lluís Pasqual e Nuria Espert tornano alle parole del poeta e drammaturgo che ha occupato un posto di rilievo nella carriera professionale di entrambi gli artisti.







