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We can be Heroes: Storia e Trailer – Il telecomando della zia Elena

We can be Heroes: Storia e Trailer – Il telecomando della zia Elena

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We can be Heroes: un rito di passaggio moderno

We can be Heroes è il film di Natale per i ragazzi di Netflix; parla di eroi, o meglio di super eroi, super eroi in erba, ancora in addestramento.

Il film è scritto e diretto da Robert Rodriguez ed è in qualche modo un sequel di Sharkboy e Lavagilrl, film in 3D, sempre dello stesso regista.

Di We can be Heroes, Robert Rodriguez oltre che regista è anche sceneggiatore e produttore.

LA TRAMA

In We can be Heroes la storia prende inizio da “un giorno come un altro”, in un mondo dove esiste un gruppo di Super Eroi, gli Heroics, che hanno il compito di difendere il mondo dalle minacce interne ed esterne.

Un gruppo variopinto e capriccioso capitanato da Miracle Guy (Boyd Holbrook). Insieme a lui ci sono anche Tach-No (Christian Slater), Marcus Moreno (Pedro Pascal), Kung-Fu Man (Sung Kang), Sharkboy e Lavagirl (Taylor Dooley) più altri personaggi.

C’è un coordinamento centrale diretto da Granada (Taylor Dooley) in stretta collaborazione anche con il Presidente.

Improvvisamente un invasione aliena e il nostra bel gruppo di super eroi viene prima aggredito e poi catturato da questi misteriosi alieni che impongono un Ultimatum al termine del quale ci sarà “L’Avvicendamento”!

Marcus Moreno ex leader del gruppo Heroics, lavora ora nella sede centrale e non partecipa più alle operazioni sul campo, per una promessa fatta alla giovane figlia, Missy Moreno, quando è morta la madre.

Poiché la situazione è grave anche Moreno viene richiamato in servizio e la giovane Missy, che frequenta una normale scuola pubblica viene prelevata e portata al sicuro in un rifugio protetto e segreto dove si trovano anche gli altri figli dei super eroi, in una scuola speciale per loro.

Abbiamo qui delle situazioni che richiamano un po’ le situazioni della più famosa scuola dei giovani XMan.

I ragazzi si presentano con le loro speciali capacità alla nuova, Missy, la quale sembra non avere nessun speciale potere.

Ben presto appare chiaro che nessuno sia in grado di difendere la terra da questi misteriosi alieni (che tra parentesi ricordano molto un mix tra gli alieni di “la guerra dei mondi “ e quelli di “Mars Attacks”)

I ragazzi dunque comprendono che saranno proprio loro a dover cercare di contrastare gli alieni, liberare i loro genitori e salvare la terra.

Ed è qui che il racconto assume le caratteristiche di un viaggio di crescita personale, dei singoli ragazzi, ma anche come gruppo.

Guidati dalla giovane Missy, che non ha poteri speciali, ma ha le caratteristiche e la capacità di leader, che progressivamente li aiuterà ad avere fiducia in se stessi, a lavorare sui loro poteri speciali per affinarli e soprattutto a comprendere che se lavorano insieme, come una squadra sono molto più efficaci e forti.

Quindi attraverso scontri e bisticci tra loro, ritrovate alleanze, paure di inadeguatezza e conquista passo passo di fiducia in se stessi e fiducia verso gli altri membri del gruppo, arriveranno all’obbiettivo: disinnescare il misterioso oggetto che dovrebbe dare luogo all’AVVICENDAMENTO.

We can be Heroes! potranno realmente dire alla fine delle loro avventure i nostri giovani eroi.

Non mancheranno durante questo percorso i cattivi/ stupidi esecutori senza particolare intelligenza, il Cattivone per eccellenza che dirige le operazioni, ma anche il Vero cattivo che si nasconde e manovra dietro le quinte, salvo poi all’ultimo ribaltarsi  un po’ tutti i ruoli.

TRAILER
LE IMPRESSIONI DI ZIA ELENA

We can be Heroes è un film gradevole e abbastanza divertente pensato soprattutto per i ragazzi un po’ più grandi, in quella fase pre-adolescenziale in cui si è ancora disposti a credere alle fiabe, ma nello stesso tempo si ha già cominciato a fare i conti con la realtà.

Come primo punto, abbiamo la presa di coscienza che ogni bambino deve fare ad un certo punto della sua crescita, cioè che i propri genitori non sono invincibili.

Secondo punto, ognuno dei ragazzi deve prendere coscienza di avere aspetti speciali che lo rendono unico.

Questi talenti personali richiedo, perché siano strumenti utili, di essere allenati, perfezionati e controllati.

Altra cosa importante, i talenti, i poteri speciali, da soli sono potenti, ma non per tutte le situazioni. Usati insieme però moltiplicano la loro efficacia.

Altra cosa importante, per imparare a unire le proprie abilità oltre ad una fiducia reciproca, c’è bisogno di qualcuno che coordini, sostenga, inciti, un leader insomma.

Anche per essere il leader di un gruppo, bisogna certo avere delle specifiche qualità. Ma anche qui bisogna imparare come si fa e capire tutti i vari componenti.

Un altro insegnamento interessante viene dai due gemelli con la capacità di manipolare la velocità del tempo, sia in avanti che all’indietro. Non a casa si chiamano l’uno Rewind e l’altro FastForward.

Infatti nel corso delle loro avventure imparano ad usare questo loro potere quando incorrono in qualche errore o fallimento per tornare indietro nel tempo e riaffrontare la situazione correggendo gli errori e risolvendo l’impasse.

In ottimo modo di spiegare come è proprio dagli errori e dai fallimenti che s’impara come affrontare i problemi.

Insomma un film gradevole per insegnare il lavoro di squadra e come sia necessario preparare i nuovi elementi, le nuove forze, perché siano pronte per affrontare l’AVVICENDAMENTO!

Voto: 7

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1 commento
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