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IL MALATO IMMAGINARIO – Ovvero la paura di vivere. La nostra recensione

IL MALATO IMMAGINARIO – Ovvero la paura di vivere. La nostra recensione

Il malato immaginario

“Il malato immaginario” di MolièreTeatro Manzoni, un dejavu di circa un mese fa, infatti vi avevamo parlato già di quest’opera messa in scena al Parenti.

Anche il Teatro Manzoni ha voluto combinare i festeggiamenti per i suoi 150 anni e i 400 anni della nascita di Molière.

A questi festeggiamenti si aggiunge anche il desiderio di soffermarsi e riflettere su l’evento sanitario appena trascorso che forse ha creato un certo numero di ammalati immaginari in più.
Così ci hanno spiegato i protagonisti dello spettacolo, qualche giorno fa in un intervista.

La trama de “Il malato immaginario”

Abbiamo Argante, uomo di mezza età, molto preoccupato di sé e delle sue presunte malattie.
Tra i mille medicamenti che assume e le visite dei medici è tutto preoccupato di trovare un marito alla figlia maggiore, Angelica.
Un marito che sia utile a lui, Argante, quindi un medico (il nipote del suo medico Purgone) che in futuro potrà occuparsi dei suoi malanni.

Il malato immaginario
Due medici a consulto al capezzale di Argante.

In questi suoi intenti è solo in parte aiutato dalla moglie, moglie di seconde nozze, e matrigna delle figlie di Argante, la quale è soprattutto interessata a liberarsi il campo in modo da poter ereditare dal marito.
La figlia Angelica però si è innamorata, riamata, da un giovane pretendente e quindi si rifiuta di assecondare le richieste del padre.

Da un lato abbiamo quindi una schiera di medici, farmacisti, notai e la moglie di Argante timorosi di perdere la loro gallina dalle uova d’oro, dall’altra la figlia Angelilca desiderosa di vivere la propria vita non oppressa dalle ipocondrie paterne. Il fratello di Argante, Berardo, desideroso di rasserenare e liberare da queste ansie il fratello, e la cameriera, che è anche infermiera (e che ad un certo punto si inventerà anche medico), Tonina.

Ed è proprio questa donna che, con il suo affetto per la giovane Angelica ed in fondo anche per il suo padrone Argante, con la furbizia e l’ingegno, troverà il modo di smascherare i veri sentimenti di coloro che circondano il suo padrone e li condurrà ad un lieto fine.

Il cast de “Il malato immaginario”

Emilio Solfrizzi
Emilio Solfrizzi è un malato immaginario tutto sommato in buona salute.

Emilio Solfrizzi (Argante): Solfrizzi è un Argante tutto sommato pieno di energia, quando si dimentica di dover essere ammalato.
Il suo Argante, non è il vecchio debole, di cui, in fondo, ci si aspetta che sia anche ammalato. Il suo Argante è un uomo di mezza età, egoista, incentrato su sé stesso, sui suoi bisogni. Timoroso di vivere, di affrontare i problemi.

Risulta, nonostante tutto, simpatico, sarà il suo accento pugliese che ogni tanto riemerge, sarà che in fondo, come dice la serva Tonina, è buono di cuore e fa un po’ tenerezza per come si fa manipolare.

Lisa galantini
Lisa Galantini è Tonina, la cameriera- infermiera che risolverà i problemi di tutti.

Lisa Galantini (Tonina): Tonina, in fondo è lei la protagonista. Lei con il suo sguardo di donna semplice, forse con poca cultura, ma che conosce l’animo dell’uomo e della donna. Lei che, con furbizia e strategia, riuscirà a far sì che Angelica coroni il suo sogno e che Argante si renda conto di chi gli vuole bene veramente e chi invece è mosso solo da interesse. Lisa Galantini interpreta con brio, grande energia e simpatia questa donna del popolo pragmatica e di gran cuore.

Altri interpreti: Viviana Altieri (Angelica): riesce a donare alla giovane angelica i tratti quasi moderni di una giovane adolescente al suo primo amore. A tratti sembra un ‘ svampita, ma sa bene cosa vuole e, grazie all’aiuto di Tonina che le fa un po’ da madre, l’otterrà.
Sergio Basile (Dottor Purgone e Dottor Diaforetico): dona alle figure dei due medici caratteristiche un po’ grottesche, differenziandoli ed allo stesso tempo rendendoli simili, proprio perché l’intento è di ridicolizzare la categoria di coloro che detengono in qualche modo il potere del sapere.
Rosario Coppolino (Beraldo):è il fratello di Argante ed è il contraltare più razionale di argante. Colui che vede i fatti e le dinamiche da fuori e cerca di portare al ragionamento il fratello. Colui anche che al contrario di Argante totalmente fiducioso nella medicina e nei suoi rimedi, è invece quasi per principio contrario alla medicina e ai medici. Richiamando in qualche modo alcune dinamiche che abbiamo visto nelle nostre realtà in questi due anni di pandemia.
Antonella Piccolo, Cecilia D’Amico, Cristiano Dessì, Pietro Casella.

Adattamento e regia: Guglielmo Ferro.
Costumi Santuzza Calì
Scenografie Fabiana Di Marco
Musiche Massimiliano Pace

Trailer de “Il malato immaginario”

Teatro Manzoni

“Il malato immaginario”

dal 8/11/2022 al 20/11/2022

Sito web: https://www.teatromanzoni.it/manzoni/

Biglietteria del Teatro
online  https://www.teatromanzoni.it/manzoni/it/acquista-online/3034283
telefonicamente 027636901
circuito Ticketone


La nostra recensione


Le tematiche del Malato immaginario colpiscono ancor di più oggi, quasi al termine di questa pandemia.
Quanti si trovano oggi pieni di paure nel tornare ad affrontare il mondo e quasi preferiscono rimanere nella loro bolla?

Il malato immaginario
Argante si rifugia in una sua farmacia personale.

In quante occasioni abbiamo visto usare la scienza ai fini di acquisire potere psicologico ed economico?
Non è un caso se, le figure dei medici, del farmacista e del notaio vengono rappresentate come delle maschere, sia per l’abbigliamento, che per il trucco ed il modo di gesticolare e parlare, appaiono delle marionette.

Sono rigidi e ottusi ai cambiamenti e alle novità. Pretendono di essere onorati come oracoli, temuti, ubbiditi.
Aspetti a tutt’oggi ancora validi e presenti. Mai una rappresentazione fu più attuale!

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