
Al Piccolo Teatro Grassi si apre il sipario su Il miracolo della cena, con Sonia Bergamasco e con la regia di Marco Rampoldi.
- LO SPETTACOLO
- FERNANDA WITTGENS
- IL COLORE E L’IMPORTANZA DELLA VOCE
LO SPETTACOLO
La cena di cui si parla è Il cenacolo di Leonardo Da Vinci, dipinto tra il 1495 e i 1498 su una parete del refettorio della Chiesa di Santa Maria delle Grazie a Milano.
Lo spettacolo, che ha per protagonisti il colore di Leonardo e la voce della Bergamasco, si muove dalle atmosfere in bianco e nero della storia, della guerra e dei documenti ufficiali, ai colori accesi e vividi del Cenacolo e delle emozioni più vere di Fernanda Wittgens.
La regia è di Marco Rampoldi e lo spettacolo si inserisce nel palinsesto di Leonardo 500, il programma di eventi dedicato al genio di Leonardo nel 500entenario della sua morte.
La durata dello spettacolo è di 50 minuti senza intervallo.
FERNANDA WITTGENS
La donna, per anni al fianco di Ettore Modigliani nella sovrintendenza alle gallerie milanesi, ha trascorso gli anni che ricoprono l’instaurazione del regime dittatoriale fascista e la seconda guerra mondiale con il relativo dopoguerra.
Durante i suoi anni di attività ha avuto modo di conoscere i processi di restauro che hanno visto protagonista l’affresco leonardesco e di vedere con i suoi occhi le molte difficoltà burocratico-amministrative che operazioni del genere comportano. Nonostante un’esperienza in carcere (a San Vittore) e altri ostacoli che l’hanno vista protagonista anche in quanto donna, Fernanda ha fatto sentire la sua voce quando necessario mostrando capacità e competenza.

IL COLORE E L’IMPORTANZA DELLA VOCE
Tramite un gioco di chiaroscuri e di controluce sul palco si creano ambienti diversi in relazione ai diversi documenti letti dall’attrice, che variano per registro e per carica emotiva.
In riferimento ai diversi registri Sonia Bergamasco utilizza poi (in modo eccellente) un tono di voce per ogni mittente o categoria di documenti. Così le lettere private risultano più sentite e concitate, i documenti spediti dal ministero sono più autoritari e solenni e le lettere ai superiori ossequiose e caute.
La breve durata dello spettacolo permette agli spettatori di non perdere l’attenzione sul nodo centrale della tematica.
