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PROCESSO GALILEO – Oggi come allora un dialogo difficile tra scienza e potere, conoscenza e fede.

PROCESSO GALILEO – Oggi come allora un dialogo difficile tra scienza e potere, conoscenza e fede.

Processo Galileo

“Processo Galileo” di Angela Dematté e Fabrizio Sinisi in scena al Teatro Strehler fino al 15 gennaio, è un lavoro che nasce da una scrittura a quattro mani.

Infatti i due autori, Dematté e Sinisi, ognuno in autonomia, a seguito dell’esperienza vissuta a causa della pandemia, avevano iniziato un lavoro di ricerca sul proprio rapporto con la scienza.
Venuti a conoscenza di questa coincidenza, anziché lasciare che solo uno dei due proseguisse su questa tematica, hanno deciso di lavorarci insieme.
Assistiamo quindi a qualcosa di nuovo e in qualche modo sperimentale.

La trama di “Processo Galileo”

Lo spettacolo ha inizio con un prologo che si costruisce attraverso gli atti processuali del 1633, i carteggi e le lettere di Galileo.
Vediamo e seguiamo i dialoghi tra la Santa Inquisizione, Galileo; la devota figlia Virginia e il discepole prediletto Benedetto.
Il tema è il processo in atto contro Galileo, lo scontro tra la scienza e il potere e tra scienza e fede, la successiva abiura di Galileo.

Processo Galileo
Galileo costretto ad abiurare le sue scoperte.

Questo serve ad introdurre la prima parte (ad opera di Angela Dematté), ambientata ai giorni nostri.
Una giovane donna che deve scrivere un articolo per un rivista divulgativa sul rapporto tra scienza e società.
Nel cercare di comporre questo articolo la giovane (Angela, come l’autrice) dialoga con uno scienziato (forse lo stesso Galileo) e con la madre (figura semplice, ma concreta).
Entrambe chiamano e si fanno domande su un giovane (figlio e nipote) che per questa prima parte mai si vede.

Processo Galileo
Muore la madre, per Angela diventa impossibile accettare il dolore.

Muore la madre e la giovane donna non riesce a trovare un conforto, ad elaborare il lutto priva ormai di quei riti, di quella fede che permette di sublimare la perdita.
Rimane il dolore incomprensibile e inaccettabile e Angela ne incolpa proprio Galileo che, con la sua rivoluzione, ha innescato questo in cui la scienza può dare spiegazione a tutto.

Entriamo nella seconda parte (scritta da Fabrizio Sinisi) che procede su un piano diverso dove personaggi, appartenenti anche ad epoche diverse danno voce a invettive contro galileo ed il processo messo in movimento dal suo bisogno di conoscere e dai suoi studi.
Vediamo scorrere: uno studente che si confronta con la mancanza di certezze, una ragazza che si impegna in un’impresa impossibile… contare tutte le stelle, un giovane che incarna via via ribelli e militanti politici che nell’arco dei tempi si ribellano ed accusano la scienza di aver ceduto alle macchine sempre di più il controllo dell’esistenza umana.

Alla fine si vedrà una luce? Una luce, ma che luce è?

Il cast di “Processo Galileo”

Luca Lazzareschi
Luca Lazzareschi nei panni di Galileo e più in generale dello scienziato, ricercatore dei giorni nostri.

Luca Lazzareschi: è Galileo, ma anche questa figura di scienziato, senza nome che è sempre presente nello svolgersi dei due momenti e interagisce soprattutto con la giovane Angela e la madre di lei, cercando di dare quelle risposte logiche e razionali alle domande, scientifiche per l’appunto alle domande che si pongono le due donne.
Passerà poi nella seconda parte ad una appassionata invettiva a tutte le innumerevoli nuove scoperte della scienza e della fisica che talora sembrano contraddirsi l’una con l’altra e lasciano l’uomo più confuso che mai.

Milvia Marigliano
Milvia Marigliano, cardinale nel prologo, madre, simbolo di radici e tradizione nel proseguo.

Milvia Marigliano: compare come cardinale della Santa inquisizione, che accusa e mette alle strette Galileo, finché non giungerà all’abiura.
Diviene poi la madre di Angela, una donna semplice, legata ancora alla terra e ai riti della terra. Immagine di un passato, della tradizione, ancora legata alla natura e animata da una saggezza semplice e popolare.

Altri interpreti: Catherine Bertoni de Laet (Angela ricercatrice), Giovanni Drago (Benedetto, discepolo di Galileo), Roberta Ricciardi (suor Virginia e la giovane che conta le stelle), Isacco Venturini (il giovane contestatore).

Dramaturg Simona Gonella
Regia Andrea De Rosa, Carmelo Rifici
Scene: Daniele Spanò
Costumi: Margherita Baldoni
Progetto sonoro GUP Alcaro
Disegno luci Pasquale Mari
Assistenti alla regia Ugo Fiore, Marcello Manzella
Produzione LAC Lugano Arte e Cultura, TPETeatro Piemonte Europa, Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale
in collaborazione con Associazione Santacristina Centro Teatrale
partner di ricerca Clinica Luganese Moncucco

Trailer di “Processo Galileo”

Teatro Strehler

“Processo Galileo”

dal 10/01/2023 al 15/01/2023

Sito web: https://www.piccoloteatro.org

INFORMAZIONI BIGLIETTERIA
Biglietteria del Teatro Strehler
l.go Greppi 1 (M2 Lanza)
da lunedì a sabato, dalle 12.30 alle 18;
domenica e festivi, chiuso


La nostra recensione


Non è uno spettacolo semplice!
Richiede una continua attenzione perché i tre piani, le tre parti del racconto, si intersecano continuamente.
I dialoghi sono serrati, intensi e di una certa difficoltà.
Basti pensare che la parte iniziale, il prologo è in un linguaggio seicentesco.

Processo Galileo
La ribellione di molti ad una tecnologia che esclude sempre più l’uomo.

Interessante come ancora oggi, a distanza di 400 anni, ancora non abbiamo risolto questo dilemma tra la conoscenza, la scienza, il bisogno dell’uomo di sapere, di spiegarsi ciò che gli accade intorno e il mistero, la fede.
Per non parlare del terzo elemento: il potere, la politica che sempre tendono ad impossessarsi del sapere, a renderlo per pochi e a farne usi che, inizialmente ispirati al bene e benessere dell’umanità, troppo spesso si trasformano in armi contro l’umanità stessa.

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