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Chi è di scena – rassegna omaggio ad Alessandro Benvenuti – I° tappa. La nostra recensione

Chi è di scena – rassegna omaggio ad Alessandro Benvenuti – I° tappa. La nostra recensione

Alessandro Benvenuti

“Chi è di scena” fa parte di una rassegna al Teatro Menotti di Milano che vuole essere anche un omaggio ad Alessandro Benvenuti.
Questa è la prima tappa, seguirà poi “Panico ma rosa”, per terminare con “Un comico fatto di sangue”.

Lo stile di Benvenuti tagliente, ironico, senza peli sulla lingua (da buon toscano) lo abbiamo già conosciuto proprio qui al Menotti con Donchisci@tte. Sarà sicuramente gustoso riscoprirlo in queste sue tre opere.

La trama di “Chi è di scena”

Si tratta di un’intervista. Un vecchio attore, sicuramente originale e strano, si è improvvisamente ritirato dalle scene da cinque anni e sembra che nessuno l’abbia più visto in circolazione.
Dall’altra parte un giovane fan dell’attore che lo incontra fortunosamente e che ha il coraggio di chiedergli un’intervista per un non meglio precisato documentario su di lui.

Inaspettatamente l’attore gli concede questa intervista e così il giovane cerca di condurre a termine il compito.

Non si rivelerà un compito facile, il vecchio attore sembra talora divagare, sentire voci, a tratti sembra trasformarsi in un sociopatico(!).

Il giovane intervistatore cerca di destreggiarsi tra mille svolte improvvise dell’intervista.

Chi è di scena
Alessandro Benvenuti, Paolo Cioni e Maria Vittoria Argenti.

A rendere ancora più misteriosa ed inquietante la situazione è la presenza di un donna seminuda sdraiata di schiena su una chaise-longue, apparentemente addormentata, assolutamente immobile che nel procedere dell’intervista, pur immobile, è come se avanzasse sul palcoscenico ed acquistasse importanza.

Più si procede e più si comprende che niente è come appare, l’attore non è solo attore; l’intervistatore forse è altro; anche la donna dormiente ha scopi molteplici.

La verità è nella frase che pronuncia il vecchio attore:

“La vita condanna l’uomo ad uno stato di improvvisazione perenne.”

Il cast di “Chi è di scena”

Alessandro Benvenuti al Teatro Menotti
Alessandro Benvenuti interpreta un vecchio attore originale che si è ritirato dalle scene

Alessandro Benvenuti: un attore che ha scelto di isolarsi dal mondo. Già questa è una stranezza, soprattutto per un attore, che del mondo, del pubblico ha bisogno.
Isolato per fare cosa? Farsi delle domande! Tante, le più strane, le più disparate.
Si racconta questa vecchio attore, racconta la sua infanzia, la sua adolescenza.
Un flusso senza barriere, senza vergogna, sboccato talora (in fondo è quello che ci si aspetta da un toscano doc), ironico, con un pizzico di surreale.

Paolo Cioni in Chi è di scena
Paolo Cioni: un fan’? Uno stalker? O…?

Paolo Cioni: un giovane fan dell’attore, uno dei pochi “duri e puri”, come si dichiara che non ha mai dimenticato il suo idolo.
Goffo impacciato, intimidito dall’enormità di quella che considera una fortuna.
Ma è solo questo? A tratti s’intravedono altre verità. Via via diventeranno sempre più chiare, o forse più confuse?
Bravo nell’alternarsi tra timidezza e goffaggine e esplosioni d’irritazione e rabbia, senza essere mai troppo sopra le righe.

Maria Vittoria Argenti al teatro Menotti
Maria Vittori Argenti: figura dormiente per quasi l’intero spettacolo, sarà una grande sorpresa finale!

Maria Vittoria Argenti: figura di donna misteriosa, sdraiata di spalle, seminuda: dorme o forse morta?
Non è facile rimanere per quasi un’ora perfettamente immobile, quasi non respirare.

Non dire una parola per quasi l’intero spettacolo e divenire il perno della scena.

Produzione Arca Azzurra Teatro
Regia Alessandro Benvenuti
Costumi Giuliana Colzi
Arredi di scena Lucia Socci
Musiche Vanni Cassori
Luci Paolo Pollo Rodighiero

Teatro Menotti

Chi è di scena

dal 26/04/2022 al 28/04/2022

Sito web: www.teatromenotti.org

INFORMAZIONI BIGLIETTERIA
0282873611
biglietteria@teatromenotti.org


La nostra recensione


Uno spettacolo indubbiamente ironico e divertente eppure che tocca e mette all’indice le brutture della società, ma anche le difficoltà della vita.

Spettacolo che riporta un po’ alla memoria i quesiti pirandelliani.

Qual è la verità? Ognuno ha la sua.

Che parte recitiamo nella vita? Secondo i contesti assumiamo parti diverse.

La sensazione è di avere tra le mani una matrioska, ogni volta che ti sembra di aver colto perfettamente tutti i particolari della storia ecco che si apre e dentro c’è un’altra storia, i personaggi sono sempre gli stessi, ma svolgono ruoli diversi.

L’ultima matrioska sarà ancora l’anziano attore a rivelarla, mostrando come l’amore di chi ci sta accanto e il grande potere del teatro siano le cure migliori per rialzarsi.

Pro

Uno spettacolo che è una sorta di matrioska, ogni volta che credi di aver chiarito chi è chi, tutto viene nuovamente ribaltato.

Uno spettacolo che sottolinea il potere liberatorio e curativo del teatro.

Contro

Unica pecca, non so se dovuta all'acustica del teatro, o forse gli attori non erano microfonati (non sono stata in grado di verificarlo) fatto sta che in alcuni momenti in cui Benvenuti recitava velocemente, purtroppo non risultava tutto comprensibile.

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