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CHI COME ME – Il teatro come via per guardarsi dentro.
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CHI COME ME – Il teatro come via per guardarsi dentro.

Chi come me

“Chi come me”, di Roy Chen al Teatro Franco Parenti.
Chi come me è prima di tutto un libro, che nasce da un esperienza reale dell’autore Roy Chen.

E’ stato invitato dal centro di salute mentale “Abravanel” ad assistere ad una lezione di teatro con ragazzi dai dodici ai diciotto anni.
In seguito ha trascorso con loro numerose ore e momenti di lavoro e di svago, fino a che i ragazzi hanno portato a termine il lavoro e portato in scena uno spettacolo per un unica volta davanti un pubblico di genitori, dottori e personale del reparto.

Da questa esperienza nasce il libro e uno spettacolo andato in scena per la prima volta nel 2020 al Teatro Ghesher di Giaffa . In seguito all’incontro con Andrèe Ruth Shammah nasce la sceneggiatura e la regia di questo spettacolo che inaugura una nuova sala Del teatro Franco Parenti, la Sala A2A, che sembra costruita proprio su questa sceneggiatura.

La trama di “Chi come me

Un medico, uno psichiatra, il dottor Bauman, in un reparto di salute mentale per giovani.
I suoi cinque giovanissimi pazienti con problematiche che rendono loro difficile affrontare la vita

Il dottor Bauman vive il suo lavoro come una forma di paternità, ma anche di identificazione:

“Questi ragazzi sono noi in un’altra frequenza”

Poi abbiamo la signorina Dorit, insegnante di teatro.
Il dottor Bauman l’ha chiamata con l’intento di utilizzare il teatro come mezzo terapeutico per aiutarli ad esprimere le loro emozioni e dar voce al loro disagio.

Alia Stegani - Ester
Ester solo dietro la maschera di un leone sa farsi valere

Così nella sua ora di teatro la signorina Dorit cerca di creare condivisione, apertura, comprensione attraverso giochi come “Chi come me”, consegnando dei blocchetti dove ognuno possa scriverci idee, pensieri, poesie.
Li invita a scrivere una lettera alla propria malattia, firmare un patto con se stessi.

Intanto che scorrono le settimane e le lezioni di teatro, vediamo anche giungere i genitori dei ragazzi, che a turno vengono per parlare con il dottore e per vedere i loro figlioli.

Attraverso questi incontri comprendiamo meglio come i disagi dei figli siano anche espressione di maldestre modalità di relazionarsi e di amare dei genitori, se non addirittura di disagi del mondo genitoriale.

Si giungerà infine allo spettacolo finale, dove i due mondi, quello dei genitori, degli adulti e quello dei figli, dei giovani si incontrano.

Il cast di “Chi come me

Elena Lietti (Dorit) e Paolo Briguglia (dott. Bauman): interpretano le due figure terapeutiche, ma al tempo stesso sono in qualche modo delle figure genitoriali.
Paolo Briguglia soprattutto, nella parte del primario del reparto lascia intendere un coinvolgimento con i propri singoli pazienti che va un po’ al di là di quello tra medico e paziente.

Elena Lietti, la signorina Dorit, alterna un po’ le sue disposizioni d’animo, talora è materna, ma in altri casi è compagna, amica, sorella maggiore.

Chi come me
Sara Bertelà e Pietro Micci la coppia di genitori di uno dei ragazzi ricoverati

Sara Bertelà (le madri) e Pietro Micci (i padri): veramente spettacolari sia Sara Bertelà che Pietro Micci nel dare corpo e anima a queste cinque coppie di genitori. Ognuna mettendo a nudo quelle fatiche, quelle cadute che ogni genitore conosce.
Mostrano insieme anche quelli che sono i disagi e i difetti degli uomini e donne dei nostri tempi.

