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Carolina Bubbico: “Il dono dell’ubiquità” è una manciata di felicità: intervista esclusiva. Il nuovo album e i video.

Carolina Bubbico: “Il dono dell’ubiquità” è una manciata di felicità: intervista esclusiva. Il nuovo album e i video.

Carolina Bubbico

Il “DONO DELL’UBIQUITA'”, una cosa bellissima che tutti vorremmo e Carolina Bubbico lo ha messo in musica con il suo nuovo album, terzo lavoro discografico dalla cantante, pianista, arrangiatrice e direttrice d’orchestra, che ricordiamo anche per la sua partecipazione a Sanremo 2015 in veste di arrangiatrice e direttrice d’orchestra per “Il Volo”, vincitori tra i Big e per Serena Brancale tra le giovani proposte.
 
Negli ultimi anni, parallelamente alla sua attività di docente di Canto Pop nei Conservatori, ha collaborato alla scrittura e all’arrangiamento di brani di numerosi progetti, tra cui l’album “Spiritual Galaxy” di Nicola Conte, con cui ha realizzato un tour mondiale.
 
Da sempre Carolina concepisce una musica davvero eterogenea, al di là di ogni etichetta. Anche in questo nuovo lavoro, infatti, l’artista esplora in libertà vari universi sonori, creando chiaroscuri tra l’acustico e l’elettronico, tra ballabili groove, canzoni intime e sonorità world.

L’intervista a Carolina Bubbico

Tu sei pianista, compositrice, cantante e direttore d’orchestra. Tutto questo, che tu giustamente condensi nella parola musicista, riporta un po’ al lavoro che hai voluto fare, ovvero il fatto di avere più sfaccettature ha fatto si che questo progetto prendesse vita, o sbaglio?
Questo disco è forse l’apice della mi ricerca artistica iniziata quando ho deciso di dare una voce al mio nome. Si dall’inizio mi sono voluta liberare dal concetto di “chiuditi in un genere o in un linguaggio”. Mi ribello al bisogno della gente di incasellare tutto. Credo fortemente nella ricerca di punti d’incontro tra i diversi linguaggi musicali perché fondamentalmente credo nella forza dell’universalità della musica.

Come ti vivi come cantante?
Il ruolo della cantante per me va molto al di la di quello che è il cliché che ti emoziona, canta le note alte e ti racconta qualcosa. Certo queste cose esistono ma per me una cantante degna di nota deve essere prima di tutto una musicista consapevole di quello che fa ed è quella che spesso manca.

Cosa hai fatto tu per dar vita a queste tue ideologie musicali?
Anche grazie ai miei genitori ho cercato di guardare le cose sotto diversi punti di vista ed è questo il “sound universale” di cui parlo, una forma artistica che includa tutto

Il disco “Il dono dell’ubiquità”. Ce ne parli?
Parto dalla copertina che dimostra questa mia ricerca di inclusione artistica. Tante forme, tanti colori facente parti di un unico caleidoscopio. Nel disco volevo esprimere diversi aspetti e sfaccettature di cose che mi fanno stare bene, mi rendono felice, mi commuovono. Esprimo il mio bisogno più intimo e profondo di condividere più parti di me.

Tutto questo lo hai tradotto anche nel linguaggio audiovisivo di questo tuo nuovo lavoro molto essenziale dove “la luce” è protagonista. Molto semplice ma molto forte.
Ho cercato, per realizzare la parte video, persone giuste che volessero andare oltre l’idea di uscire con il solito videoclip narrativo, volevo andare oltre anche per cercare me stessa e dare voce alle “mille me” che convivono nel mio essere.
Viene usata la tecnica della proiezione, con la particolarità che è una doppia proiezione, una in primo piano e una sullo sfondo.
Abbiamo lavorato su performance improvvisate non pensate perché altrimenti scatta la coreografia (altre volte l’ho fatto perché amo molto danzare). Ho voluto canalizzarmi in uno stato mentale lasciandomi andare in una performance in Piano sequenza, quindi non c’è montaggio. Il lavoro è stato fatto prima, c’è un pre montaggio su ogni brano con una ricerca che evitasse tutto ciò che è didascalico.

Si percepisce che “Il dono dell’ubiquità” è una cosa che volevi fare in primis per stare bene con te, tutto il resto diventa conseguenza.
Si si, infatti per me è stata un esperienza estremamente forte e la ricorderò sempre come una manciata di giorni di grande felicità che in un momento come questo è un messaggio molto importante.

