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TUTTI NON CI SONO – Dentro e oltre quel muro!
Scuro Chiaro

TUTTI NON CI SONO – Dentro e oltre quel muro!

Tutti non ci sono al teatro Parenti

“Tutti non ci sono”, scritto, diretto e interpretato da Dario D’Ambrosi al Teatro Parenti.
Poco più di mezz’ora dopo il termine dello spettacolo Medea ecco che Dario D’ambrosi torna in scena indossando i panni di un malato psichiatrico nella Sala treno Blu.

Tutti non ci sono spettacolo che nasce dal contatto vissuto da Dario D’ambrosi con realtà dei manicomi e dei primi anni dopo la legge Basaglia in cui questi uomini e donne si trovavano catapultati in un mondo in qualche modo ignoto.
Tutti non ci sono è diventato anche, in seguito, un libro autobiografico.

Tutti non ci sono - Il libro
Tutti non ci sono, libro uscito nel maggio 2022, narra il percorso seguito da Dario D’Ambrosi

La trama di “Tutti non ci sono

Lo spettacolo inizia con un filmato che mostra un paziente psichiatrico che viene accompagnato all’uscita dell’ospedale psichiatrico, esattamente come l’uscita da un carcere, e lasciato li da solo ad avventurarsi nel mondo.

L’uomo, che indossa il tipico abbigliamento di quegli anni per i ricoverati psichiatrici: pigiama, camice e pantofole, ha come unico bagaglio una gabbietta vuota in mano. Aspetto smunto e smagrito si aggira sperduto per le strade di una città per lui sconosciuta.
Finché giunge all’ingresso di un teatro… qui termina il filmato, le luci si rialzano e dalla porta del nostro teatro entra per l’appunto un uomo con un camice, pigiama, pantofole e gabbietta vuota…

Tutti non ci sono - Dario D'Ambrosi
Forse tutti noi abbiamo una vocina nella testa! Solo che di solito dorme!

Entra così in scena quest’uomo spaesato, incerto, visibilmente “diverso”, che parla con un uccellino inesistente (per gli occhi degli spettatori ovviamente!) nella gabbietta e che comincia ad interagire con il pubblico facendo domande, richieste come di custodirgli la gabbietta, fare compagnia all’uccellino (sempre invisibile a noi), ma anche abbracciarlo.

Prosegue così con un continuo dialogo con il pubblico, che diviene il mondo esterno nel quale è stato catapultato, cercando di raccontare la sua storia, di spiegare cosa succede nella sua testa.
Cercando di comunicare com’è il mondo, quello dell’ospedale psichiatrico, dove ha vissuto finora.

Esprimendo una continua ricerca di equilibrio tra il desiderio di tornare nel suo mondo del manicomio, luogo di limiti, di sofferenze, ma ormai noto conosciuto tranquillizzante e la voglia di capire, conoscere e trovare il suo posto nel mondo che sta fuori, nel mondo dei “normali”.

Ponendosi e ponendoci quella domanda che tutti gli uomini o donne, si pongono o si sono posti di fronte ad un dolore, ad una ferita, malattia, perdita: “Perché io? Perché a me?”

Il cast di “Tutti non ci sono

Dario D'Ambrosi è un "matto"
Dario D’Ambrosi: un matto nel mondo dei “normali”. Difficile interazione

Dario D’Ambrosi: Dario D’Ambrosi ha ricevuto dal Rettore dell’Università degli studi di Roma “Tor Vergata” Prof. Giuseppe Novelli, presso il Teatro Patologico, il titolo di Professore Emerito Honoris Causa per il lavoro svolto in questi 40 anni di attività, che lo ha visto seguire circa 1.700 persone con disabilità psichica di varia natura.

Offre con questa interpretazione un immagine più che reale dei moti, dei pensieri delle sensazioni e inquietudini che abitano la mente il corpo di un malato psichiatrico.
Nello stesso tempo mette di fronte, come ad uno specchio, ogni spettatore con i suoi timori, imbarazzi, e talvolta anche vere e proprie paure nell’interazione con malato di mente

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Trailer di “Tutti non ci sono


La nostra recensione


Spettacolo di una potenza indescrivibile.
Arriva con violenza e delicatezza insieme, al cuore e allo stomaco.
Costretti ad entrare in contatto con un mondo che ci appare scomodo, misterioso.
Pone lo spettatore di fronte al mistero della mente umana, pone di fronte a dei confini che non sono così definiti del normale o anormale, del sano o malato.
Ti lascia con una domanda a cui, dopo secoli, l’uomo ancora non trova risposta: Perché io, perché a me?

Dove vedere “Tutti non ci sono

Tutti non ci sono” al Teatro Parenti Sala Treno Blu
dal 23/05/2023 al 25/05/2023

Sito web: www.teatrofrancoparenti.it

INFORMAZIONI BIGLIETTERIA
Biglietteria
via Pier Lombardo 14
02 59995206
biglietteria@teatrofrancoparenti.it

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