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EMANUELE PEDRANI: “Contrabbassista per la Scala e pianista per la vita” e il suo nuovo brano Ninna Nanna. Intervista esclusiva.

EMANUELE PEDRANI: “Contrabbassista per la Scala e pianista per la vita” e il suo nuovo brano Ninna Nanna. Intervista esclusiva.

Emanuele Pedrani

ll pianoforte mi ha sempre accompagnato nella mia vita e tutt’ora è il compagno più intimo e vicino alle mie “felici inquietudini”; mi ha portato ad esibirmi persino sul palcoscenico della Scala, della “mia Scala’’..

Emanuele Pedrani

… Il carillon girava, poi rallentava fino ad interrompersi in un punto sospeso ed inaspettato del brano… E nel frattempo ci eravamo già addormentati…

Un ricordo antico, musicalmente ricreato in chiave contemporanea ed attuale, ma che definirei “senza tempo”.
“Ninna Nanna” è il titolo della nuova composizione scritta ed eseguita da Emanuele Pedrani, contrabbassista del Teatro alla Scala di Milano, che anticipa l’uscita del suo nuovo progetto discografico “Walking on the air”. 

‘’Ninna Nanna’’ (disponibile in digital download e sulle piattaforme streaming) è una poesia che sfiora il cuore. Poche note, essenziali, che ricordano la classicità, i carillon con cui noi ci addormentavamo, un richiamo ad un’ingenuità perduta ma ancora condivisibile ed anelata. Un anticipo di quello che sarà il mio prossimo disco’’.

Emanuele e il mondo della musica.

Emanuele Pedrani
Emanuele Pedrani , musicista e compositore senza barriere.

Tutto nasce da quando ero studente del Conservatorio di Milano; ero giovane, ero l’incubo delle bidelle, perchè dopo le regolari e consuete lezioni, io ed alcuni miei compagni rimanevamo fino a tardi a suonare jazz insieme, e loro non riuscivano a chiudere il conservatorio ad un orario accettabile. Ricordo che una volta, una mia insegnate, sfogò la sua rabbia ed indignazione alla mia insegnante di pianoforte: ‘’Quello lì è un disgraziato, ieri sera era in classe con una ragazza a facevano  jazz: una vergona’’.

La mia insegnante al momento finse di dare seguito alle lamentele ma poi ricordo ancora le sue sagaci risate per l’accaduto, anzi colse l’occasione per manifestarmi la sua ammirazione per queste mie qualità. Nel frattempo i miei studi accademici di contrabbasso, pianoforte e composizione proseguivano brillantemente: parallelamente anche se sempre un po’ di nascosto coltivavo queste strade alternative, ritenendo l’improvvisazione e non solo quella strettamente jazzistica, un canale di grande importanza espressiva.

In ogni caso i miei studi musicali classici mi portarono a risultati importanti, mi diplomai brillantemente e presto come contrabbassista cominciai a vincere concorsi importanti in varie orchestre ed istituzioni, fino a giungere all’Orchestra del Teatro alla Scala di Milano di cui tutt’ora faccio parte. Suonare in questo teatro non è solo un vanto e motivazione di orgoglio fine a se stesso, ma rappresenta il privilegio di vivere esperienze musicali ai massimi livelli. Suonare e collaborare con i più grandi direttori, il grande repertorio, i grandi solisti e migliori cantanti al mondo è cosa estremamente arricchente, ma la voglia e l’esigenza mia di percorrere strade alternative, non mi ha mai abbandonato’’.

Quattro chiacchiere con Emanuele Pedrani.

Parliamo subito della tua vita musicale davvero molto ricca e completa sotto tanti punti di vista. Mi nasce quindi spontanea la domanda: sei più contrabbassista o pianista?
Mi piace la definizione che ho dato sulla mia pagina Fb dove ho scritto: “Contrabbassista per la Scala e pianista per la vita”. Il pianoforte non l’ho mai abbandonato perchè con questo strumento mi coccolavo, l’ho sempre usato come qualcosa con cui divagare un pochino e chiaramente mi ha sempre dato più possibilità per i miei “peregrinaggi interpretativi”, io sono nato con quest’anima improvvisativa.
Non sono un pianista da repertorio classico, lo uso per le mie composizioni.

