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I DUE GEMELLI VENEZIANI, l’eleganza della tradizione. La nostra recensione

I DUE GEMELLI VENEZIANI, l’eleganza della tradizione. La nostra recensione

I due gemelli veneziani

Valter Malosti, regista di indiscusso talento, insignito nel 2009  del Premio Ubu alla miglior regia,  porta in scena al Teatro Carcano dal 2 al 6 novembre  “I due gemelli veneziani”,  misurandosi per la prima volta con il genio artistico di Carlo Goldoni. L’adattamento, curato insieme ad Angela Dematté, è prodotto da alcune delle più prestigiose realtà del teatro di prosa italiano, ERT Emilia Romagna Teatro Teatro Nazionale, TPE – Teatro Piemonte Europa, Teatro Stabile del Veneto e Teatro Metastasio di Prato.

Una replica molto attesa per la sala in Crocetta,  al secondo anno della condirezione artistica firmata Lella Costa e Serena Sinigaglia, dopo il debutto online a dicembre 2020 con una una versione video di grande successo ed efficacia, accurata e precisa, ha  saputo valorizzare l’allestimento raffinato e moderno e la potenza espressiva degli attori.

di Carlo Goldoni
adattamento Angela DemattèValter Malosti
regia Valter Malosti
scene e luci Nicolas Bovey
costumi Gianluca Sbicca
progetto sonoro GUP Alcaro
cura del movimento Marco Angelilli
assistente alla regia Jacopo Squizzato
con Marco Foschi (Zanetto / Tonino), Danilo Nigrelli (Pancrazio), Marco Manchisi (Arlecchino / Pulcinella), Irene Petris (Beatrice), Alessandro Bressanello (Il Dottor Balanzoni / Tiburzio), Anna Gamba (Rosaura), Valerio Mazzucato (Brighella / Bargello), Camilla Nigro (Colombina), Vittorio Camarota (Florindo), Andrea Bellacicco (Lelio / Facchino)

produzione Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale, TPE – Teatro Piemonte Europa, Teatro Stabile del Veneto, Teatro Metastasio di Prato
si ringrazia il maestro mascheraio Stefano Perrocco di Meduna per la maschera di Pulcinella indossata da Marco Manchisi

La trama di “I due gemelli Veneziani

Zanetto, cresciuto da un ricco zio mercante, arriva da Bergamo a Verona per sposare la bella Rosaura, figlia del dottor Balanzoni. Il suo è un personaggio ingenuo e un po’ superficiale, ma dall’atteggiamento impudente nei confronti della giovane e delle donne in generale. Rosaura è contesa da Pancrazio, un amico di famiglia, anziano, senza particolari ricchezze o un lignaggio prestigioso: pur di arrivare a conquistare l’amata, cerca di convincere Zanetto a farsi frate e ad abbandonare i propositi matrimoniali, poiché la donna è una sirena, bellissima e attraente, ma capace di condurti alla dannazione.

I due gemelli Veneziani
Zanetto, uno dei due gemelli.

Il gemello di Zanetto, Tonino, è fuggito da Venezia dopo aver accoltellato un uomo in un litigio ed è arrivato a Verona per ricongiungersi con Beatrice, donna caparbia e indipendente, molto diversa dalla figura adolescenziale di Rosaura.
Tonino è un carismatico e irruente, ma “cortésan”, assennato e accorto nel rapporto con l’amore e il femminile.

Amori contrastati, equivoci, scambi di persona, duelli, fughe, ritrovamenti e poi il rapporto tra due fratelli, Zanetto e Tonino, di plautina memoria.
Sulla scena parrebbero tornare le tipiche atmosfere della Commedia dell’Arte: qui, però, Goldoni ci mette lo zampino. Il testo, in effetti, risale al 1747 e, seppur debitore alla Commedia dell’Arte con le sue maschere che improvvisano continuamente sul palco, porta già con sé l’afflato innovatore della Riforma Goldoniana, con personaggi più vicini al vero, tridimensionali, dotati di personalità e psicologia propria, capaci di indagare il mondo e interrogare le relazioni con la società e con gli altri uomini.

I due gemeli Veneziani
La scena d’apertura, foto di Serena Pea.

“I due gemelli veneziani” è una commedia nera decisamente riuscita: mescola in modo sapiente divertimento e toni cupi, tragedia e commedia, tensione vitalistica all’amore e morte feroce.
Il tutto è sottolineato sin dall’inizio della rappresentazione: Malosti affida il prologo  a un Pulcinella/narratore di fronte al cadavere di Zanetto, morto per asfissia.

