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LE NOTTI BIANCHE – Solitudine, paura di vivere, sognare. La nostra recensione
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LE NOTTI BIANCHE – Solitudine, paura di vivere, sognare. La nostra recensione

Le notti bianche

“Le notti bianche” da Fëdor Dostoevskij  è andato in scena al Teatro Litta- Sala Cavallerizza di Milano dal 4 al 14 Aprile.
SI tratta di un lavoro degli anni giovanili di Dostoevskij.

Questo racconto sta molto a cuore al regista Stefano Cordella, come ha dichiarato in un intervista, in quanto è stata la prima opera interpretata come attore ed oggi con l’esperienza degli anni trascorsi, la riprende con la visione del regista che può avere uno sguardo “meta” ed osservare con un po’ più di distacco .

La trama di “Le notti bianche”

Un uomo, il protagonista che rimane senza nome, vive in un mondo di totale solitudine, in una sorta di bolla fatta di sogni.
Cammina solitario per le strade di San Pietroburgo di notte, nelle famose notti bianche (nella Russia del nord in un periodo dell’anno il solo tramonta dopo le 22).
Una notte incontra una ragazza sola e triste, Nasten’ka, riesce ad avvicinarla a conoscerla.

Cominceranno a fare conoscenza e a scambiarsi confidenze.
Nonostante Nasten’ka abbia messo in guardia il protagonista di non innamorarsi di lei, ecco che il nostro sognatore inaspettatamente si innamora, ma Nasten’ka è innamorata di un altro che le ha promesso di tornare, ma tarda a mantenere la promessa.

Le notti bianche
Anime sole che si ritrovano

Infine, quando Nasten’ka delusa sembra ormai rassegnata alla perdita del lontano fidanzato, quando sembra che cominci a provare qualche sentimento per il nostro solitario sognatore, ecco il ritorno dell’amato.

Nasten’ka si allontana con il suo ritrovato amore e il solitario sognatore è nuovamente solo!
Come riuscirà a rientrare nel suo mondo solitario fatto di sogni?

Il cast di “Le notti bianche

Alma Poli
Alma Poli è Nasten’ka

Alma Poli : giovane e fresca. Dona alla sua Nasten’ka uno sguardo ed un sorriso curioso ed entusiasta comunque della vita.
C’è una storia triste e faticosa alle sue spalle, ma lei ha comunque uno sguardo di attesa, pronto a gioire e meravigliarsi.
Ha un incedere e movenze aggraziate, fanciullesche e vivaci.
I suoi toni, la sua voce sono quelle di una ragazzina tra l’infanzia e l’adolescenza con toni stupiti e innocenti ma allo stesso tempo con una consapevolezza già adulta.

Diego Finazzi
Diego Finazzi il sognatore solitario

Diego Finazzi: anche Diego è molto giovane eppure riesce a trasmettere, insieme allo spirito sognante e sperso, una sorta di antica consapevolezza della possibile bruttezza, cattiveria della realtà. Motivo per cui è meglio vivere in un proprio altro mondo.
Mescola, nella voce e nello sguardo, la pacifica rassegnazione, con il desiderio dell’incontro e il bisogno d’amore, con una semplice spontaneità e realismo che ti sorprende e ruba il cuore.

Trailer di “Le notti bianche”


La nostra recensione


Gli interrogativi esistenziali di Dostoevskij appaiono perfettamente calzanti alla realtà odierna soprattutto del mondo giovanile, pur a 200 anni di distanza.

Infatti la struttura sostanzialmente intatta de “Le notti bianche“, con alcune ombreggiature che le danno una veste più contemporanea, nel linguaggio e in alcuni riferimenti, appare un’ immagine del sentire di molti giovani odierni.

Come abbiamo riscontrato in alcuni spettacoli visti recentemente come Bidibibodibiboo o La sparanoia troviamo un forte sentimento di delusione della realtà, una difficoltà a stare nel presente.

Le notti bianche
Un solo attimo di beatitudine

Se nei due spettacoli ricordati queste difficoltà, se non addirittura rifiuti, riguardavano più la vita sociale, il mondo del lavoro e il mondo civico della politica, qui la fatica e la difficoltà riguarda invece le dinamiche relazionali.

Sono due solitudini quella del sognatore e di Nasten’ka, due solitudini che per caso si incontrano.
Mentre il sognatore ha scelto di vivere nel suo mondo immaginario, Nasten’ka invece è ancora disposta a rischiare il contatto con l’altro anche se questo l’ha fatta soffrire.

L’esperienza di un sentimento autentico, per il protagonista, sarà una rivelazione che lo segnerà per sempre.

Ho rivisto in questo racconto la realtà vissuta da molti giovani, che vivono immersi in una realtà virtuale, alcuni operano addirittura un vero ritiro dal mondo, come il protagonista.

“Io sono uno che non ha una storia”

Dice il protagonista all’inizio della sua conoscenza con Nasten’ka; al termine dirà:

“Un intero attimo di beatitudine… E’ forse poco nella vita di un uomo?”

Sono due frasi che colpiscono come un pugno e ti rubano il cuore.
La speranza, che timidamente spunta, è che giunga l’invito di cercare l’altro, cercare l’incontro con l’altro perché questo da la speranza di potersi aiutare reciprocamente per una rinascita.

Perché anche un solo intero attimo di beatitudine può dare senso alla vita.

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Cast Artistico e Tecnico

In scena: Alma Poli e Diego Finazzi 

Ideazione e regia: Stefano Cordella
Assistente alla regia: Sofia Tieri
Drammaturgia: Elena C. Patacchini 
Scene e costumi: Francesca Biffi

Disegno luci: Fulvio Melli
Staff tecnico: Stefano Lattanzio, Ahmad Shalabi
Direzione di produzione: Elisa Mondadori
Produzione: Manifatture Teatrali Milanesi

Info e Biglietti


Teatro LittaSala Cavallerizza

I posti non sono numerati, non è consentito l’accesso in sala a spettacolo iniziato

Da martedì a domenica ore 19.30 – domenica ore 16.30

Intero 18,00€, scuole civiche Fondazione Milano, Piccolo Teatro, La Scala e Filodrammatici € 11,00 – Scuole MTM € 10,00 – ridotto DVA € 9,00 – tagliando Esselunga di colore VERDE

Durata dello spettacolo: 75 minuti

Info e prenotazioni biglietteria@mtmteatro.it – 02.86.45.45.45

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