Vivi un doppio percorso come compositore e esecutore. Cosa ricevi da queste due meravigliose esperienze artistiche?
L’essere esecutore anche a livello dell’orchestra mi da tantissimo, l’orchestra è un serbatoio! Da li attingo tantissimo, il repertorio che facciamo in Scala, i grandi direttori, i grandi solisti con cui abbiamo a che fare ti permettono di mettere mani nella bellezza più totale. Sicuramente questo mi arricchisce tantissimo e quindi come si suol dire “non si inventa nulla ma si trasforma”.
Il lato compositivo nasce da questa mia esigenza improvvisativa, molti brani me li sono trovati tra le mani e poi li ho decodificati, li ho scritti.
Nella scrittura si ha più tempo per pensare quindi si riesce a elaborare meglio il materiale ma l’idea resta molto istintiva tranne in qualche raro caso.
Il mio è un viaggiare tra diversi stili, come poi si nota nel mio lavoro discografico “Walking on the air”, passando dal jazz alla classica non dimenticando anche la musica etnica.
Un mix di tante esperienze musicali e contaminazioni che sono state metabolizzate.

Tu arrivi da una formazione prettamente classica e spesso c’è questa diatriba tra chi resta legato ad un unico mondo o chi si apre anche al resto del panorama musicale. Tu invece, hai sempre avuto questa voglia di conoscere oltre…
Certo. Non ho mai pensato che esista una musica di seria A o di serie B. Esiste la musica interessante, bella, vera e esiste la musica fatta male o prettamente con fini commerciali. Mi sono sempre mosso quindi su più campi, ho anche scritto canzoni e le ho anche cantate.
La musica mi piace un po’ tutta, forse ho una maggior predilezione oltre che per la classica anche per il jazz.

Emanuele Pedrani
Emanuele Pedrani: esiste una sola musica, quella bella!

Avere la base classica, anche a livello compositivo, quanto ti ha aiutato?
Moltissimo, perchè hai il concetto della forma di cosa vuol dire elaborare un tema. La preparazione in ambito classico ti da moltissimo perchè è da li che poi ci si muove.

Tornando al tuo brano”Ninna Nanna” è un melodia spesso ricorrente nella Storia della Musica. Molte volte gli autori arrivano a questa necessità di toccare questo tema. A te come è arrivato?
E’ uno dei tanti temi che mi sono trovato per le mani.
Nel caso di come l’ho contestualizzato nel percorso dell’Album, mi è piaciuto metterlo alla fine dopo un pezzo di grande impatto sia a livello ritmico che virtuosistico.
Ho voluto valorizzare molto il contrasto.
Il fatto di averlo chiamato “Ninna Nanna” arriva dopo dato il suo andamento musicale.
Il brano è nuovo a livello di pubblicazione musicale ma l’ho scritto un po’ di anni fa ed stato suonato da diversi solisti tra cui Andrea Dindo e Fabrizio Meloni.

Stai lavorando al tuo progetto discografico “Walking in the air”. Quando arriverà? Cosa ci aspettiamo, quanti brani?
I brani sono 11, circa un’ora o poco più di musica che raccoglie un percorso di diversi anni. Sono brani che hanno una parte scritta fissa, ma anche degli open improvvisativi, quindi è qualcosa di molto particolare nel senso che se volessi riproporlo o risuonarlo non sarebbe mai la stessa cosa.
Non si sa esatta data uscita ma dovrebbe essere poco prima della primavera, ma usciranno prima alcuni singoli.


Emanuele Pedrani ci fa ascoltare la sua “Ninna Nanna”.

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