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Federico Salvatore se ne va, quasi in silenzio! – Cantautore e cabarettista mai dimenticato dai napoletani
Scuro Chiaro

Federico Salvatore se ne va, quasi in silenzio! – Cantautore e cabarettista mai dimenticato dai napoletani

Federico Salvatore ci ha lasciati

Federico Salvatore, cantautore e cabarettista, per un periodo, all’apice della sua notorietà, fu ospite ospite fisso del Maurizio Costanzo Show, dal 19 aprile è tornato ad essere ospite fisso del Paradiso Costanzo Show.

Federico Salvatore che aveva avuto una grave emorragia cerebrale nel 2021, da cui si stava lentamente e faticosamente riprendendo, alla fine non ce l’ha fatta, nato e vissuto a Napoli, uno dei tanti estrosi talenti di quella terra.
A 8 anni imparò a suonare la chitarra da autodidatta, inoltre, essendo mancino, scelse non di invertire l’ordine delle corde, bensì la posizione delle dita.

Dopo un iniziale percorso di studi “classico”, al secondo anno di giurisprudenza abbandonò gli studi universitari per dedicarsi all’attività di cantautore.
Fece le sue prime apparizioni riadattando testi divertenti su musiche di canzoni famose.

Federico Salvatore
Federico Salvatore da cantante-cabarettista a cantautore di denuncia.

Finché nel 1994 vinse il concorso BravoGrazie che gli permise di partecipare al Maurizio Costanzo Show e da li ne divenne ospite fisso per alcuni anni.
Sono di quel periodo i suoi album “Azz” e “Il mago di Azz” che arrivarono a vendere 500.000 copie.
Nello stesso anno della sua partecipazione al Maurizio Costanzo Show, partecipò anche come ospite fisso al Festivalbar.

Ma Federico non era solo un comico e aveva altri lati da mostrare.
Scelse la ribalta del festival di Sanremo , a cui partecipa nel 1996 per la prima ed unica volta, con al canzone “Sulla porta” per mostrare la sua vena più di denuncia.

Fu una scelta ponderata e precisa. Per non rappresentare solo la comicità e la macchietta, scelsi Sanremo per manifestare la mia passione per la canzone d’autore […] Tutti si aspettavano da me una canzone dai toni ironici. Invece io spiazzai il pubblico con una canzone che trattava la tematica dell’omosessualità.

Scelta molto coraggiosa perché in quegli anni era un argomento ancora tabù soprattutto per le trasmissioni dei canali della Tv di stato, soprattutto in spettacoli così popolari, in prima serata e che arrivavano a tutta la popolazione.
Infatti:

Mi fu censurata la parola ‘omosessuale’ dal testo, fui costretto a sostituirla, ma solo la prima e la seconda serata mi auto-censurai perché la terza serata fregandomene della censura cantai il testo originale con la parola ‘omosessuale’. All’Ariston ci fu un applauso da brividi che ancora ricordo e mi emoziona. E io dal terzo posto finii al terzultimo posto. La censura e la falsa morale mi presero a calci in culo.

Nel 2002 con l’uscita del suo album “L’Osceno del villaggio”, da un ulteriore svolta al suo percorso artistico, prevalendo ormai la vena di cantautore di denuncia, con brani come Se io fossi San Gennaro, in cui elenca tutto ciò che, secondo lui, ha rovinato Napoli negli ultimi anni, comprendendo in questo elenco anche le colpe dei Napoletani stessi.

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Proseguirà su questa linea di cantautore di denuncia che lo porterà un po’ ai margini del mondo dello spettacolo in cui aveva brillato negli anni precedenti.
Potrebbe sembrare che sia divenuto una figura dimenticata, ma le presenze al suo funerale ci dicono come invece avesse un ampio mondo di persone che lo seguivano con affetto e con amore.

Tanto è vero che la moglie, Flavia, ha spiegato di aver pensato inizialmente a una cerimonia funebre privata ma di aver poi cambiato idea.

Federico non avrebbe voluto. Le persone che hanno seguito Federico nella sua carriera artistica non sono semplicemente fans. Sono suoi amici. Tutti gli artisti che hanno collaborato con lui non sono stati solo colleghi. Sono i suoi amici. Mi sembra giusto dare a tutti loro la possibilità di un ultimo saluto a Federico.

federico Salvatore
Tanti amici, colleghi, ammiratori a dare l’ultimo saluto a Federico Salvatore.

Anche noi vogliamo aggiungere il nostro saluto ed il nostro ricordo di quest’ uomo, questo cantattore con un ricordo ed un omaggio particolare ad opera di Manuel Gervasoni di qualche anno fa in uno spettacolo Raccontasogni – Ogni storia è la tua storia.

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