Il disco contiene 15 brani, tutti in lingua italiana tranne uno in francese. La tua è una scelta motivata, un bisogno?
Assolutamente motivata ed è qualcosa che ritengo giusto, almeno fino ad ora, poi chissà. Se devo raccontare qualcosa, se devo ricordarmi chi sono devo rendere giustizia alla nostra meravigliosa lingua. Siamo tutti molto esterofili e quindi tal volta è necessario guardare quello che si ha invece che nasconderlo.

Una collaborazione anche in famiglia all’interno di questo tuo disco con tuo fratello, che ha prodotto l’intero album.
Si io e Filippo lavoriamo insieme sempre di più, ci troviamo molto bene , cresciuti allo stesso modo.

Hai per questa produzione molte collaborazioni nazionali e internazionali, tra cui un amico comune che è Davide Shorty.
Si, lui è meraviglioso ci stimiamo molto e ci vogliamo molto bene. Molte collaborazioni che sono scaturite anche da come abbiamo realizzato i brani nel pieno del Lock down dello scorso anno che per me è stato energicamente un periodo di “bellezza” in cui accadevano cose strane. Le tracce andavano acquisite a distanza e il disco diviene unico anche per questo.

Hai fatto un lavoro a distanza attingendo al senso che dai alla parola ubiquità.
L’ubiquita è uno stato della mente. Abbiamo il potere magico di mettere in atto tutto quello che vogliamo e quindi questo ha reso possibile un progetto collettivo a distanza.

Carolina Bubbico
Carolina Bubbico e il suo nuovo album ” Il dono dell’ubiquità”.

Tu sei anche docente quindi unisci la didattica al tuo percorso artistico, cosa porti di tutto questo tuo essere e di questo tuo “mondo musicale contaminato” (adoro l’idea) ai ragazzi che invece sono spesso soggetti allo stereotipo del programma didattico?
Mi do tanto, do tante energie quando faccio lezione perché mi piace l’idea di essere un opportunità per loro. Io apro la mia porta e do delle cose per come sono state utili a me e per come le ho applicate su di me sperando di poter intercettare una parte di loro che accolga tutto questo e lo possa mettere in pratica.
Dal punto di vista della contaminazione faccio tutto quello che posso per passare il messaggio in cui credo. Facendo la docente di canto pop (popolar music significa tantissimo non solo Giorgia… ) non è semplice, perché incontri tanta gente che ascolta il 10% di quello che dovrebbe. Cerco di dare un ampio spettro di possibilità per sperimentarsi con cose diverse piuttosto che dire “io sono cosi”. Tentare, provare, conoscere per avere più possibilità di scelta.

Cosa ti resta della tua esperienza sanremese del 2015 con il Volo? Vorresti tornarci più come direttore d’orchestra o cantante?
Si appanna sempre di più visto che è difficile tornarci su quel palco. Ovviamente vorrei tornaci io a cantare ma è ancora più difficile come obiettivo.
Sanremo se lo vivi ti rimane come qualcosa di molto familiare, qualcosa che ti segna. Io me lo sogno ancora la notte il palco dell’Ariston. Un’esperienza bellissima, spettacolare. L’ho fatta con tanta disinvoltura, i miei 25 anni mi sono serviti prendendola con spensieratezza tranne la prima volta che sono salita sul podio per la diretta che è stato da “giramento di testa incredibile”.

Cosa bolle in pentola per il futuro?
Difficile rispondere sul futuro dato che già adesso sto a tremila facendo milioni di cose. Io voglio solo tornare al live con il mio disco dal vivo con uno spettacolo che renda onore al progetto. Adesso vorrei raccogliere un po’ di frutti, perché penso sia venuto il tempo di farlo.

Il video di “Il dono dell’ubiquità” e la e la tracklist(con video) dell’intero Album.

1 Bimba
2 Hey Mama
3 Il Dono dell’ubiquita
4 Beverly Hills
5 Baby
6 Amore Infinito
7 Italianità
8 Skit, pt1
9 Margherita
10 Respirare
11 Jungle
12 Tabù
13 Santa Croce Liberata (feat Redi Hasa)
14 Voyage (feat Baba Sissoko, Rachele Andrioli)
15 Skit 2





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