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NOTRE DAME DE PARIS: la mia “prima volta” alla grande commedia popolare di Riccardo Cocciante.
Scuro Chiaro

NOTRE DAME DE PARIS: la mia “prima volta” alla grande commedia popolare di Riccardo Cocciante.

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Il 2022 segna i 20 anni dalla prima rappresentazione italiana di “Notre-Dame de Paris”. Per l’occasione, il cast nostrano originale si è riunito per riportare nel paese il musical scritto da Luc Plamondon (nella versione italiana adattato da Pasquale Panella) e musicato da Riccardo Cocciante.
Ho avuto quindi modo, per la prima volta, di poter assistere allo spettacolo ed anche al mio primo musical. Parliamone.

La sinossi di “Notre-Dame de Paris”

Per molti questa sezione può risultare superflua, ma per chi non conoscesse bene la sinossi (come il sottoscritto prima dello spettacolo, ma non diciamolo in giro), la vicenda è ambientata a Parigi nel 1482. L’arrivo a Notre-Dame di un gruppo di gitani porta scompiglio nella vita dei protagonisti parigini a causa dell’entrata in scena di Esmeralda. Perno centrale dell’opera, la molteplice attrazione nei confronti della donna svilupperà l’intera vicenda.

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Il cast al completo.

Il cast di “Notre-Dame de Paris”

Come accennato, il cast della prima edizione italiana è tornato al completo per il ventennale. Avremo quindi:

Quasimodo, interpretato da Giò Di Tonno, il campanaro di Notre-Dame affetto da gravi malformità.

Esmeralda, interpretata da Lola Ponce, la bella sorella di Clopin e, per quanto mi riguarda, vera protagonista della storia.

Frollo, interpretato da Vittorio Matteucci, l’arcidiacono di Notre-Dame.

Gringoire, interpretato da Matteo Setti, poeta e narratore dell’intera vicenda.

Clopin, interpretato da Leonardo Di Minno ed in alcune date da Marco Guerzoni, protettore del gruppo di zingari in arrivo a Notre-Dame per richiedere asilo.

Febo, interpretato da Graziano Galatone, capitano degli arcieri reali di Luigi XI.

Fiordaliso, interpretata da Tania Tuccinardi ed in alcune date da Claudia D’Ottavi, compagna del capitano Febo.

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La nostra recensione


Come accennato in precedenza, questa è stata la mia prima esperienza ad un musical. Ammetto di esser partito prevenuto. In particolare, non mi ha mai convinto a fondo il connubio canto/recitazione, nonostante sia la base del musical. Non saprei bene capire da dove sia partita questa difficoltà, sta di fatto che a fine primo tempo avevo già cambiato radicalmente idea.

Partiamo dall’unica nota dolente che ho potuto riscontrare: l’Arcimboldi. Per quanto sia un’istituzione in quel della città meneghina, l’acustica l’ho trovata davvero pessima. Inizialmente ero alquanto imbarazzato perché i miei vicini di posto sentivano bene, anche se probabilmente la loro conoscenza del musical in sé ha permesso loro di essere più sul pezzo. Ho dovuto farmi spiegare delle parti che non avevo capito alla fine di entrambi gli atti, per intenderci (sì, non ho visto nemmeno il film della Disney, non sapevo nulla). La conferma della pessima resa del teatro l’ho avuta da altri membri della redazione che vi si sono recati molto più di me.

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La coreografia de “Le campane”.

Ma parliamo del resto.
Quel che salta subito all’occhio è l’imponenza e la caratura tecnica dell’intero spettacolo. Fin da subito si respira qualità, venendo introdotti a Parigi dall’iconica “Il tempo delle cattedrali” dove già si sentivano diverse voci vicino a me intonarne le liriche.
Il musical procede spedito, introducendo nei brani successivi gli iconici personaggi dell’opera, portati in scena dai loro altrettanti iconici interpreti. Ognuno di essi per tutto lo spettacolo ha regalato al pubblico presente una performance eccellente e coinvolgente, si è percepita fino alla fine la dedizione messa in gioco.
Ma, senza nulla togliere ai cantanti, forse quel che mi ha lasciato più stupito sono state le coreografie portate in scena dal corpo di ballo. Veramente di qualità, alcune proprio pazze. Basta solo vedere l’immagine delle campane. Mai messe in secondo piano durante lo svolgersi della vicenda, rendono il tutto più vivo e coinvolgente.

In conclusione, se come me siete un po’ scettici sul tipo d’arte qui rappresentata, un’occasione vi consiglio di dargliela. A sentire chi era con me, rispetto ad altri musical questo risulta più accessibile, forse anche trainato dalla popolarità non solo del musical stesso ma anche del classico Disney tratto anch’esso dal romanzo di Victor Hugo.

Pro

Interpreti principali in gran forma, han donato una performance eccellente;

Corpo di ballo micidiale, non puoi non rimanerne affascinato;

Lo spettacolo non annoia mai e corre spedito.

Contro

Nulla da dire allo spettacolo, ma come esposto in precedenza la location ha, purtroppo, penalizzato la resa finale della rappresentazione.

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