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REEL TAPE: “Musica per un mondo migliore”. Il nuovo singolo “Fake Bloom”. Intervista esclusiva.

REEL TAPE: “Musica per un mondo migliore”. Il nuovo singolo “Fake Bloom”. Intervista esclusiva.

Reel tape

Volevamo provare a descrivere la sensazione di straniamento, impotenza e preoccupazione di fronte alla minaccia del cambiamento climatico, e per farlo cercavamo un luogo  surreale, delle immagini potenti e inquietanti...

Reel Tape

“FAKE BLOOM” è il nuovo singolo dei Reel Tape estratto dal nuovo album “Fences”.

Di cosa parla “Fake bloom”.

“Fake bloom” racconta la storia di Murray Bookchin, operaio, filosofo, anarchico, storico ambientalista, fondatore dell’ecologia sociale. La sua voce nel brano ci ricorda l’assurdo tentativo dell’uomo di dominare la natura, che inevitabilmente si scontra con la limitatezza delle risorse e con la crescente minaccia del climate change. Nel testo risuona l’eco della frustrazione e dell’angoscia per un equilibrio che appare ormai destinato a spezzarsi.

La cover di fake bloom
La Cover di “Fake Bloom”.

L’ Album “Fences”dei Reel Tape

“Fences” è un album dedicato interamente alle barriere e ai confini, non solo fisici e politici, ma anche sociali e mentali. Come da una sorta di alfabeto caotico e sconclusionato, i Reel Tape estraggono campioni video e audio per creare un’istantanea (s)oggettiva degli eventi che sconvolgono la nostra quotidianità.

L’eco delle sensazioni, inquietudini ed esperienze personali, viene impresso ed assorbito nella trama emotiva delle musiche e dei testi.

Le dodici tracce hanno uno stile eterogeneo, accostando sonorità post-rock a influenze elettroniche e psichedeliche, e includendo lingue differenti per testi e campioni scelte in base alle loro possibilità espressive e sonore.

Conosciamo meglio i “Reel Tape”

Il progetto inizia nel 2017 dall’idea di tre amici, Lorenzo Franci appena tornato a vivere a Firenze dopo anni a Londra, Lorenzo Cecchi e Lorenzo Nofroni. A questi si aggiunge dapprima il batterista Adam Bailey, trasferitosi nel 2018 ad Amsterdam e sostituito dal bolognese Lorenzo Guenzi. Il cantante Alessandro Lattughini, originario di La Spezia, completa il gruppo pochi mesi dopo.
Nel luglio 2021 il chitarrista e fondatore Lorenzo Franci lascia il gruppo per motivi personali.

Reel Tape
I Reel Tape cantano un mondo migliore.

Nelle loro canzoni i Reel Tape hanno deciso di inserire lo strumento dei campioni vocali “Quote/Unquote” per creare un’istantanea (s)oggettiva degli eventi politici sociali e culturali che stanno sconvolgendo la nostra quotidianità, dei quali resta impressa l’eco delle nostre sensazioni, inquietudini ed esperienze personali assorbita nella trama emotiva della musica e del testo.

Come da una sorta di alfabeto caotico e sconclusionato sono partiti proprio da questi “tagli” video e audio, per costruire l’Album, “Fences”, dedicato interamente alle barriere e ai confini, politici, sociali, fisici, mentali, che invece di essere abbattuti continuiamo a veder erigere intorno a noi.

Quattro chiacchiere con i “Reel Tape”

Parliamo del vostro nuovo singolo “Fake Bloom” in cui trattate un tema importantissimo e allo stesso tempo impegnativo. Come mai questa scelta?
Noi siamo molto sensibili al tema ambiente e due membri del gruppo fanno parte di Lega Ambiente. Questo brano che è introdotto dalla voce di Murray Bookchin storico ambientalista e fondatore dell’Ecologia Sociale, ci ricorda l’assurdo tentativo dell’uomo di dominare la natura che quindi inevitabilmente ci si rivolta contro.

