Adesso
Corrado D’Elia e il suo “Appassionato” Beethoven

Corrado D’Elia e il suo “Appassionato” Beethoven

beethoven
beethoven

IN SCENA AL TEATRO LITTA DI MILANO DAL 13 AL 25 OTTOBRE LO SPETTACOLO SCRITTO E RECITATO INTERAMENTE DA CORRADO D’ELIA: IO, LUDWIG VAN BEETHOVEN

LUDWIG

Il teatro Litta decide di ricordare il genio che fu Ludwig Van Beethoven a 250 anni dalla sua nascita, e decide di farlo con Corrado D’Elia che scrive ed interpreta per intero il monologo dello spettacolo.

Lo spettacolo è appunto un monologo sulla vita di Ludwig intento a farci comprendere il genio incompreso che fosse. Fin dalla prima parola del titolo, il regista e attore Corrado d’Elia sottolinea che il centro dello spettacolo è l’individuo Ludwig. Genio sì, ma anche uomo, con le sue debolezze, i suoi amori, le sue durezze e, ovviamente, la sua musica.

Tuttavia, indagare una personalità come quella di Ludwig Van Beethoven vuol dire avventurarsi in una sorta di iperuranio, un mondo metafisico difficile da interpretare solo con l’aiuto dei sensi. Ardua è quindi l’impresa che Corrado d’Elia e la sua compagnia si sono riproposti.

In bilico tra grandezza e follia, battuta dopo battuta, espressione dopo espressione, emerge la personalità del genio che anche affetto dalla sordità non rinunciò mai alla sua passione più grande: la musica.

Ludwig Van Beethoven

Ludwig fu tanto criticato da essere definito cinico, malevolo ed insensibile, addirittura lo chiamarono “la bestia”, per il semplice fatto che era sordo e quindi non sentiva la gente.

Un sordo che componeva della musica mozzafiato: ma com’era possibile? Sembra proprio una cosa assurda, eppure Ludwig lo faceva… Corrado D’Elia riesce in un flusso di coscienza di passioni a raccontarci anche i più reconditi segreti di questo genio immortale.

Perchè Ludwig aspettò 10 anni prima di scrivere la nona sinfonia? Quella sinfonia che dal primo momento in cui la senti non puoi fare altro che dire “Beethoven!!”

La risposta è semplice: ci vuole tempo. Tempo per raccontare e tempo per apprezzare la bellezza toccata da quell’insieme irripetibile di note.

CORRADO D’ELIA

Immensa l’interpretazione di Corrado D’elia che per tutto lo spettacolo rimane seduto gesticolando come Ludwig faceva dirigendo un’orchestra. Il suo stare seduto non ha influito negativamente, anzi, ha reso più accentuato l’impatto visivo.

Le emozioni trasmesse da Corrado D’Elia sono molteplici e ben visibili: il dolore di Ludwig nel non essere compreso dalla gente. L’insoddisfazione dei pezzi che per lui non erano completi. Mancava spesso qualcosa, quel tocco finale per dare perfezione al pezzo.

L’insoddisfazione delle orchestre che ascoltava definite da lui “senza anima” “vuote”. La spensieratezza di quando descrive la donna amata da lui di cui nessuno conosce l’identità.

La presenza scenica è prorompente e geniale. Un’ora di atmosfera angosciosa ma allo stesso tempo meravigliosa.

UN PENSIERO

Conoscevo Ludwig Van Beethoven come lo conoscono tutti: un grande musicista noto per la “Quinta” sinfonia che è una delle più famose che compose. Ammetto che vedere Ludwig Van Beethoven spoglio da qualsiasi aspetto misterioso mi ha fatto conoscere la vera essenza (per quanto possibile) di questo genio.

Lo spettacolo ha un’atmosfera magica che ti fa rimanere incollato dall’inizio alla fine senza mai annoiarti. Sarà che Corrado D’Elia e la sua interpretazione di Ludwig mi hanno stregata, però sono rimasta davvero entusiasta.

Vedere lo spettacolo su Ludwig Van Beethoven mi ha fatto riflettere su quanto un tempo la musica e la famiglia di provenienza contassero molto ed influissero sul tuo futuro. Ludwig è uno di quei geni senza tempo.

Ludwig Van Beethoven

Pensare che un sordo potesse comporre della musica da brividi è una cosa spaventosa, ma spaventosa in senso positivo sia chiaro. Mi è piaciuta tantissimo la frase “lui non amava la musica, lui era la musica”. Fa strano pensare come un concetto così vicino ai giorni nostri fosse già presente 250 anni fa.

Vi consiglio vivamente di andare a teatro a vedere “Io, Ludwig Van Beethoven”, perché non c’è niente di più bello che scoprire un po’ di storia del passato, legata a della strepitosa musica.

Torna a inizio pagina