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Morte di un commesso viaggiatore – Piccolo uomo, grandi sogni!

Morte di un commesso viaggiatore – Piccolo uomo, grandi sogni!

morte di un commesso viaggiatore

Morte di un commesso viaggiatore” di Arthur Miller – Teatro Parenti.

Al teatro Parenti nuovamente una tragedia di un grande autore americano, qualche mese fa vi avevamo parlato di “Un tram che si chiama desiderio” di Tenneesse Williams, in questo caso una grande opera di Arthur Miller: “Morte di un commesso viaggiatore” con la traduzione di Masolino D’Amico.

La trama di “Morte di un commesso viaggiatore”

Storia di Willy Loman, uomo ormai sessantenne che da quarant’anni gira in lungo e in largo gli Stati Uniti come commesso viaggiatore.
Dominato dall’idea del successo, all’inseguimento del sogno americano del self made man.
Il suo sogno è avere successo, essere ammirato, benvoluto e temuto, diventare ricco.
Ha proiettato queste sue ambizioni anche sui figli, aspettandosi che anche loro raggiungano una posizione di fama.

Torna a casa una sera accorgendosi di non essere più in grado di guidare (in realtà scopriremo più avanti che ha già avuto una serie di incidenti).
Disperato, è giunto per lui il momento di fare un bilancio della sua vita.
E il bilancio è decisamente sconfortante, i figli sembrano incapaci di prendere in mano la loro vita, sono inconcludenti sia sul piano lavorativo che affettivo.

Morte di un commesso viaggiatore
La famiglia Loman per una volta riunita fa progetti insieme.

Willy si interroga su chi sia responsabile di questi risultati così deludenti.

Questo suo interrogarsi avviene in momenti del presente dove tutti, Willy e i suoi due figli Biff ed Happy, guidati dalla moglie di Willy, Linda, cercano di ritrovarsi, di dialogare e finalmente chiarirsi.
A tratti si inseriscono episodi, momenti del passato, ricordi o forse allucinazioni di Willy che cerca di individuare dove è stato il momento che le strade si sono perse.

Infine dovrà ammettere con se stesso il totale fallimento e…

Il cast di “Morte di un commesso viaggiatore”

Michele Placido
Michele Placido nei panni di Willy Loman in “Morte di un commesso viaggiatore”.

Michele Placido (Willy Loman): malinconico, disperato, allegro, gioviale, talora aggressivo, rancoroso. Tante sono le facce che si alternano di questo personaggio presentato da Michele Placido. Uomo stanco, che si sforza ancora di credere nel suo sogno di successo. Uomo amareggiato dagli scarsi risultati nel suo lavoro, dove si trova costretto ancora alla sua età a viaggiare tutti i giorni in macchina per trovare clienti, sempre meno disposti ad acquistare da lui, costretto ad umiliarsi dal suo datore di lavoro e a chiedere aiuti finanziari ad un suo vecchio amico e vicino.

Amareggiato e deluso dai suoi figli che non sono riusciti neanche loro a realizzarsi nel mondo del lavoro; con i quali, soprattutto con Biff che era il prediletto, non c’è un rapporto, ma piuttosto un rinfacciarsi mancanze e fallimenti.

Alvia Reale
Alvia Reale nei panni di Linda Loman, la moglie di Willy.

Alvia Reale (Linda Loman): mite e forte al tempo stesso questa Linda, interpretata da Alvia Reale. La moglie ancora innamorata del suo Willy, sempre pronta a proteggerlo, a sostenerlo, ad incoraggiarlo. È lei che lavora per tenere insieme i componenti della famiglia, che li spinge a cercare di trovare un punto d’incontro.
Non è però un ingenua, un’inguaribile ottimista; Linda(Alvia) vede le debolezze, le mancanze dei suoi uomini (il marito ed i figli), ma il suo amore è più forte ed è capace di farsi piccola, di guidare da dietro le quinte

