In lettura
Storie – L’eterno bisogno di raccontarsi – La nostra recensione

Storie – L’eterno bisogno di raccontarsi – La nostra recensione

Storie

Storie” all’Estate Sforzesca 2022.

Storie – di e con Stefano Massini.
Stefano Massini, reduce dalla vittoria del Tony Award per il suo Lehman Trilogy (primo italiano a vincere questo premio per il teatro), riporta in scena questa spettacolo nato poco prima dell’inizio della pandemia e del lockdown e andato in scena un po’ a singhiozzo.

Qui potete trovare i prossimi appuntamenti del Piccolo f”uori dal teatro – Milano è Viva nei Quartieri”.

La trama di “Storie”

La lunga chiacchierata di Stefano Massini cerca di trovare risposte al perché, da che l’uomo ha acquisito la parola, ha il bisogno di raccontare.

Parte dalla nascita di Disneyland e dagli obblighi dei suoi dipendenti al continuo sorriso associato ad un manuale per le casalinghe americane, passando per Freud che sosteneva che la realtà non esiste, ma esiste quello che noi sentiamo che ci fa leggere la realtà con sfumature diverse.

Prosegue con il racconto di storie, quasi aneddoti, personali dei suoi primi anni lavorativi: il compagno Stringa e lo scontro tra due cinema locali, quello parrocchiale e quello dei lavoratori; oppure il grande attore impegnato che propone un Re Lear trasformato in una sorta di cacofonia.
Storie che vengono scritte, raccontate con un obiettivo preciso e che solo molto raramente lo raggiungono, come scrive nel suo diario il piccolo D’Azeglio del suo incontro con Alfieri, oppure dell’intento di Checov di scrivere con “Il giardino dei ciliegi” una commedia, che mai è stata letta come tale!

Storie
Storie raccontate, vissute e cantate da Stefano Massini e Paolo Jannacci.

Storie narrate per straniarsi, allontanarsi dalla realtà come nel Decamerone.
Autori che vogliono essere conosciuti solo attraverso le loro storie e mantengono ostinatamente l’anonimato come B. Traven.

Storie prevedibili: un lungo discorso fatto di frasi fatte e luoghi comuni.
Storie imprevedibili come quella di un Casanova bambino.
Storie che nascono da spunti, frasi od immagini di cronaca quotidiana, come Filomena Marturano o “La fotografia”, splendida canzone di Enzo Jannacci nata appunto da una foto di un omicidio di mafia.

Storie che si comprendono solo quando vengono contestualizzate, come la canzone “Oppure no” di Alessandro Bono.

Non si poteva concludere senza citare Padre Dante con l’ultimo canto della Divina Commedia!

Il cast di “Storie”

Stefano Massini
Stefano Massini racconta le sue Storie.

Stefano Massini: scrittore, regista, drammaturgo, primo autore teatrale italiano ad aver vinto un Tony Award. Stefano Massini è affascinato dalle storie, dai molteplici contenuti che queste contengono, dall’imprevedibilità del loro evolversi. E ci affascina, ci tiene legati per ben due ore con questo continuo racconto nel quale ognuno di noi trova immagini, momenti in cui rispecchiarsi e riconoscersi.

Paolo Jannacci
Paolo Jannacci accompagna Massini nelle sue Storie.

Paolo Jannacci: Ha sempre quel suo aspetto di ragazzino ed è invece un grande musicista ormai maturo.
Eppure come un ragazzino si diverte in questo spettacolo e si commuove.
Si diverte e scoppia a ridere ai racconti, alle uscite di Massini. Si commuove soprattutto quando canta alcuni brani del padre.

Estrae dalle corde del suo strumento melodie e note e suoni, talora stridenti, con fantasia e maestria.

Daniele Moretto
Daniele Moretto, la terza voce di Storie.

Daniele Moretto: musicista riservato, che quasi non si fa notare eppure le sue note si inseriscono e riempiono spazi con delicatezza riservata, ma con decisione.

Il Trailer di “Storie”

Estate Sforzesca – Castello Sforzesco

nel Cortile delle Armi

Clicca qui per i Biglietti degli spettacoli in programma.

Ridotto under 25 – over 65: 17,00 Euro
Posto a sedere numerato: 20 Euro


La nostra recensione


Ancora una volta la bellezza e il senso di comunione che nasce dal raccogliersi intorno e ascoltare e in qualche modo anche raccontare, insieme con l’autore.
Ed è proprio vero che le storie ci salvano, ci insegnano che per comprendere e soprattutto comprenderci abbiamo bisogno di narrarci.

È confortante scoprire immagini, riflessioni, situazioni narrate che ti appartengono, in cui ti ritrovi e ti specchi.

Bello ed importante duettare tra monologhi e canzoni o brani musicali, perché oltre ad essere le canzoni stesse delle piccole storie, la musica stessa narra e crea immagini.

0 Commenti

Rispondi

La tua mail non sarà resa pubblica.

Torna a inizio pagina