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EMOJI – Accendi le Emozioni – Anche un Emoji non può accontentarsi di una sola emozione! – Il telecomando della zia Elena!
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EMOJI – Accendi le Emozioni – Anche un Emoji non può accontentarsi di una sola emozione! – Il telecomando della zia Elena!

Emoji - Accendi le emozioni

“Emoji – Accendi le Emozioni” da febbraio 2023 su Netflix, è un film del 2017 prodotto da la Sony Pictures Animation, Columbia Pictures.

Questo film è stato disponibile su diverse piattaforme, nel 2021 era disponibile anche su Rai Gulp, dal mese di febbraio di quest’anno è tornato in streaming su Netflix da dove era partito.

La trama di “Emoji – Accendi le Emozioni”

Entriamo nel mondo digitale, per la precisione entriamo nel cellulare di Alex, giovane adolescente digitale.

Gene è un emoji che vive a Messaggiopoli, città digitale all’interno dello smartphone di Alex, o meglio è una giovane emoji che vuole entrare nel “mondo del lavoro” e diventare quindi un elemento attivo e operativo.

Gene è una giovane emoji, la sua espressione di fabbrica è “bah”, perplessità e disincanto, la stessa espressione dei suoi genitori che da veri professionisti esprimono in ogni situazione e momento.

Ma Gene forse non è ancora pronto, oppure ha qualche cosa che non va, fatto sta che a lui non basta una sola espressione, una sola emozione, ma ha bisogno ed è in grado di esprimerne diverse, talora anche tutte insieme.

Quando per la prima volta, dopo aver assunto il suo posto nel cubo del panel delle emoji, viene scannerizzato per inviare una risposta al messaggio della giovane Addie (ragazzina che piace ad Alex), Gene viene preso dal panico e passa da un emozione all’altra finendo per inviare un emoji inesistente che è l’insieme di più espressioni.

Alex convinto che il suo smatphone sia malfunzionante decide di farlo resettare.

Emoji
Smile è la capostipite delle emoji, lei sa sempre che espressione avere!

Smile, la capostipite delle emoji, sempre sorridente, come vuole la sua emozione, ma perfida, stabilisce che Gene è difettoso ed invia dei bot per cancellarlo.

Gene nello sfuggire a questa condanna, incontra e viene aiutato da Gimmifive, emoji che ha perso la sua fama a causa di un uso sempre più scarso ed è stata declassata.
Gimmifive rivela a Gene che per risolvere il loro problema hanno bisogno di un hacker, uno famoso e bravissimo di nome Rebel.

Raggiunta una app di pirateria incontrano Rebel che si rivela essere anche lui una emoji di una principessa, stufa di dover corrispondere a degli stereotipi e non poter scegliere di essere ciò che vuole.
Così questo terzetto, Gene, Gimmifive e Rebel passando da un app all’altra, dal gioco di “Candy Crush” a “Just Dance” raggiungono il cloud, Dropbox.

Siamo sull’orlo della fine, Alex ha raggiunto il negozio di assistenza e sta per far resettare lo smarthphone… riusciranno le nostre emoji a non finire nel nulla? Riusciranno a trovare il loro posto nel mondo della comunicazione e delle emozioni?

Il trailer di “Emoji – Accendi le Emozioni”

Le impressioni di zia Elena

Il carattere delle immagini, apparentemente molto infantili (d’altronde i personaggi sono delle emoji!) può far pensare inizialmente che sia un film di animazione dedicato particolarmente ai più piccini.
In realtà sia per i temi che per l’ambientazione è più indirizzato ai preadolescenti e adolescenti, dei primi anni.

Infatti La storia parte da ragazzini che in qualsiasi momento sono con lo sguardo sullo schermo di uno smarthphone e sembrano comunicare, anche con chi sta loro accanto, solo tramite messaggi.
Ed è qui che compaiono i protagonisti del film, le emoji.

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Emoji che sono state inizialmente create per aggiungere ai messaggi, che sono una sintesi estrema di vocaboli (il minimo indispensabile, spesso anche con delle contrazioni) il colore dell’intonazione o della mimica facciale che viene a mancare.

Emoji
Gene è solo una delle migliaia di emoji che abitano lo smarthphone.

Qui nel film assumono un carattere d’indipendenza e poiché divengono animate, presentano il problema di essere costrette ad avere sempre una sola espressione, pur magari provando stati d’animo diversi.
Il film diviene allora un pretesto per parlare ai ragazzi di come e quando esprimere le proprie emozioni.

Parla della necessità di liberarsi degli stereotipi, di quelle che sono le attese dei genitori, piuttosto che di chi ci sta intorno per poter raggiungere uno stato in cui uno si sente libero di essere ciò che vuole e sentire ed esprimere ciò che è.
Ecco quindi Gene che scopre di avere dentro molte più espressioni di solo quella del disincanto e distacco e inizialmente pensa di essere “sbagliato” “difettoso”.

Rebel che trova, stretto e inadeguato il modello di “principessa” e prima di scegliere un modo di essere vuole conoscere e poi essere libera di scegliere.
Abbiamo Gimmifive che soffre di non essere più famoso, richiesto, alla moda.
Questo è un “must” che un po’ tutti gli ambiti sociali tendono ad imporre ed è difficile esserne immuni.
C’è anche un forte accento sull’amicizia, sul non lasciare soli, indietro i compagni.

“Che gusto c’è a essere primi, se sei da solo?”

dirà ad un certo punto Gene.

Dove vedere “Emoji – Accendi le Emozioni”

Ecco il link per vedere Emoji – Accendi le Emozioni su Netflix.


La nostra recensione


emoji
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Pro

Modo semplice e divertente per parlare della difficoltà di esprimere le proprie emozioni.

Da soli non si va da nessuna parte. Ancora una volta viene sottolineato la necessità per tutti del lavoro di squadra, di avere qualcuno che ti viene in soccorso.

Non è detto che quello che tutti si attendono da noi sia la cosa giusta per noi.

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