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Fuggi la terra e l’onde – Lino Guanciale ripercorre storie di e per mare – La nostra recensione

Fuggi la terra e l’onde – Lino Guanciale ripercorre storie di e per mare – La nostra recensione

Fuggi la terra e l'onde di e con Lino Guanciale

Fuggi la terra e l’ondeEstate fuori scena di e con Lino Guanciale.

Programma Milano è Viva nei Quartieri del Piccolo teatro di Milano, all’interno del palinsesto estivo del Comune di Milano “Milano è Viva”.

Ritorna Lino Guanciale con questo suo spettacolo nato dalle sue letture sul mare e costruito partendo da uno scritto, una traduzione di una giovane studentessa (Erika) trovata sul web su un sito per studenti.

Spettacolo di cui abbiamo già parlato circa due anni fa, quando venne rappresentato ai Bagni Misteriosi.
In questa occasione, secondo un progetto del Piccolo in associazione con il Comune di Milano, è stato proposto in una locazione non specificatamente teatrale e in periferia.
Ci siamo trovati infatti presso la Fondazione “Casa della Carità e il luogo in cui si svolge lo spettacolo è importante e da connotazioni diverse allo spettacolo stesso come sottolineerà al termine Lino Guanciale.

La trama di “Fuggi la terra e l’onde”

Inizia subito, diretto Lino con un brano di Josep Conrad ed il sottofondo della nota canzone “La mer”.
Questo brano iniziale gli serve per spiegare la struttura dello spettacolo, per motivare come è nato e si è sviluppato.
Ricordandoci appunto con le parole di Conrad che:

Il mare non è mai stato amico dell’uomo. Tutt’al più, da Odisseo a noi, è stato complice della sua irrequietezza

E soprattutto che:

Sul mare si fugge o si rincorre qualcosa.

Fuggi la terra e l'onde
Lino Guanciale autore ed interprete di “Fuggi la terra e l’onde”.

Subito proseguiamo con alcuni brani tratti da un testo dell’800.
Una leggenda che riguarda una principessa ed un re superbo, con il commento musicale di una splendida canzone di Fred BuscaglioneGuarda che luna.
Alcuni detti, proverbi e poi, da un tono tutto sommato lieve e scherzoso, ecco che si giunge a testi e fatti più impegnativi, luttuosi e dolorosi.

Si passa infatti a brani dell’Eneide di Virgilio: il canto d’inizio e quindi la morte di Palinuro, con l’accompagnamento della canzone di Lucio DallaCome è profondo il mare“, inizialmente cantata da Dalla, ma poi canticchiata o recitata da Lino Guanciale.

E con le parole di “Come è profondo il mare” si passa ad un testo più contemporaneo, ma in qualche modo legato a quella che è l’avventura di Enea.

Si tratta di un libro che raccoglie la testimonianza di un profugo dei nostri giorni: “Stanotte guardiamo le stelle” di Alì Ehsani scritto con Francesco Casolo.
Lino Guanciale in parte riassume gli accadimenti e a tratti ne recita alcuni brani.

Chiude così questo percorso dove appunto l’uomo da un lato fugge, ma dall’altro insegue.

Il cast di “Fuggi la terra e l’onde”

Lino Guanciale
Lino Guanciale ripropone il suo percorso per diversi mari.

Lino Guanciale: c’è poco da dire su questo attore che ha ormai raggiunto la sua maturità.
Apparentemente senza fatica passa dal tono culturale a quello ironico, divertito, anche un po’ satirico in alcuni momenti, per poi scivolare con semplicità nei toni più dolorosi ed infine drammatici.

Dove vedere “Fuggi la terra e l’onde”

Per chi non avesse ancora avesse ancora visto questo spettacolo ed è rimasto incuriosito, è possibile vederlo in una registrazione fatta ad agosto.

Ecco il link per vedere Fuggi la terra e l’onde su YouTube.

Milano è Viva nei Quartieri

Casa della Carità – quartiere Crescenzago (Municipio 2) – v. F. Brambilla 10


La nostra recensione


Uno spettacolo tutto sommato breve, ma intenso.

Parla si di immagini e racconti tratti da testi antichi, ma mostra subito chiaramente come gli argomenti e i sentimenti siano modernissimi.

Sconcertante e semplice verità, spesso la nostra vita è una fuga da qualche cosa o un inseguimento di qualche cosa e le storie di mare ben rappresentano ciò.

È naturale, dopo il racconto di Enea che giunge profugo sulle nostre coste, passare a profughi più contemporanei.

Lino Guanciale con scelte accurate dei brani, delle parole che li raccordano e delle musiche, soprattutto di quella di Lucio Dalla, crea un crescendo di timore, di dolore, di ansia, crea una partecipazione e coinvolgimento incredibili.

Il fatto che sia stato rappresentato presso una struttura di una fondazione che cerca di occuparsi degli ultimi, dei dimenticati che vivono accanto a noi, nelle nostre periferie, ha aggiunto un senso di realtà e di condivisione ancora più vivo.

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