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PARCHI SOMMERSI – Capitolo uno: Parco Lambro. Un cammino del corpo e della mente. La nostra recensione

PARCHI SOMMERSI – Capitolo uno: Parco Lambro. Un cammino del corpo e della mente. La nostra recensione

Parchi sommersi

Parchi sommersi – Capitolo uno: Parco Lambro.” è uno spettacolo della Compagnia Oyes, il fatto che si parli di capitolo uno, lascia presagire che ci saranno dei seguiti su altri parchi di Milano.

È un progetto, questo di Parchi sommersi, che nasce da una riflessione su Milano come luogo dove si stratificano vite, mode e stili.
Una città che in questo ultimo secolo è cambiata talmente velocemente che rischia di dimenticare il suo passato.

Il parco Lambro è stato scelto come contesto adatto a toccare con mano le trasformazioni socioculturali della città.

Parchi sommersi
Parchi sommersi – ecco sentieri e prati del parco Lambro.

Il progetto si è articolato in tre fasi: una prima fase di indagine psicogeografica con ospiti e operatori del CeAS, una raccolta di informazioni e sensazioni, testimonianze e anche immagini delle epoche che si sono susseguite in questo secolo appena passato.

Nella seconda fase i due autori/attori: Francesca Gemma e Francesco Meola hanno elaborato il materiale raccolto per creare una drammaturgia a cui si è mescolato il sound disegn creato da Gianluca Agostini ed infine si aggiunge una trama di azioni.
Si completa così la performance che viene proposta

La trama di “Parchi sommersi – Capitolo uno: Parco Lambro.”

Prima di tutto questo è uno spettacolo itinerante in cuffia, perché ognuno dei partecipanti è munito di cuffia wireless.

Ci si trova ad un ingresso del Parco di fronte ad una pista di cemento per l’uso degli skateboard e ad una mappa del parco.
Indossate le cuffie, guidati dalla voce di Francesca/Gaia in cuffia e dai suoi sguardi e dal suo parco, ci avventuriamo per i sentieri del parco.

Parchi sommersi
Parchi sommersi – Dalla cima della collinetta che viene chiamata K2 si può vedere lo Skyline di Milano.

Diverse sono le tappe per il parco, una collinetta, detta K2, dalla cui cima si può ammirare lo skyline di Milano e, nelle giornate terse, la Grigna e il Resegone, avvallamenti che un tempo sono stati laghetti, il fiume che ci scorre accanto, vecchie cascine che segnano il perimetro del parco.

Mentre percorriamo questi luoghi la voce di Gaia ci narra la sua storia con Luca, che abbandonato dal padre da bambino, ad un certo punto scompare senza lasciare neanche un biglietto di addio.
Alla ricerca, forse, del padre scomparso.
E mentre Gaia percorre questi luoghi, intanto ne ricorda anche la storia.
Così ascoltiamo anche le voci degli abitanti, vecchi e meno vecchi che raccontano la vita passata, i momenti che si sono vissuti tra quegli alberi, il fiume e laghetti ora scomparsi.

C’è stato un confinamento ai tempi del barbarossa, ai tempi del fascismo, c’è stato il fenomeno del festival del Re Nudo, c’è stata la droga e la rinascita e le feste.

Il cast di “Parchi sommersi – Capitolo uno: Parco Lambro.”

Francesca Gemma
Francesca Gemma è Gaia che ci conduce per i sentieri del parco.

Francesca Gemma: una giovane tra le altre. Solo quando la voce nella cuffia ti dice “Sono Gaia, quella con lo zaino”, capisci che sarà la tua guida che ti condurrà a scoprire angoli anche un po’ sconosciuti di questo parco.
Non dirà una parola, solo sguardi attenti, espressivi, luminosi e sorridenti ed a tratti curiosi o preoccupati.
Le parole ti arrivano in cuffia, perché è sua la voce che ti racconta e ti conduce.

Francesco Meola
Francesco Meola è Luca di cui seguiamo le tracce condotti da Gaia.

Francesco Meola: lui è Luca. E all’inizio non lo vediamo, né lo sentiamo è solo nelle parole di Gaia.
Poi lo sentiremo (sempre nelle cuffie) e ad un certo punto lo vedremo anche, una figura lontana, anche lui con lo zaino e con una bicicletta, che corre sempre avanti a Gaia e a noi.
Fino a che, alla fine, si ritrovano Gaia e Luca e noi ritroviamo loro ed assistiamo al loro incontro.

Produzione ÒYES con il sostegno di Milano è Viva.
Un ringraziamento speciale a Ce.A.S. – Centro Ambrosiano di Solidarietà | cohousing Base Gaia | GAS Feltre | Cascina Biblioteca | Alma Rosé | Maria Luisa Rovetta e Butik | Thomas Giglio | Graziano Valera | Stefano Massaron | Andrea Turolla | Francesca Minetto | Matteo Balduzzi | Tiziana Colla | Marta Mungo | Daniela Moioli | Daniela Barbante | Santa Volpe | Carla Abate | Wilma, Katy, Pedro e Felipe | Marco, Wallo, Felice, Luca e Paolino dell’Osteria Battagliera

Il Trailer di “Parchi sommersi – Capitolo uno: Parco Lambro.”

Parco Lambro

Partenza Parco Lambro Skatepark (ingresso v. Feltre)

Parchi sommersi – Capitolo uno: Parco Lambro.”

dal 12/09/2022 al 18/09/2022
repliche 15/10/2022

Sito web: COMPAGNIA OYES

INFORMAZIONI BIGLIETTERIA

organizzazione@oyes.it | whatsapp 333 3770129 • H 9.00 – 13.00

I biglietti sono acquistabili esclusivamente in prevendita online,
fino a 2 ore prima dell’inizio di ogni replica – POSTI LIMITATI 
Lo spettacolo non è indicato per persone con difficoltà motorie.


La nostra recensione


È stupefacente come ogni aspetto della vita possa diventare “Teatro”, così una passeggiata, l’ascolto di racconti di chi qui ci ha vissuto, l’ascolto di una storia di incontri e di abbandoni, come potrebbe essere quella di ognuno di noi, i rumori della natura… tutto ti fa viaggiare e incontrare mondi e persone e ritrovare brani che appartengono anche a te.

Parchi sommersi
Un giardino di immagini di frequentatori del parco di un passato non così lontano.

Questo è quello che si sperimenta quando vai in un teatro, ma questo è stato anche quello che abbiamo sperimentato, camminando nel parco.

Le cuffie, che ci hanno permesso di seguire la storia, ci hanno isolato, ma nello stesso tempo ci hanno resi prossimi ai protagonisti Gaia e Luca e alla loro storia, prossimi anche a quei testimoni intervistati, registrati e riportati nel racconto; prossimi anche alla natura perché il vento ci fischiava proprio nelle orecchie e l’acqua scorreva vicino vicino.

Abbiamo ricordato episodi e momenti del passato che stavamo per dimenticare, abbiamo conosciuto episodi e momenti del passato che neanche immaginavamo che fossero accaduti.

Un’esperienza nuova ed emozionante, quasi di dislocazione, un po’ presenti con i piedi nel parco ed un po’ altrove nel passato, nella memoria a ricercare radici.

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