Anche il video è stato girato in una location molto particolare e un po’ rischiosa…
E’ stato girato sul monte Giogo che si trova sul’Appennino Tosco Emiliano a 1500 metri di altezza. Un luogo tanto incredibile tanto poco conosciuto. E’ un ex base Nato e non è stato facile raggiungerlo.
Nel video abbiamo alternato quindi immagini richiami della guerra Fredda a immagini di disastri naturali, esperimenti scientifici fatti con un pizzico di ” amara ironia”…

ll fatto che tra di voi ci sia un medico ha dato un contributo importante al video?
Si ma questo indipendentemente dalla sua professione. L’ha portato perché aveva a casa una sorta di “piccolo chimico” utile per gli esperimenti che si vedono poi all’interno del video.

Ascoltando il brano mi è tornato alla mente il mondo degli “Spandau Ballet”.
Questa non ce l’avevano mai detta…

Il vostro mondo musicale da dove attinge ispirazione?
Questa non è una domanda facile perchè in realtà anche ascoltando l’Album si percepisce che abbiamo un mondo molto eterogeneo anche se collegato con un filo conduttore. Ci sono brani più malinconici, altri più vivaci, ritmati, rock.

Da dove nasce l’idea di creare questo gruppo che fonde stili diversi?
L’idea nasce nel 2017 da tre amici, ovvero Lorenzo Frangi chitarrista, che era appena tornato a Firenze dopo anni di Londra, Lorenzo Cechi chitarrista e tastierista e Lorenzo Nofroni che era il bassista. Si sono poi aggiunti un batterista inglese che poi ha dovuto lasciare fino alla formazione definitiva dove sono arrivati i batteristi Lorenzo Guenzi e io Alessandro Lattughini.
I primi tre elementi della band avevano in testa l’idea di creare un gruppo che avesse come caratteristica l’utilizzo dei campioni sonori vocali che possono essere frasi di politici, frasi del quotidiano, di persone che incontri per la strada…

Reel Tape
I Reel Tape presentano il loro nuovo singolo “Fake Bloome”

Voi usate la musica come forma di comunicazione sociale. Secondo voi in un mondo come quello odierno è funzionale questa scelta?
Sarebbe bello poterlo fare! Noi ci proviamo e facciamo quello che possiamo fare. Ovviamente si sa che il mondo ascolta quello che vuole ascoltare….

Prossimi progetti dei Reel Tape?
Innanzitutto c’è da dire che un elemento della band ci ha abbandonato quest’estate (uno dei due chitarristi). Abbiamo fatto un po’ di prove con altre persone e ora forse abbiamo trovato un elemento che fa al caso nostro e stiamo lavorando con lui per i prossimi live.
Stiamo anche lavorando su brani nuovi e abbiamo già quattro/cinque tracce pronte per il live e da essere inserite nel prossimo disco che speriamo di incidere presto.

Il video di “Fake Bloom“.

Il videoclip, per la regia di Lorenzo Guenzi, ha come location un luogo incredibile quanto poco conosciuto: la ex base NATO sul monte Giogo a 1500m di altitudine. Le sue enormi parabole venivano utilizzate dalla NATO per la trasmissione troposferica delle comunicazioni criptate, provenienti dalla Turchia, prevalentemente per spiare il blocco sovietico. Abbandonata nel 1995, fu attiva per tutto il periodo della guerra fredda. Nel video le riprese della base si alternano con immagini che richiamano disastri naturali, ed improbabili esperimenti (pseudo)scientifici, anche ai danni di piantine innocenti. Il tema del rapporto distorto tra uomo e natura viene così evocato, non senza un pizzico di amara ironia.

Il soggetto è stato interamente curato dai Reel Tape, mentre le riprese sono di  Francesco Coschino, Maurizio Scuiar e Leonardo Roina.

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