Il cast di “I due gemelli Veneziani

La messinscena dei due gemelli veneziani si regge su un cast attentamente costruito e su scelte registiche precisissime: al piano formale e letterale, si affianca l’esplosione, l’adesione autentica e senza preconcetti ai personaggi goldoniani. 

Marco Foschi
Marco Foschi interpreta i due gemelli, Zanetto e Tonino (foto Serena Pea).

Marco Foschi (Zanetto e Tonino): attore di cinema e teatro, pilastro della compagnia di Antonio Latella.
Foschi riesce a passare con grande agilità dall’uno all’altro personaggio, dal dialetto bergamasco al veneziano, dall’atteggiamento dimesso e timoroso di Zanetto a quello spavaldo e intenso di Tonino. La sua è una prova d’attore decisamente riuscita, con un’interpretazione accurata di un testo ritmato e complesso, che restituisce consistenza ai personaggi, a trascinare il pubblico nella risata e a reggere la tensione dell’equivoco. 

Danilo Nigrelli
Danilo Nigrelli è Pancrazio (Foto Serena Pea).

Danili Nigrelli (Pancrazio): la sua è un’interpretazione profonda, venata di tinte fosche e oscure: il personaggio è dilaniato dal desiderio carnale per Rosaura, dall’ambivalenza nei confronti del femminile, dall’astuzia e dalla potenza dialettica con cui riesce a prendersi gioco delle figure che lo circondano.

Un plauso va sicuramente anche alle tre figure femminili, Colombina, Rosaura e Beatrice.
Colombina (Camilla Nigro): è una giovane seducente, scaltra e ambiziosa, a lei spetta il compito di rivelare il segreto sulla nascita di Rosaura.
Rosaura (Anna Gamba): eterea, perfetta nel suo ruolo di figura divisa tra i doveri familiari, i vincoli di apparenza sociale e il desiderio di lasciarsi andare alla vita e all’amore.

Irene Petris (Beatrice): eccellente è anche la sua interpretazione di Beatrice, volitiva, sicura di sè, coraggiosa ed energica. Fugge pur di stare con Tonino, pur cercando sempre una conferma di reciprocità. Anche Beatrice è contesa da due uomini, Florindo, sleale e bugiardo e il signorotto Lelio. Attorno alle figure femminili e al coronamento dell’amore, si snodano azioni, equivoci, tranelli e inganni. Nelle note di regia Malosti sottolinea come “la donna ha in sé il doppio, anzi, in lei il doppio si riunisce e per questo fa paura. Se è santa e bella è attraente e quindi porta alla perdizione”.


La nostra recensione


I due gemelli veneziani
Zanetto è a terra, avvelenato (foto Serena Pea).

L’adattamento di Malosti e Dematté riporta Goldoni sulla scena in una veste attuale, intensa e godibilissima: le due ore di spettacolo scorrono veloci, tra gag e momenti di suspence. I cambi di scena sono rapidi ma naturali, l’interpretazione del cast riesce a far emergere il valore ancora attuale del testo: una commedia nera ante litteram, che tocca temi di relazione con il corpo e con il femminile, l’ineludibilità degli istinti più fisici e il desiderio, tutti aspetti che verranno esplorati dalla filosofia di fine ottocento e primi del novecento.

Ha colto nel segno la ricerca linguistica: il testo goldoniano è energico, vibrante e appassionato, i tanti italiani, le lingue che prendono corpo sulla scena, giocano e sperimentano con abilità e raffinatezza.

Un  tocco di classe da non perdere è il tappeto sonoro a cura di G.U.P. Alcaro,  che rinnova la collaborazione pluridecennale con Valter Malosti: una musica di visione, come sempre all’insegna di una sperimentazione raffinata, in grado di rispecchiare le movenze dei personaggi sul palco e sottolineare appieno il senso dello spettacolo. 

La scenografia è di Nicola Bovey: essenziale e raffinata, con pochi elementi in scena, un cubo nero, invaso da una luce notturna. Rappresenta una Verona tetra, oscura e sepolcrale in un intrico di misteriose viuzze e piazze. Misteriosa e indecifrabile come cupe sono le anime di questa farsa nera. 

Il trailer de “I due gemelli veneziani”

Info&Biglietti

I due gemeli veneziani
La scenografia dello spettacolo (foto Serena Pea).

2 – 6 novembre 2022
Teatro Carcano 
Corso di Porta Romana, 63
20122 Milano
Biglietteria
T + 39 02 55181362
info@teatrocarcano.com

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