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DARWIN INCONSOLABILE, la tempesta perfetta. La nostra recensione

DARWIN INCONSOLABILE, la tempesta perfetta. La nostra recensione

Darwin Inconsolabile

Dal 25 ottobre al 6 novembre approda al Piccolo Teatro Grassi Di Milano con “Darwin Inconsolabile” (un pezzo per anime in pena), Lucia Calamaro, con la sua weltanschauung affilata e spietata, reduce dal successo del debutto in occasione della 64 edizione del Festival dei Due Mondi di Spoleto.

Scritto e diretto da Lucia Calamaro
con Riccardo Goretti, Gioia Salvatori, Simona Senzacqua, Maria Grazia Sughi
luci Stefano Damasco
coproduzione Sardegna Teatro, CSS Teatro stabile di Innovazione del Friuli Venezia Giulia e Teatro di Roma
con il sostegno di Spoleto Festival dei Due Mondi.

La trama di “Darwin inconsolabile

Famiglia, nevrosi contemporanea ed emergenza climatica: ingredienti esplosivi a cui si affianca una regia efficace e intelligente, per un equilibrio scenico molto ben riuscito.
Maria Grazia, ex artista performativa ottantenne, madre eccentrica e ingombrante, architetta un escamotage divertentissimo e di sicuro successo per riavvicinarsi ai  figli. Stanca delle cene del venerdì dall’atmosfera apatica e quasi costrittiva e delle scarse attenzioni di Simona, Gioia e Riccardo, alla CONAD, tra i carrelli arancioni della spesa, Maria Grazia, vestita elegante e con una flebo piumata, da brava ex Fluxus – il movimento degli anni sessanta per cui l’arte non è più oggetto, ma happening, evento in divenire – annuncia la sua prossima morte.

Darwin inconsolabile
“Darwin inconsolabile” lo spettacolo di Lucia Calamari.

Maria Grazia è, a tutti gli effetti, il simbolo della Madre Natura, la forza nutrice e generatrice, che dà la vita ma che può essere anche matrigna, distante e capace di abbandonarti.
La messa in scena nella messa in scena si sposta al capezzale della madre morente, un lettino bianco da ospedale, invaso dalla verdura putrescente di una delle installazioni artistiche di Gioia: i tre litigano in continuazione, si disputano una versione inedita dell’Evoluzione della Specie, si confrontano con episodi passati e con una madre decisamente imprevedibile ma dalla presenza irrinunciabile.

Il cast di “Darwin inconsolabile

Sul palco del Piccolo si muovono quattro personaggi che, come spesso accade negli spettacoli di Lucia Calamaro, non sono del tutto distanti dalla biografia, dalle movenze e dalla personalità dei loro interpreti di cui, peraltro, mantengono il nome in scena.

Maria Grazia Sughi
Mari Grazia Sughi è Maria Grazia.

Maria Grazia Sughi (Maria Grazia): interpretata dall’attrice fiorentina. È una vecchina vivace, ironica e sempre vitale, con uno sguardo energico sul mondo.
La sua voce risuona cristallina per tutta la scena, la sua presenza è magnetica ed è grazie alle sue opere d’arte performativa che la riflessione sull’ambiente irrompe nel testo.

Simona Senzacqua
Simona Senzacqua, la primogenita Simona in “Darwin Inconsolabile”.

Simona Senzacqua (Simona): la primogenita, nota interprete del teatro di Lucia Calamaro, protagonista al cinema e in tv: è un’ostetrica goffa e imbranata, che manifesta con bizzarri striscioni rosso sangue alla Friday For Future la necessità ansiosa, che non la abbandona mai, di preoccuparsi per il futuro.

Non sa bene se credere o no alla morte della madre e alle sue parole dobbiamo la visione sull’evoluzione della specie: dal cervello umano si passa a quello dell’elefante, in cui la parte logico-razionale è scomparsa, per lasciare spazio all’amore, all’apertura e all’incontro con gli altri.

Gioia Salvatori
Gioia Salvatori, la figlia performer in “Darwin Inconsolabile”.

Gioia Salvatori (Gioia): di ritorno a Milano dopo il fuori programma estivo a “Mare Culturale Urbano” in cui ha confermato tutta la sua verve espressiva e la sua carica da stand up comedian.
Anche al Piccolo ritroviamo le modalità espressive di Cuoro, il format più di successo dell’attrice, le gag da “spanata”, l’ironia e la capacità di raccontare con disincanto tragicomico e sconnesso il paradosso della quotidiana.

In Darwin Inconsolabile è perfetta nel ruolo della seconda figlia, che non chiede mai alla mamma come sta al telefono, ma “prende, prende, prende e prende”: è l’unica che sembra credere alla notizia della morte di Maria Grazia e che parrebbe, allo stesso tempo, decisa a rifiutarla. Nutre per Maria Grazia un amore quasi “incondizionato” e simbiotico nei confronti della madre,  di cui ha deciso di seguire le orme, diventando una performer.

Riccardo Goretti
Riccardo Goretti, il maestro filosofo in “Darwin Inconsolabile”.

Riccardo Goretti (Paolo): quarantatreenne, casentinese, è regista, autore e attore quasi feticcio per Lucia Calamaro, protagonista nel 2016  insieme a Simona Senzacqua di “La vita ferma” e nel 2018 in scena insieme a Silvio Orlando in “SI NOTA ALL’IMBRUNIRE – solitudine da paese spopolato”.
In questa nuova pièce è un maestro elementare alle prese con la correzione di ben 27 temi sulla figura del maestro: è colto ed erudito, il depositario delle spiegazioni di complesse teorie filosofiche, il collante e il custode degli equilibri tra le due litigiose sorelle.  A Riccardo, abituato ai capricci della madre e alle due sorelle si devono momenti comici riuscitissimi, come l’esposizione in portoghese delle teorie di Bioy Casares e Borges.


La nostra recensione


Darwin inconsolabile
Simona legge la presunta versione inedita del testo di Darwin, l’Origine della specie.

Metti una sera a teatro con Lucia Calamaro, ne esci con uno sguardo inatteso e il senso di aver esplorato nuovi significati teatrali.
Il testo è il pezzo forte: è verboso, denso di riferimenti filosofici, artistici e letterari, stratificato su diverse dimensioni temporali, ma allo stesso tempo divertente e accattivante. La vicenda è senza azioni, ma in realtà è proprio il ritmo incalzante dei dialoghi che ci cattura e ci costringe a viaggiare insieme allo spettacolo e ci porta a crescere.

I personaggi hanno la consistenza di figure reali, sono a tutto tondo e pienamente contemporanei: la madre è un Peter Pan impunito e bisognoso di continue attenzioni, cerca di difendersi come può dai predatori parassitari che prendono tutto il suo affetto e poco sembrano darne: i tre figli, egoriferiti, nevrotici, continuamente assorbiti da se stessi e apparentemente incapaci di prendersi cura della loro madre.

Con ironia e sapienza, arte e vita si incontrano, si mescolano e si fondono, il personale è universale: la morte presunta di Maria Grazia è allo stesso tempo performance, desiderio di ricevere attenzione, allerta, un monito urgente e iperbolico nelle sua manifestazione e un’occasione per parlare anche dell’oggi e della necessità che il teatro diventi grimaldello per agire  sul presente.

Info&Biglietti

dal 25 ottobre al 6 novembre 
Piccolo Teatro Grassi,
Via Rovello 2, Milano
www.piccoloteatro.org

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