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LA MOGLIE – LA NOSTRA RECENSIONE

LA MOGLIE – LA NOSTRA RECENSIONE

LA MOGLIE
LA MOGLIE

LA MOGLIE – LA NOSTRA RECENSIONE

Viaggio alla scoperta di un segreto

Su vimeo.com/teatrodellelfo

LA MOGLIE

Lo spettacolo è scritto dalla stessa Cinzia Spanò, che ne è l’interprete, e prende origine da una notizia appresa, cioè che le mogli degli scienziati che progettavano la bomba atomica, non seppero nulla di quello a cui stavano lavorando i mariti fino a quando il presidente degli Stati Uniti non diede notizia al mondo intero, tramite un messaggio radio che la prima bomba atomica era stata sganciata. Arricchito poi da diverse fonti, soprattutto la biografia di Laura Fermi “Atomi in famiglia”.

LO SPETTACOLO

“La Moglie” si tratta di un appassionato monologo che tratteggia la vita di Laura Fermi la conoscenza e primi incontri con il futuro Nobel Enrico Fermi.
La loro storia d’amore intrecciata con i momenti e gli eventi storici di quel periodo che cambiarono il mondo, fino a giungere agli anni trascorsi negli Stati Uniti nel “luogo ignoto Y”, Los Alamos nel deserto.
Li, in un luogo che non esisteva per nessuno, erano raccolti diversi scienziati, con le loro famiglie, impegnati nel “Progetto Manhattan” che portò alla creazione della bomba atomica.
Li Laura e con lei le altre mogli si sono trovate a trascorrere molti mesi, a volte anni, una vita che non aveva alcun contatto con il mondo esterno, completamente all’oscuro di ciò che stavano facendo i loro mariti ( che avevano ricevuto l’ordine di mantenere il segreto estremo, anche con i loro famigliari, sulla natura dei loro studi)
Il racconto si svolge, intrecciando le vicende della Storia con le vicende personali di Laura Fermi e mettendo a confronto, come in uno specchio, il mito di Amore e Psiche, come a ritrovare negli episodi delle proprie storie umane dinamiche che sono universali.
Mettendo così in luce un aspetto che spesso si presenta nella Storia, così come nelle storie dei singoli, cioè la rimozione, il non voler vedere la realtà. Così come Psiche, chiusa al sicuro nel palazzo di Amore, soddisfatta in ogni suo bisogno e necessità a condizione di non vedere il vero volto dell’amato.
Laura si accorge di aver sposato il silenzio di un marito ormai estraneo, devoto solo all’autocensura che lo lega al progetto Manhattan.
Lei che amava così tanto le parole, ha lasciato che il silenzio la appiattisse e si è macchiata di quel reato che è l’ignoranza, la non conoscenza.
Il silenzio coniugale che ormai vive la esaspera, e il bisogno di conoscere inizia a prevaricare su quello di amare ciecamente.

CAST
LA MOGLIE
Foto di Laila Pozzo

Cinzia Spanò interprete ed autrice de “La Moglie”, con grande intensità dà vita alla storia di questa donna, la storia di molte donne. Esprime con ironia, ma con forza e passione e disperazione i suoi sentimenti di giovane donna innamorata, le sue aspirazioni e gioie, le sue domande, angosce, dubbi e bisogni.

REGIA

La regia di “La Moglie” è di Rosario Tedesco: un drappo scuro sullo sfondo, come una cappa. Tre sedie in scena, veli di cellophane a coprire e scoprire i diversi luoghi. Uno scorrere talvolta, dagli oggetti in scena, di sabbia, come segno del deserto di Los Alamo, ma anche del tempo che trascorre.
Un alternarsi di fasci di luce che illuminano alternativamente i vari luoghi della scena, luci sempre basse, mai una luce piena splendente rendono la sensazione un po’ di oppressione e di come se si attraversassero diverse camere di ricordi.

CONCLUSIONE

Un interessante lavoro che attraverso la narrazione della vita di un personaggio storico cerca di esplorare le dinamiche ancora una volta dell’animo, dello spirito femminile, di come vive ed interpreta la realtà storica, sociale sempre strettamente legata alle relazioni ed affetti. Non a caso verso il termine dell’opera la protagonista afferma:

“Per una donna il bisogno di conoscere resta sempre legato a un bisogno più grande: il bisogno di amare.”

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