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Peligro: Rap e Pop si fondono nel nuovo lavoro “The Ikigai Series Pt.1”. Intervista esclusiva.

Peligro: Rap e Pop si fondono nel nuovo lavoro “The Ikigai Series Pt.1”. Intervista esclusiva.

Peligro

Avevo già iniziato a creare i primi brani di questo progetto, sentivo che c’era qualcosa che li univa, ma non riuscivo ancora a capire cosa fosse. Poi mi sono imbattuto, per puro caso, nell’immagine di un Ikigai e da lì un mondo mi si è aperto. L’Ikigai è un’immagine così semplice, così equilibrata… e al contempo il suo significato è così profondo e così concreto nella vita di tutti noi che non potevo non renderlo il leitmotiv di questa mia fatica.

Peligro

È uscito in digitale THE IKIGAI SERIES PT. 1(Maqueta Records, distribuito Artist First), il nuovo EP del cantautore urban PELIGRO.

È in radio DAYDREAM”, brano dal forte sound elettronico che apre “The Ikigai Series Pt. 1” e rimarca l’identità artistica del cantautore urban, creando un connubio musicale e personale tra l’artista, conosciuto con il nome d’arte Peligro, e il suo vero io (Andrea Mietta).

Dopo “Mietta sono io” (2018), Peligro torna a collaborare con lo storico produttore e sound engineer del rap italiano Marco Zangirolami. Il nuovo progetto discografico “The Ikigai Series Pt. 1” unisce le melodie del pop e il ritmo del rap, creando così un equilibrio tangibile tra le due anime dell’artista milanese.

Conosciamo meglio Peligro

Peligro
Peligro e il suo nuovo progetto in cui Rap e Pop si fondono con grande equilibrio.

Peligro, all’anagrafe Andrea Mietta, è un rapper/cantautore milanese classe 1992. I
l primo approccio alla musica registrata avviene nel 2011, quando il produttore Hernan Brando sente per la prima volta Peligro improvvisare su un beat e, intravedendo del potenziale, decide di proporgli di lavorare insieme.
Nasce così il primo album, “Scontento”, pubblicato lo stesso anno, seguito poi nel 2013 da “Musica dannata”, entrambi diretti dal producer. A questi progetti si alternano progetti più indipendenti ed autoprodotti, come l’EP “EP-Centro”, composto, registrato e mixato in una sola notte, e il mixtape “Training Camp”, pubblicato in tre volumi.
Nel 2016 Peligro pubblica il suo terzo album, “Tutto cambia”, che fa propria una visione classica del rap, fatto di campionamenti e di sample vintage. L’album, distribuito da Artist First, permette a Peligro di calcare i primi importanti palchi, come quello del Deejay On Stage di Riccione, quello del MEI di Faenza e quello del Tour Music Fest di Roma.
Lo stesso anno esce l’EP Assoluto(Artist First), nuovamente prodotto da Hernan Brando, e proseguono le esibizioni del rapper in contesti come l’Emergenza Festival, evento dedicato alla musica emergente a livello mondiale, la FluoRun di Milano e il Premio Lunezia (sezione nuove proposte).
Nel 2018, Peligro conosce Marco Zangirolami, storico produttore e sound engineer del rap italiano fin dalle sue origini (Sottotono, Fabri Fibra, Emis Killa, J-Ax), che cura la produzione dell’album “Mietta sono io”.
Il disco viene presentato dal vivo in rassegne di rilievo come il Festival Show e il Deejay On Stage. Torna a lavorare col suo storico produttore Hernan Brando per l’EP “Respiro”, pubblicato la scorsa primavera e anticipato dai singoli “Gemelli”, “Quanto ti costa” e “Dietro”.

L’intervista a Peligro

Avevamo già avuto occasione di parlare con questo artista in occasione del suo singolo Respiro e oggi lo ritroviamo con piacere per un nuovo progetto.

Parliamo subito del tema centrale di questo tuo nuovo lavoro ovvero l’ Ikigai.
Per me è stato qualcosa di determinate che mi ha davvero aperto uno mondo nuovo e mi ha aiutato a trovare un vero equilibrio non solo personale ma anche artistico.

Quindi ti sei un po’ ritrovato o ritrovato…
Il mio è un lavoro di ricerca continuo quando mi approccio alla musica, non è un processo che ha una conclusione. Per la prima volta in questo lavoro sento di aver raggiunto qualcosa che si avvicina maggiormente a un equilibrio. Non ho la presunzione di dire di aver raggiunto il mio obiettivo perchè penso sia un concetto dinamico che si evolve con il mio evolvermi, ma ad oggi penso di esserci più vicino di quanto non lo sia mai stato.

The Ikigai Series Pt.1
Il nuovo Ep di Peligro.

Questo equilibrio di cui parli è anche, a livello musicale, con la fusione pop -rap che si percepisce dalla tua musica.
Esatto. Questo sentiero era già stato imboccato negli ultimi due lavori che ho pubblicato. Ora è qualcosa che si sta ancor più consolidando. Io voglio essere il più possibile multiforme e punto ad essere un artista completo e questo per me passa attraverso il saper padroneggiare più linguaggi.

Avendo questi due mondi musicali che si sposano insieme, chi sono nel panorama musicale soprattuto italiano i tuoi riferimenti?
Io per il rap sono cresciuto con quella branca di artisti come Gamon, Tecna, Frank Siciliano, per il pop non ho dei riferimenti chiari per il panorama italiano, mi rifaccio molto all’internazionale. Mi piacciono le gradi produzioni e quindi vado matto per artisti come Justin Timberlake, Bruno Mars, Lady Gaga. Loro riescono a creare un pop non scontato.

Come mai la scelta di un titolo in inglese “Daydream” per il tuo singolo e poi invece il brano è in italiano?
Non c’è un motivo preciso… certe cose si sentono.

Peligro scriverà sempre in italiano o c’è anche un’ipotesi internazionale?
Per me la cosa più importante in assoluto è la credibilità, quindi per decidere di scrivere in una lingua diversa dalla mia lingua madre devo essere tanto padrone di quella lingua da essere credibile quando canto in quella lingua. Io tra l’altro sono laureato in lingue ma non mi sento pronto… non mi sento di passare per l’italiano che canta in inglese o spagnolo!

Peligro 2.0 cosa mi aspetto?
Un Peligro in continua evoluzione. Per me una delle cose più importanti è non sentirmi mai arrivato a un’ipotetica destinazione perché penso sia la morte dell’arte. Io voglio fare più cose possibili e voglio toccare più mondi possibili a livello musicale. Voglio continuare a cercare, sperimentare, esplorare, crescere e evolvermi.

Nel tempo, anche anni fa, hai mai pensato alla strada di un Talent?
Assolutamente si. Io credo che i Talent non siano ne buoni ne cattivi. Sono uno spettacolo televisivo in cui la musica recita una parte importante anche se non necessariamente protagonista. Possono essere uno strumento che aiuta un artista o che gli fa del male, dipende da tanti fattori. Qualora un domani dovessi farlo non lo farei senza avere le spalle coperte. Il problema è quello che succede dopo il talent se non viene affrontato con un’idea, un piano, una strategia, senza questo un artista può bruciarsi.
Non lo escludo ma bisogno andarci con coscienza.

Un Festival invece?
Beh anche più Festival perchè no…

Il video di “Daydream” di Peligro.

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