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Io, Moby Dick – Ognuno di noi ha la sua ossessione. La nostra recensione

Io, Moby Dick – Ognuno di noi ha la sua ossessione. La nostra recensione

Io Moby Dick

Io, Moby Dick”Teatro Litta.

Io, Moby Dick è stato uno dei primi spettacoli sospesi, a Milano, nei primi mesi del 2020 a causa della pandemia.
Torna quindi in scena a grande richiesta del pubblico affezionato di MTM, ma anche per una grande necessità del suo autore.

Conosciamo ormai come Corrado d’Elia entri nelle pieghe di un personaggio e ce lo mostri nei suoi percorsi mentali. L’ultima sua opera, di cui vi abbiamo parlato, portava in scena la figura e la vita di Steve Jobs.

La trama di “Io, Moby Dick”

Io, Moby Dick ripercorre in modo fedele la storia del famoso libro di Melville.

Il capitano Achab, ferito e storpiato dallo scontro con un enorme balena bianca, a cui ha dato il nome di Moby Dick, è ormai ossessionato da lei e dal desiderio di rincontrarla ed ucciderla.

Corrado D'Elia
Il capitano Achab (Corrado d’Elia) tormentato dalla sua ossessione, nuovamente in caccia della sua balena bianca.

Trascina quindi la sua nave e il suo equipaggio in una folle caccia alla mitica e sfuggente balena bianca.

Dimentico del suo compito che è quello di cacciare le balene per procurare l’olio, per procurare un guadagno per lui e per i suoi marinai; dimentico del codice marinaro che assicura solidarietà ed aiuto agli uomini in difficoltà in mare.
Posseduto solo dal bisogno di rincontrare ciò che lo ha mutilato, ferito, privato di cose e di se stesso.

Il cast di “Io, Moby Dick”

Corrado d'Elia
Corrado d’Elia impersona il capitano Achab sulla tolda della sua nave mentre insegue la mitica balena bianca Moby Dick.

Corrado d’Elia: solo sul palco, seduto su quello che potrebbe essere la tolda di una nave, ma anche una zattera o semplicemente le assi di un palcoscenico.
Vestito di bianco, scalzo, circondato da una corona di cannocchiali che, anziché puntare verso l’orizzonte, puntano tutti su di lui. Sembra quasi porci il dubbio che sia lui stesso la balena bianca. Quasi a dire che le paure, le ossessioni non sono fuori, ma dentro di noi.

Si pone domande sul senso della vita, sul significato di un piccolo uomo di fronte all’immensità del mondo.
Si ribella ad un Dio misterioso e percepito lontano ed indifferente.
Ed allora eccolo concentrare tutti i propri pensieri, tutte le proprie energie su un nemico misterioso e maligno.

Chiara Salvucci (progetto scenico e grafico) come sempre in scena pochi oggetti, ma suggestivi.
In questo caso: piccola piattaforma di assi di legno (ponte della nave? zattera? palcoscenico?), cannocchiali, tanti cannocchiali sospesi in aria in semicerchio tutti puntati sul protagonista.

Christian Laface (tecnico luci): anche le luci narrano in questo spettacolo. Una luce puntata sul protagonista; una serie di luci puntate sulla platea che si accendono e puntano sugli spettatori quando la balena compare, quando ci sono gli avvistamenti.

Gabriele Copes (tecnico audio): la musica scelta per sottolineare e creare gli stacchi tra i diversi quadri è “Ave Maria” attribuita a Giulio Caccini, nella versione proposta dagli ERA. Il tema riproposto ha una cadenza sempre più incalzante e nello stesso tempo la melodia è avvolgente, trasporta e travolge proprio come potrebbero fare le onde dell’oceano.

Il trailer musicale di “Io, Moby Dick”

Teatro Litta MTM di Milano

Io, Moby Dick

dal 9/12/2021 al 19/12/2021

Sito web: https://www.mtmteatro.it/mtm-e-citta-aperta

INFORMAZIONI BIGLIETTERIA
Sede Teatro Litta

corso Magenta, 24
02.86.45.45.45 – biglietteria@mtmteatro.it
aperta dal lunedì a sabato dalle 15:00 alle 20:00


La nostra recensione


Pro

Sfida dei limiti, ossessioni che fanno perdere la razionalità e talora anche l'umanità, domande sul senso della vita, senso d'impotenza e finitezza di fronte all'infinito. Tutto questo reso magistralmente da Corrado d'Elia che penetra nell'animo del capitano Achab, ma nello stesso tempo interpreta ogni uomo in preda ad una qualche ossessione e che si fa domande sul perché dell'esistenza.

Il commento musicale è contributo arricchente dell'interpretazione. si tratta di "Ave Maria" attribuita a Giulio Caccini in una reinterpretazione degli ERA. Il tema ripetuto negli stacchi tra un quadro e l'altro è incalzante, avvolgente e travolgente allo stesso tempo.

Contro

Forse un po' troppo urlato. E' vero il personaggio probabilmente lo richiede, ma dopo un ora con quei toni di voce io stessa mi sentivo rauca.

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