Negli ultimi dieci minuti dello spettacolo, quando tutti i genitori sono presenti allo spettacolo dei figli, danno prova di capacità veramente sorprendenti! Entrano escono, infilano e sfilano un soprabito, una giacca o un cappello e passano da un padre all’altro, da una madre all’altra. In alcuni momenti riescono addirittura quasi a sdoppiarsi e discutere con se stessi.

Amy Boda (Tamara/Tom), Federico De Giacomo (Emanuel), Chiara Ferrara (Alma), Samuele Poma (Barak), Alia Stegani (Ester): ed ecco i giovanissimi interpreti dei cinque ragazzi – pazienti. Freschi, veri, eccezionalmente bravi ad entrare ed esprimere i disturbi di cui i loro personaggi sono portatori.

Produzione Teatro Franco Parenti

Trailer di “Chi come me”

La nostra recensione

Difficile trovare le parole giuste per esprimere la bellezza e la ricchezza di questo spettacolo.

La prima cosa che colpisce e ti cattura è la scenografia, o meglio la disposizione della scenografia, la disposizione del palco che in realtà è su più piani, tra gli spettatori.
I letti dei pazienti-ragazzi sono disposti sulle gradinate, così lo spettatore si trova accanto, sul palco, con i ragazzi.

Così ti senti coinvolto, dentro. Ancor di più quando la signorina Dorit coinvolge i ragazzi, ma anche il pubblico, con il gioco Chi come me.
Chi come me…si sente solo,…si sente arrabbiato,…non vuole parlare con nessuno…
tutti sono invitati ad alzare la mano, tutti almeno una volta abbiamo provato questo o quel sentimento o sensazione.

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Lo spettacolo aiuta a comprendere come sentono e vivono i ragazzi di oggi, senza un futuro, con il desiderio di morire, il non star bene con il proprio corpo, il no saper gestire le emozioni, sentirsi alieni nel mondo.

Chi come me
Alma e Emanuel in un momento di confidenze

Nello stesso tempo ci mostra quanto il mondo degli adulti, nelle figure dei genitori, abbia perso l’orientamento: occupati, meglio preoccupati, di se stessi, maldestri se non incapaci di mostrare l’amore, incapaci di riconoscere l’individualità dei figli.

Al termine di questo spettacolo, ci si scopre nel cuore un senso di affettuosa comprensione, un senso di fratellanza in quanto tutti uomini e donne che, hanno toccato vissuto con mano queste emozioni, queste situazioni.

Ognuno con una sua diversa “frequenza”.
Infine sottolinea ancora una volta come il teatro, il mettere in scena, il fingere per dire la verità sia un atto terapeutico,


Cast Artistico e Tecnico

In scena: Sara Bertelà, Paolo Briguglia, Elena Lietti, Pietro Micci
e con Amy Boda, Federico De Giacomo, Chiara Ferrara, Samuele Poma, Alia Stegani

Adattamento, regia e costumi di Andrée Ruth Shammah
Traduzione dall’ebraico Shulim Vogelmann
Allestimento scenico Polina Adamov
Luci Oscar Frosio
Musiche di Brahms, Debussy, Vivaldi, Saint-Saëns, Schubert … e Michele Tadini
Assistente alla regia Diletta Ferruzzi
Assistente allo spettacolo Beatrice Cazzaro
Consulenza vocale Francesca Della Monica
Direttore dell’allestimento Alberto Accalai
Direttore di scena Paolo Roda
Elettricista Domenico Ferrari
Fonico Marco Introini
Sarta Marta Merico
Scene costruite da Riccardo Scanarotti – laboratorio del Teatro Franco Parenti
Costumi realizzati da Simona Dondoni – sartoria del Teatro Franco Parenti

Teatro Franco Parenti

Chi come me. Sala A2A
dal 5/04/2024 al 5/05/2024

Sito web: www.teatrofrancoparenti.it

INFORMAZIONI BIGLIETTERIA
Biglietteria
via Pier Lombardo 14
02 59995206
biglietteria@teatrofrancoparenti.it

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