“Tre sorelle. Nevica. Che senso ha?”, da Anton Čechov in scena al Teatro Elfo Puccini di Milano.
Liv Ferracchiani non è la prima volta che si confronta con Čechov, già lo aveva fatto con Platonof e con Come tremano le cose riflesse nell’acqua che è una riscrittura di Il gabbiano.
Ora affronta la penultima opera di Čechov, Tre sorelle.
La trama di “Tre sorelle. Nevica. Che senso ha?“
La storia ci presenta tre sorelle: Olga, Maša e Irina, rimaste orfane da un anno. Sono costrette a vivere in un paesino di provincia oppressivo, senza sbocchi.
Sognano di ritornare a Mosca, di uscire da quella vita angusta, priva di prospettive, fatta di scelte obbligate.
Irina, soprattutto, è la più giovane e immagina, sogna, di uscire, di andare, anche se sembra non riuscire a focalizzare un progetto vero e proprio da realizzare.
Molte speranza poggiano sul fratello Andrej, studioso, professore. Sperano che ottenga un incarico a Mosca, sarà così il traino che le porterà fuori dalla realtà provinciale stagnante.
Andrej però si innamora di Nataša, donna considerata non adeguata per lui dalle sorelle. La sposa e ne avrà anche dei figli, rimanendo quindi anch’egli invischiato nella provincia.
Vi è una brigata di militari nei pressi e alcuni ufficiali e cadetti frequentano la casa delle tre sorelle.
Due di loro si innamorano di Irina e lei, sebbene non ne sia innamorata, accetta di fidanzarsi con uno di loro, pur di avere un occasione di fuggire.
Maša, pur sposata ma in età troppo giovane, si innamora del colonello Veršinin.
Giunge il comando per la brigata di spostarsi, questo sembra accellerare le cose. Maša è sposata e non può abbandonare il marito quindi lascerà partire il colonello Veršinin; Tuzenbach, il findanzato di Irina, che ha lasciato l’esercito per lei, viene sfidato a duello dall’amico e compagno d’armi Solënyj, e muore; Olga accetta l’incarico di direttrice della scuola.
Così i sogni, le speranze, si allontanano, si dissolvono e rimane la grigia e oppressiva quotidianità
Il cast di “Tre sorelle. Nevica. Che senso ha?“
Irene Villa (Olga), Livia Rossi (Irina), Valentina Bartolo (Maša): tre sensibili interpreti delle tre sorelle dalle caratteristiche diverse.
Irene Villa da ad Olga quella impronta caratteristica della sorella maggiore che deve far rispettare quelle regole e convenzioni comuni del comportamento che ci si attende da delle signorine di buona famiglia. “Maestrina” non solo di professione, ma anche nella vita familiare.
Valentina Bartolo è una Maša ribelle, insofferente, istintiva. Maša sceglie con la “pancia” con il “cuore”, ma non ha la forza di liberarsi dai legacci delle convenzioni.
Livia Rossi è un Irina sognatrice, ma che ha perso i suoi sogni. Non sa più cosa vuole realizzare, sa solo che vuole allontanarsi da quella stagnazione. Vede Mosca, la vita a Mosca, come un luogo magico che quando lo avrà raggiunto le rivelerà quale futuro realizzare.
Antonio Mingarelli (Andrej, il fratello), Giordana Faggiano (Nataša, la moglie): Antonio Mingarelli è un Andrej quasi succube, succube delle attese e ambizioni delle sorelle. Lui, forse, è soddisfatto di una vita tra i libri, di una donna di cui si è innamorato, di vivere nella sua confort zone.
Giordana Faggiano è una effervescente Nataša, una donna con forse minore istruzione, più popolana, ma entusiasta, con una gran voglia di vivere. Nataša si prende quello che vuole, l’amore di Andrej, la famiglia, i figli, altri amori. non è disposta a sottostare a regole e limiti che “la famiglia”, “le sorelle”, soprattutto nella veste di Olga, le vorrebbero imporre.





