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Simone Moncada, un workshop ICONICO!

Simone Moncada, un workshop ICONICO!

Simone Moncada

Gli amici di TAB (The Artist Bridge) non si fermano mai!
Anche ieri, domenica 18 aprile, ci hanno intrattenuto con un nuovo workshop incredibile!
Settimana scorsa abbiamo ballato sulle note di “SIX” con Lucy Aiston , ieri invece Giorgio Camandona (che ricordiamo essere anche colui che ha portato “Italy Bares” in Italia), insieme a Mauro Simone, Martina Ciabatti e Phil Mennel, ci hanno fatto scoprire il fantastico mondo di “Thriller Live” uno spettacolo che ripercorre i passi di Michael Jackson.

Il nostro “Michael Jackson” per questo workshop è Simone Moncada che ha lavorando in “Thriller Live” al Lyric Theatre per un anno e mezzo per 8 spettacoli a settimana!

La lezione

Anche con Simone partiamo con un riscaldamento tutto Michael Jackson!
Iniziamo sulle note di “Blood on the Dance Floor” per proseguire con “Remember the Time“. Insomma veniamo subito lanciati nel modo del workshop!

Simone ci spiega subito che la particolarità di Michael sono le linee spezzate e ci mostra alcune delle pose iconiche!
Cominciamo con la coreografia e il brano su cui si andrà a ballare è “BAD“! Chi non conosce questo pezzo alzi la mano…
Non ci vuole molto prima di capire la bravura e la passione di Simone! ci spiega la coreografia e volte si lascia trasportare aggiungendo passi!!

Come tutti i workshop organizzati da “TAB“, l’energia e la carica positiva sono la base del workshop!
Simone spiega i passi, controlla l’esecuzione divide in gruppi e fa ballare fino allo stremo delle forze.
Tra fiatone e sudore anche questa coreografia giunge al termine!

Due minuti di pausa e si comincia con il consueto momento delle domande…

Simone Moncada
Simone Moncada il nostro Michael Jackson!

Simone Moncada risponde a:

Quale è stato il tuo percorso e perché hai deciso di intraprenderlo?
Mia mamma ha un scuola di danza quando ero piccolino vedevo i suoi spettacoli e mi sono appassionato subito. Poi ho iniziato con lei a fare qualche spettacolo, ho iniziato come un piccolo Tarzan, dove ha avuto la possibilità di ballare e recitare per la prima volta. Il primo impatto che ho avuto col palcoscenico è stato come essere a casa. Libero di esprimermi in tutto quello che volevo e credevo. Da lì in poi ho iniziato a studiare, viaggiare e poi è iniziata l’avventura a Londra. Quando avevo 16 anni mi sono trasferito a Londra con una borsa di studio e da li ne sono uscito professionista e ho inizato a lavorare nel West End, ma tutto è sostanzialmente iniziato con un piccolo Tarzan!

Cosa consiglieresti a qualcuno che vorrebbe approcciarsi al teatro londinese?
Innanzitutto consiglio di andare a vedere gli spettacoli nel West End perché anche solo guardando c’è da imparare ed è di una ispirazione incredibile vedere questi spettacoli. Una volta li magari approcciare con la lingua, meglio andare preparati con un ripasso di inglese. Consiglio di stare li e fare magari qualche corso estivo, un corso di un anno o anche solo classi. Parlare e ascoltare inglese! Una volta fatto questo si può pensare di fare qualche audizione…
Fate una ricerca su internet perché ciò sono percorsi estivi anche in base al proprio obiettivo.

Come si può mettere se stessi nei movimenti di un personaggio così tanto iconico come è Michael Jackson?
E’ facile per me risponderti a questa domanda perché mentre il ballerino che faceva Michael Jackson studiava ogni giorno dei video delle sue performance e dava un po’ del suo ma sempre rispettando l’origine della sposa. Lui doveva impersonare al massimo Michael, mentre per i ballerini era solo uno spunto per poi poter mettere del proprio. Quello che consiglio è studiare bene dei video di varie performances, mettere stop e studiare la posizione anche allo pecchio o con una telecamera e poi di mettere un po’ del tuo e creare un posa iconica ma con qualcosa di tuo.

Nonostante tutte le difficoltà che ci sono nell’affrontare il percorso come ballerino professionista cosa ti ha spronato e ti sprona ancora a non mollare?
Passione per quello che faccio. E’ stato e dè difficile mettersi a confronto con tante persone. A volte ti può abbattere. Come ballerino professionista fai tante audizioni e si prendono tanti no che potrebbero demoralizzare, ma ciò che mi porta avanti è la passione per quello che faccio e che non mi importano i no perché so che il si prima o poi arriverà, se metti il cuore in quello che fai.

Quali sono le differenze principali tra fare uno spettacolo più versione concerto a fare un musical?
Per quanto riguarda Michael Jackson è più una questione di energia pura e di coinvolgere al massimo il pubblico tramite le canzoni che vengono cantate. Nel musical c’è più uno studio dietro… non saprei come spiegartelo, è diverso ma non ho preferenze. Entrambi hanno dei lati postivi e negativi ma sono entrambi belli.

Qual’è il tuo pezzo preferito da Thriller Live?
Tutti pezzi sono belli, nello spettacolo c’era un mix-up da quando Michael era piccolo fino alla scomparsa, ma il mio pezzo preferito era “The Way You Make Me Feel“.

Se vuoi partecipare anche tu

Anche settimana prossima gli amici di TAB non si fermano! Il prossimo appuntamento è domenica 25 con – Acting Through Song Workshop – ADAM PASCAL – ‘Pop/Rock MT’. Se vuoi partecipare puoi iscriverti a questo indirizzo: https://bookwhen.com/it/theartistbridge.

Ringraziamo come sempre Giorgio Camandona, Mauro Simone, Martina Ciabatti e Phil Mennel per essere sempre dei perfetti padroni di casa!

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