Il David di Donatello Giorgio Colangeli veste i panni del “trasparente” professor Paolino nella rilettura registica di Giancarlo Nicoletti di uno dei classici pirandelliani, L’uomo, la bestia e la virtù che nel 2019 ha festeggiato i cento anni dal debutto sulle scene, dove è stato uno dei testi più rappresentati del drammaturgo siciliano. Co-protagonista un altro pluripremiato attore, il vulcanico Pietro De Silva nel ruolo del Capitano Perella; al loro fianco Valentina Perrella, pronta a calarsi nelle vesti della “virtuosa” signora Perella.
Con Scene da Faust, al Teatro Grassi dal 18 febbraio all’1 marzo, Federico Tiezzi segna una nuova tappa della sua ricerca artistica. Dopo Freud e l’interpretazione dei sogni (prodotto dal Piccolo Teatro di Milano) e dopo La Signorina Else e Antigone, con Faust di Goethe il regista torna a riflettere su un tema a lui caro: la crisi dell’io nel suo rapporto con la realtà. Accanto a Marco Foschi nel ruolo di Faust, a Sandro Lombardi nel ruolo di Mefistofele, e a Leda Kreider in quello di Margherita, agiranno gli attori dell’ultimo biennio del Teatro Laboratorio della Toscana.
The Boys in the Band è una commedia americana del 1968 scritta da Mart Crowley.
Nel 1970 poi il regista William Friedkin ne ha proposto un adattamento cinematografico intitolato “Festa per il compleanno del caro amico Harold”.
Per l’Italia si è occupato della traduzione e dell’adattamento Costantino della Gherardesca.
Torna al Teatro Duse di Bologna, lunedì 17, martedì 18 e mercoledì 19 febbraio alle ore 21, Filmusic, il concerto-spettacolo dell’Orchestra Senzaspine dedicato alle pagine musicali più celebri delle pellicole cinematografiche. Ad alternarsi sul podio insieme a Matteo Parmeggiani la giovane direttrice d’orchestra bolognese Alicia Galli.
Nessun testo meglio di Antigone di Sofocle ha parlato, e ancora parla con accenti di bruciante modernità, della lotta tra pietas e Ragion di Stato, incarnata dalla tragica vicenda della giovane Antigone, che, in aperta ribellione all’ordine del re di Tebe Creonte di lasciare insepolto il cadavere del fratello Polinice, accusato di tradimento, non esiterà ad immolarsi. Asciutta, essenziale e arricchita da musiche dal vivo, l’Antigone prodotta dal Teatro Stabile di Catania per la regia di Laura Sicignano si avvale dell’interpretazione nel ruolo di Creonte di Sebastiano Lo Monaco – popolarissimo attore siciliano di tradizione classica – e, nel ruolo del titolo, di Barbara Moselli, attrice di scuola classica attiva anche nei teatri di frontiera. Lo spettacolo ha debuttato al Teatro Stabile di Catania, Sala Giovanni Verga, a ottobre 2019.
A distanza di cinquant’anni dalla nascita del Movimento LGBT (giugno 1969, New York, Greenwich Village) e dopo le sei anteprime tenutesi a giugno allo Spazio Teatro 89 di Milano, inizia a breve la sua avventura per i teatri italiani THE BOYS IN THE BAND, l’opera teatrale del commediografo americano Mart Crowley, diventata manifesto del Movimento stesso.
C’era una volta Gretel, Regina di un regno lontano, guarita miracolosamente da un fiore magico: un raperonzolo capace di donare benessere e giovinezza a chiunque. Gretel ebbe una bimba, Rapunzel, i cui lunghi capelli dorati avevano assorbito tutto il potere del fiore. Gothel, sorella di Gretel, che da sempre aveva bramato l’eterna giovinezza, rapì la bimba e la rinchiuse in una torre, per averla tutta per sé. La piccola Rapunzel divenne grande e con lei crebbe anche il desiderio di libertà. Riuscirà l’Amore di Phil a riportare la fanciulla tra le braccia dei genitori?
La scomparsa del soprano Mirella Freni (all’eta di 84 anni), avvenuta il 9 febbraio 2020 dopo una lunga malattia degenerativa è stata resa nota con profonda tristezza da Jack Mastroianni, suo manager di una vita. Una delle grandi artiste della seconda metà del ‘900, Mirella Freni si è spenta nella sua casa di Modena circondata dai suoi familiari: la figlia Micaela Magiera, i nipoti Gaia e Mattia Previdi, il cognato Matteo Cuoghi, la sorella Marta e la sua amica di sempre Fausta Mantovani.
Dopo i sold out delle due passate stagioni, “La Merda” torna al Teatro Leonardo per il terzo anno consecutivo. “La Merda” si manifesta come la rivoltante confidenza pubblica di una “giovane” donna “brutta” che tenta con ostinazione, resistenza e coraggio di aprirsi un varco nella società delle Cosce e delle Libertà.
I protagonisti di “Ghost il musical”? Il fantasma di un uomo assassinato, la donna che amava in vita e continua ad amare da spirito, una strampalata medium che può restituirgli la voce e un assassino in attesa di essere scoperto e portato all’Inferno. Un thriller romantico, dove la suspance creata dai continui colpi di scena si alterna alla dimensione interiore del ricordo, una storia che indaga il senso dell’amore quando vive oltre il tempo. Anzi, quando è l’altrove irraggiungibile a renderlo autentico.
Terza serata . A partire dal suo ingresso, la presenza di Georgina è alquanto imbarazzante: Amadeus non si contiene e non riesce neanche più a parlare italiano davanti alla vista della bellissima donna. Rosso in viso e accaldato fa una piccola gag con lei indossando una maglietta metà della Juventus e metà dell’Inter.
Il gigante d’acciaio: il duo arriva dalla vittoria ad Area Sanremo. Un testo importante quello delle due ragazze che raccontano il problema dell’Ilva di Taranto: interessante il brano rock e la loro grinta, meno il rap di Lula che risulta poco convincente. Il loro look sui colori del nero e del rosso rispecchia la loro interpretazione carica di energia e aggressività.
Nuove proposte. Tsunami: il testo, apparentemente leggero, nasconde un sottotesto più impegnativo reso senza pesantezza come è consueto nel genere di cui si fanno rappresentanti gli Eugenio in Via Di Gioia nella prima serata sanremese. La musica è suonata dal vivo anche grazie a strumenti insoliti come la tastiera di un computer. Il loro un look originale in linea con il loro stile musicale e l’interpretazione non nasconde l’emozione di essere su un grande palco come l’Ariston.
In prima nazionale, dal 6 al 16 febbraio, al Teatro Studio Melato, Eneide, generazioni racconta al pubblico giovane, ma non solo, il mito dell’eroe in fuga dalla sua patria verso un nuovo destino.
Lo spettacolo, nuova produzione del Piccolo Teatro, si ispira al capolavoro virgiliano, da cui si dipartono innesti e contaminazioni con la contemporaneità.
Il temperamento di fuoco e la tecnica ineguagliabile di un grande virtuoso dell’archetto impegnato nella doppia veste di solista e direttore. È il greco Leonidas Kavakos, protagonista del concerto dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai in programma giovedì 6 febbraio alle 20.30 (turno rosso) all’Auditorium Rai “Arturo Toscanini” di Torino e in diretta su Radio3, con replica venerdì 7 febbraio alle 20 (turno blu). Salito alla ribalta internazionale giovanissimo, dopo aver vinto il Concorso Sibelius nel 1985 e i Premi Paganini e Naumburg nel 1988, Kavakos ha collaborato con le orchestre più prestigiose e i direttori più importanti al mondo.














