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IL CACCIATORE DI NAZISTI – L’importanza della memoria.

IL CACCIATORE DI NAZISTI – L’importanza della memoria.

Il cacciatore di nazisti

“Il cacciatore di nazisti” al Teatro Parenti.

Spettacolo preceduto da una presentazione di Andrée Ruth Shammah perché il debutto di questo spettacolo avviene proprio a due giorni dall’anniversario del 50° del teatro Parenti e Andrée Ruth Shammah ha sentito il bisogno di sottolineare e motivare la scelta di questo spettacolo, per questo ha detto soprattutto ai molti ragazzi che erano presenti

Noi vi raccontiamo quello che avevamo alle spalle per dare a voi le spalle più forti per andare avanti

Il cacciatore di nazisti
Weisesthal ricorda il suo arrivo nel campo di concentramento.

Aggiungendo quasi in conclusione e ricordando persone che sono state su quel palco e che ora non ci sono più

In compagnia della loro assenza.

Quale spettacolo meglio di questo racconto fatto in prima persona di una persona che non ha voluto che ci si dimenticasse di chi era stato decimato?

La trama de “Il cacciatore di nazisti”

Lo spettacolo è basato sugli scritti e sulle memorie di Simon Wiesenthal.

È proprio Simon Wiesenthal nel 2003, al suo ultimo giorno di lavoro presso il Centro di Documentazione ebraica da lui fondato a Vienna, che ci racconta la sua vita e il suo lavoro, il suo motivo di vita: dare la caccia ai responsabili dell’Olocausto.

Ripercorre così episodi, momenti e ricerche dei suoi 58 anni passati a rintracciare e inseguire e assicurare alla giustizia coloro che si resero responsabili della pianificazione e della morte di 11 milione di persone di cui 6 milioni di ebrei.

Intanto che narra delle tappe della sua caccia, racconta anche i momenti della sua vita dove ha visto morire familiari, amici, ha subito l’orrore di, non un campo di concentramento, ma addirittura cinque.
Il suo narrare non è solo ripercorrere i fatti, ma si interroga sulla feroce banalità del male e anche sulla sua genesi.

Questa caccia senza sosta, questo continuo ricordare al mondo tutti questi crudeli assassini ed assicurarli alla giustizia è il modo, per Simon Wiesenthal, di reagire, di poter continuare a vivere.

Simon Weisesthal
Simon Weisestal raccolse 22.500 nomi di SS.

Il suo modo di annullare l’arma psicologica utilizzata dalle SS contro i prigionieri dei Lager:

Il mondo non vi crederà. Se anche qualche prova dovesse rimanere, e qualcuno di voi sopravvivere, la gente dirà che i fatti che voi raccontate sono troppo mostruosi per essere creduti.

sarà quello di tener fede fino all’ultimo giorno della sua vita alla esortazione che la piccola Sara ha lasciato in un messaggio ritrovato da Wiesenthal e che Wiesenthal lascia anche a noi:

Non dimenticate mai, mi fido di voi!

Il cast di “Il cacciatore di nazisti”

Remo Girone
Remo Girone nei panni di Simon Wiesenthal racconta i suoi 58 anni di caccia ai nazisti.

Remo Girone: interpreta con appassionata intensità, con sete di giustizia, questo vecchio combattente, che non ha voluto arrendersi, che ha voluto assicurare ad ogni morto in quei campi almeno “18 secondi” di giustizia.

Talora stanco, ma non domo invita tutti, i suoi contemporanei, ma anche noi pubblico a mantenere viva la memoria e l’attenzione sui segnali di allarme di eventuali risvegli di questo odio che cova dentro ad ogni umano.

Basato sugli scritti e sulle memorie di Simon Wiesenthal
Testo e regia Giorgio Gallione
Scene e costumi Guido Fiorato
Luci Aldo Mantovani
Progetto artistico Giorgio Gallione e Gianluca Ramazzotti
Produzione Ginevra Media Production / Teatro Nazionale Genova

Dove vedere “Il cacciatore di nazisti”

“Il cacciatore di nazisti” al Teatro Parenti Sala grande

dal 18/01/2023 al 22/01/2023

Sito web: www.teatrofrancoparenti.it

INFORMAZIONI BIGLIETTERIA
Biglietteria
via Pier Lombardo 14
02 59995206
biglietteria@teatrofrancoparenti.it


La nostra recensione


Ancora una volta il racconto di fatti e di testimonianze di quanto accaduto in quel periodo storico, lascia orribilmente stupefatti e tormentati dalla stessa domanda che Wiesenthal si pone in scena: come è potuto accadere?

Sul fondo della scena una una distesa di occhi fissano tristi, disperati, accusatori Remo Girone/Wiesenthal, ma anche tutto il pubblico.
Qui sono immagini, fotografie, ma sono li a ricordare gli occhi “veri” che Josef Mengele aveva affisso alla parete come se fossero farfalle.

Il cacciatore di nazisti
Simon Weisesthal trova un’immagine bucolica di girasoli fioriti sulle tombe di soldati.

Il palco è ingombro di schedari che contengono tutti gli incartamenti le testimonianze di Wiesenthal per dare una percezione anche materiale dell’immensità del lavoro svolto da quest’uomo e allo stesso tempo dell’immensità dei numeri delle persone ricercate e solo in parte catturate e giudicate.
Infatti gli archivi contengono 22.500nomi di SS e nei suoi 58 anni di ricerca Wiesenthal è riuscito a consegnare alla giustizia 1.100 criminali nazisti.

Colpisce al cuore l’accorato invito che rivolge a noi tutti Girone/Wiesental con le parole della giovane Sara: “Non dimenticate mai, mi fido di voi!”

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