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Pieces of a woman: trama, cast, trailer e recensione!

Pieces of a woman: trama, cast, trailer e recensione!

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Pieces of a woman: il faticoso cammino dopo una perdita

Pieces of a woman è il primo film americano dell’ungherese Kornél Mundruczó, prodotto da Martin Scorsese; la sceneggiatura è di Kata Wèber che è stata la compagna di Kornél Mundruczò, ed è stata ispirata da una esperienza simile vissuta dai due.

Pieces of a woman è stato presentato in concorso alla 77ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, in seguito Netflix ne ha acquisito i diritti di distribuzione statunitensi e internazionali, dal 30 dicembre 2020 il film ha avuto una breve distribuzione nelle sale, per poi venire pubblicato sulla piattaforma streaming dal 7 gennaio 2021.

LA TRAMA

Pieces of a woman è ambientato a Boston.

Una coppia Martha e Sean in attesa del loro primo figlio, hanno deciso che il loro bambino nascerà con un parto in casa.

Si rompono le acque, ma l’ostetrica con la quale sono in accordo e che dovrebbe seguire Martha, è impegnata in un altro parto e non può raggiungerli, manda quindi una sua collega Eva.

Il parto procede, ma ad un certo punto si presentano delle difficoltà, infine la bimba nasce, ma pochi minuti dopo muore.

Rimane una coppia tramortita da quanto è successo, straziata dal dolore.

Entrambi Sean e Martha cercano di affrontare il dolore e la perdita ognuno con i propri mezzi e i propri modi.

Pieces of a woman, pezzi di una donna perché il film si concentra soprattutto sulla figura della madre, di Martha, ma anche di altre figure femminili di contorno, la madre di Martha, la sorella di Martha e anche se molto più marginalmente, Eva l’ostetrica.

Tra Sean e Martha sembra non esserci dialogo, ognuno cerca di affrontare ed elaborare il lutto in solitudine.

Prevale il senso di smarrimento e la depressione.

Sean sembra cercare conforto in vecchie dipendenze (alcool) e nel cercare di trovare un perché e possibilmente un colpevole.

Questa ricerca di un colpevole è l’unico punto che lo avvicina alla madre di Martha.

Infatti è soprattutto la mamma di Martha che insite e si adopera per iniziare un azione legale contro le supposte imperizie e incompetenze dell’ostetrica.

Questo lutto mette in crisi anche il rapporto della coppia Martha e Sean, anche se in realtà non appare ben chiaro che tipo di legame ci sia tra i due; si comprende che appartengono a due mondi sociali diversi (lui è un operaio, lei evidentemente appartiene ad un mondo di media borghesia) e che la madre non apprezza il compagno della figlia.

Martha si chiude in se, colpita e a volte ferita da momenti della vita quotidiana (come incrociare sguardi e scenette familiari tra genitori e bambini).

Porta nel corpo i segni di una maternità (la montata lattea ) che non hanno trovato il modo di realizzarsi.

Rifiuta i contatti e i tentativi degli altri di esprimerle vicinanza e di fornire dei consigli su come andare avanti.

Si fa trascinare, nonostante non ne sia convinta, nell’azione legale contro l’ostetrica.

Sarà solo quando ritrova un rullino di fotografie scattate proprio nei pochi minuti di vita della sua bambina, quando ritrova l’immagine della bimba nelle sue braccia, Martha, finalmente, riuscirà a piangere e lasciare andare la sua bambina.

In quel momento Martha finalmente riunisce i suoi “pezzi” e può riprendere a vivere.

“Forse c’è una ragione per quello che è successo, ma in quest’aula non la troveremo. (Martha/Vanessa Kirby)”

CAST

Vanessa Kirby è divenuta volto noto e famoso recitando nella serie televisiva The Crown, dove ha interpretato nelle prime due stagioni la principessa Margaret e grazie a cui ha ottenuto una candidatura al Premio Emmy per la miglior attrice non protagonista in una serie drammatica nel 2018 e vinto il premio BAFTA come miglior attrice non protagonista.

Qui interpreta Martha e lo fa in modo magistrale, tanto che le è valso il premio Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile.

Riesce a dar voce, senza la voce, ma con gli sguardi, le espressioni, al senso di vuoto, di fallimento, di disperazione e d’inutilità.

Shia Saide LaBeouf veste i panni del marito Sean. LeBeouf è un attore e sceneggiatore statunitense. La notorietà gli è giunta soprattutto per aver interpretato il personaggio di Sam Witwicky nella trilogia di Transformers.

Un personaggio che meritava forse un maggior approfondimento. Non ha molto spazio per esprimere la sua paternità negata. I suoi comportamenti nascono sicuramente da azioni della sua vita precedente, ma non è dato modo nel film di comprenderli.

Ellen Burstyn è la mamma di Martha, una lunga carriera alle spalle molte nomination, vinse un Oscar alla sua terza candidatura per la sua interpretazione in Alice non abita più qui (1974) di Martin Scorsese.

La sua interpretazione ci rende questa madre inizialmente profondamente antipatica. e’ invadente nella vita della figlia, disapprova le sue scelte, ma poi verso la fine riesce ad ispirare anche tenerezza e comprensione anche del suo dolore di madre e di nonna.

TRAILER
TRE MOTIVI PER VEDERLO
  • Pieces of a woman tratta un argomento tabù di cui si fa fatica a parlare. Il tema di un figlio perso nei primi momenti di vita. In un epoca in cui si sottolineano soprattutto gli aspetti gioiosi della gravidanza, del parto, della maternità, ci si dimentica che c’è anche il dolore, la possibile perdita. E’
  • I numerosi altri spunti che si ritrovano intorno al tema principale. Come vivono questa perdita le persone accanto alla madre? Come vive un uomo questo tipo di lutto? Il bisogno di trovare sempre un responsabile o meglio un colpevole come se questo potesse dar sollievo alla perdita.
  • La prova attoriale dei protagonisti.
CURIOSITÀ

L’inizio di Pieces of a woman è un piano sequenza della durata di 23 minuti, ha richiesto due giorni di riprese; alla fine Mundruczó ha utilizzato il quarto tentativo effettuato il primo giorno.

IL VOTO: 8
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