Francesco Aricò (Solënyj), Giovanni Battaglia (Čebutykin il dottore), Rosario Lisma (Veršinin il colonnello amante di Maša), Riccardo Martone (Tuzenbach innamorato e fidanzato di Irina), Marco Quaglia (Kulygin, marito di Maša): questo è il mondo maschile che ruota nella casa delle tre sorelle. Un mondo maschile che cerca riconoscimenti, cerca affetti, attenzioni, ma che ad altri richiami, lascia tutto e se ne va.
Trailer di “Tre sorelle. Nevica. Che senso ha?“
La nostra recensione
Uno spettacolo scritto nei primi anni del ‘900, che illustrava una condizione di quel momento e di quei luoghi, ma che oggi, a più di un secolo di distanza, appare ancora disperatamente attuale e reale.
Il bisogno di trovare un proprio percorso, il poterlo realizzare; il bisogno di ritrovare relazioni, affetti veri, reali; il senso di oppressione che nasce da aspettative altrui, da percorsi di vita già scritti e programmati.
Tutte questi bisogni ed interrogativi li abbiamo incontrati in diversi spettacoli di questa stagione, ma anche di quelle passate.
Come per esempio nei recenti spettacoli di Niccolò Fettarappa: Orgasmo e Solo quando lavoro sono felice.
Il testo ci presenta questo sentire, questa oppressione e mancanza della forza di opporsi. Il tutto è rafforzato e reso incalzante sia dalla scenografia che dalla sceneggiatura.
C’è un recitare che mano a mano diviene incalzante, con un ripetersi di frasi già dette, ad un certo punto con un sovrapporsi sempre più caotico e rumoroso delle frasi di ognuno. Quasi come se ogni personaggio corresse sul suo binario e mancasse totalmente l’ascolto.
Un quadrato, il salotto dove si svolgono la maggior parte dei dialoghi, quasi un ring, da cui non si può fuggire. Tanto che ad un certo punto cala, come a costituire una barriera, un quadrato di luci, come una scatola che si chiude.
Un quadrato, un ring, che si trova su un piano inclinato. Un piano inclinato di una vita che scorre inevitabilmente solo in un verso.
Gli attori cercano di allontanarsi, di fuggire, escono da quel piano inclinato, alcuni oltrepassano anche la “quarta parete”, vanno oltre, vanno altrove.
Ma le tre sorelle no! Dopo brevi e timidi allontanamenti, ritornano, rientrano nel loro salotto, nel loro ring. Ingabbiate in dei cappotti rigidi che sembrano dei gusci, sotto la neve che cade, che copre, che attutisce, smorza, silenzia tutto.
Il cast artistico e Tecnico di “Tre sorelle. Nevica. Che senso ha?“
In scena: (in o.a.) Francesco Aricò, Valentina Bartolo, Giovanni Battaglia, Giordana Faggiano, Rosario Lisma, Riccardo Martone, Antonio Mingarelli, Marco Quaglia, Livia Rossi, Irene Villa.
da Anton Čechov
testo e regia di Liv Ferracchiati
dramaturg Piera Mungiguerra
consulenza letteraria Margherita Crepax
scene Giuseppe Stellato
costumi Gianluca Sbicca
luci Pasquale Mari
suono Giacomo Agnifili
aiuto regia Adele Di Bella
assistente regia Giovanni Miglietti
assistente ai costumi Rossana Gea Cavallo
produzione Teatro Stabile Torino – Teatro Nazionale
Teatro Elfo Puccini
“Tre sorelle. Nevica. Che senso ha?“. – Sala Shakespeare
dal 12/05/2026 al 17/05/2026
Sito web: www.elfo.org
Biglietteria
+39 02.00.66.06.06
biglietteria@elfo.org
SERVIZIO DI PREVENDITA
Lunedì – venerdì 11.00/14.00 e 15.00/19.00
Sabato 15.00/19.00
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