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PROFUMO – Messa in scena di un’assenza. – Vedere o essere lo spettacolo? – La nostra recensione

PROFUMO – Messa in scena di un’assenza. – Vedere o essere lo spettacolo? – La nostra recensione

Profumo

“Profumo – Messa in scena di un assenza. “ di Gianpaolo Pasqualino – Teatro Leonardo, è uno spettacolo che potremmo dire doppio: c’è la storia che viene narrata e, allo stesso tempo, è la vicenda della compagnia che mette in scena il testo.

Inoltre, come ci ha spiegato il regista Daniele Turconi nell’intervista di qualche giorno fa, è uno spettacolo che vuole portare in scena tutti, non solo gli attori, non solo il regista, ma lo stesso pubblico! Come?…

La trama di “Profumo – Messa in scena di un assenza.”

Lo spettacolo inizia dall’ingresso degli spettatori in sala, che devono salire sul palco dove si accomodano sulle sedie disposte su due file una di fronte all’altra sul proscenio e sul fondo del palco.

Solo quando tutti si sono accomodati fanno il loro ingresso gli attori, la Madre che da buona padrona di casa ci accoglie, ci spiega la situazione e ci presenta i suoi figli: Yuri, il grande, Salvo, il medio, e Ludovico il piccolo.

Profumo
Salvo e Ludo in un momento di questa cena prematrimoniale con la madre.

Così siamo tutti in una grande sala nella casa della Madre dove si trovano a cena tutti i tre fratelli, la sera prima del matrimonio del Medio, cioè Salvo.
Una famiglia riunita alla vigilia di una grande occasione, una famiglia dove manca un membro, il Padre. Manca, o forse no.
L’incontro è l’occasione per portare alla luce tutti quei non detti, quei dubbi, quei segreti, quelle ferite e quei rancori che ognuno dei membri di questa famiglia si porta nel cuore.

Un intreccio a volte caotico di relazioni che si creano in ogni famiglia, dove le scelte di uno creano e condizionano le scelte degli altri.
Da questo emergere di sentimenti nascosti viene alla luce questa figura di padre assente, che forse in realtà è sempre stato a suo modo presente.

Il cast di “Profumo – Messa in scena di un assenza. “

Daniele Turconi
Daniele Turconi il regista e interprete, di se stesso.

Daniele Turconi (regista e interprete): prima di tutto regista e poi interprete di sé stesso.
infatti, come si è detto, lo spettacolo è anche la compagnia che mette in scena lo spettacolo.

Abbiamo quindi un regista in parte inaffidabile, mutevole nelle sue decisioni.
Compare ad opera già abbondantemente iniziata, dimentica elementi importanti per lo svolgersi del testo, assente in momenti importanti e interviene in momenti sbagliati. Scarsamente direttivo, ma quando lo è, è fuori tempo.
Ecco che in qualche modo è metafora di questo padre assente.

Yuri Casagrande
Yuri Casagrande Conti è il Grande, dei tre fratelli.

Yuri Casagrande Conti (il grande): il fratello maggiore, quello che si è già sposato, che ora attende un figlio. Il maggiore, quello che apre la strada, su cui in qualche modo ricadono le responsabilità della famiglia, soprattutto se viene a mancare la figura del padre. È un uomo irrequieto, da un lato sente il peso e il dovere, in qualche modo, di fare ancora il capo famiglia della sua famiglia di origine, dall’altro deve fare il capofamiglia di quella che lui ha generato, in mezzo, vorrebbe sentirsi libero di dire no, di fare la prima cosa che gli passa per la testa senza dover rendere conto a nessuno.

Salvatore Aronico
Salvatore Aronico è il fratello di mezzo, quello in procinto di sposarsi.

Salvatore Aronica (il medio): il fratello di mezzo, colui che è contemporaneamente il minore di qualcuno e il maggiore di qualcun altro.
Per la sua posizione si trova ad essere il mediatore di tutte le parti.
Colui che vorrebbe andare d’accordo con tutti, vorrebbe piacere a tutti.

Ludovico D'Agostino
Ludovico D’Agostino è l’ultimo dei tre fratelli, il Piccolo.

Ludovico D’Agostino (il piccolo): ed ecco il Piccolo, colui che rimarrà sempre per tutti, soprattutto per la mamma, il piccolino, il bambino.
Colui quindi che è da proteggere dalle durezze e dalle verità della vita.
Colui da cui ci si aspetta che ricambi questo privilegio di essere sempre coccolato e preservato, con la cura e l’accudimento della genitrice (poiché vive ancora in casa con la madre).
Anche il piccolo però ha bisogno di conoscere le sue radici, ha bisogno di poter guardare il mondo con i suoi occhi e non sempre attraverso i filtri dei fratelli o della madre.

Laura Valli
Laura Valli è la madre di questi tre giovanotti.

Laura Valli (la madre): questa figura sempre fondamentale che comunque lavora per tenere l’unità e, nello stesso tempo, fa sì che ognuno sia pronto a prendere il volo.
Ben rappresentata nel suo duplice aspetto, di una madre accudente, preoccupata dei problemi di ogni singolo elemento, e dall’altro lato invasiva e controllante.

Teatro Leonardo MTM di Milano

Profumo – Messa in scena di un assenza.

dal 3/11/2022 al 13/11/2022
Orario spettacoli da martedì a sabato ore 20.30 – domenica 16.30
Sito web: https://www.mtmteatro.it

INFORMAZIONI BIGLIETTERIA
Sede Teatro Leonardo
via Ampère, 1
02.86.45.45.45 – biglietteria@mtmteatro.it


La nostra recensione


Uno spettacolo che tocca sicuramente problematiche familiari possiamo dire all’ordine del giorno.
Padri assenti, madri che crescono i figli da sole tra mille difficoltà, da quelle economiche a quelle di relazione.
Le relazioni tra fratelli, tra figli e genitori.
Temi forse non originalissimi, ma sempre di grande attualità e modernità

Profumo
Non può mancare un brindisi tutti insieme.

Interessante e originale è sicuramente la scelta della messa in scena.
Prima di tutto, come già accennavo, la presenza del teatro nel teatro.
Abbiamo infatti il testo da mettere in scena e la compagnia di attori con il regista che lo mette in atto.
Soprattutto c’è questa scelta di rendere il pubblico parte dello spettacolo.
Non che il pubblico abbia il compito di fare o dire qualche cosa, ma già il fatto di essere presenti sul palco, di fronte e dietro agli attori, cambia le prospettive.

Ti senti ospite anche tu di questa famiglia.
Vi assicuro che in diverse occasioni mi sono trovata a trattenermi dal prendere parte al dialogo che si svolgeva, rispondendo “a tono” a qualche frase o presa di posizione degli attori. Così come mi sono sentita in imbarazzo di fronte a certi litigi o rinfacciarsi di errori che si scambiavano i fratelli o con la madre.

Un’esperienza nuova, che può suscitare un po’ di turbamento, però anche molto eccitante, che trasmette soprattutto un senso di prossimità.

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