Fabio Mascagni e Michele Venitucci
Fabio Mascagni e Michele Venitucci rispettivamente Biff e Happy Loman i due fratelli

Fabio Mascagni (Biff Loman) e Michele Venitucci (Happy Loman): sono i due fratelli, i due figli di Willy.
Biff, il preferito di Willy, grande promesse, grandi aspettative su di lui. E Biff aveva posto il padre troppo in alto, troppo idealizzato, quando lo scopre in difetto, tutto gli crolla intorno e non sarà più in grado di affrontare le difficoltà della vita. Si trascina da un lavoro all’altro senza mai combinare nulla, senza mai darsi una stabilità. Animato da un duplice sentimento, da un lato senso di colpa per aver deluso il padre, dall’altro delusione e rabbia per aver scoperto le menzogne del suo idolo.
Anche Happy non è un ragazzo felice.

Come il fratello non ha saputo impegnarsi nello studio e ora svolge un lavoro di basso livello, poco considerato. Sperpera il suoi pochi averi e soprattutto il suo tempo passando da una ragazza all’altra. Preoccupato per il declino del padre, ma allo stesso tempo insofferente verso le sue manifestazioni di senilità.

Altri interpreti: Stefano Quatrosi (zio Ben), Beniamino Zannoni (Bernard), Paolo Gattini (Stanley il camerire), Caterina Paolinelli (La Donna), Margherita Mannino (Miss Forsyte), Gianluca Pantosti (Howard Wagner), Eleonora Panizzo,
con la partecipazione di Duccio Camerini nel ruolo di Charley.

Regia: Leo Muscato
Scene: Andrea Belli
Costumi: Silvia Aymonino
Disegno luci: Alessandro Verazzi
Musiche: Daniele D’Angelo.
Produzione GOLDENART PRODUCTION in coproduzione con Teatro Stabile del Veneto e Teatro Stabile di Bolzano.

Teatro Franco Parenti

Morte di un commesso viaggiatore

dal 20/04/2022 al 1/05/2022

Sito web: www.teatrofrancoparenti.it

INFORMAZIONI BIGLIETTERIA
Biglietteria
via Pier Lombardo 14
02 59995206
biglietteria@teatrofrancoparenti.it


La nostra recensione


Questo è l’anno dei classici del teatro e di pieces dove si vedono nuovamente compagnie numerose sul palco.

E’ il caso anche di questo spettacolo.

Come spesso accade con i grandi capolavori ci parla ancora oggi come fosse stato scritto ieri.

Morte di un commesso viaggiatore, alle battute finali
Alla fine padre e figli si diranno la verità.

Morte di un commesso viaggiatore affronta i temi dei conflitti familiari, del ridurre tutto il benessere dell’uomo al possedere cose; parla di padri che proiettano sui figli i propri sogni i propri desideri; parla di padri che desiderano il successo dei loro figli più che per i figli per gratificare loro stessi; parla di responsabilità.

Tutti questi temi di denuncia di allora (1949), appaiono di una inquietante attualità oggi.

Gli interpreti, soprattutto i quattro principali, la famiglia Loman, sono tutti di gran levatura. Un particolare riconoscimento allo sforzo di passare repentinamente da una dimensione all’altra, dalla realtà del presente a quella del ricordo di quando tutti erano più giovani.

Importante ed articolata la scenografia: con pareti rappresentanti muri scrostati e diroccati, quasi a rappresentare una guerra, un crollo del sogno; pareti scorrevoli che, con uno spostamento e giochi di luci, creano ambienti diversi: la casa oggi, la casa di ieri, il cortile, ma anche l’ufficio, la stanza di un motel.

Pro

I grandi capolavori godono del lusso di essere sempre moderni!

Un grande Michele Placido affiancato da ottimi partner.

Non era facile realizzare scenograficamente il continuo passaggio di luoghi e di tempi ed il risultato è stato egregio.

Contro
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