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Ritorno a casa – Famiglia: nido o gabbia? – La nostra recensione
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Ritorno a casa – Famiglia: nido o gabbia? – La nostra recensione

Ritorno a casa

Ritorno a casa” di Harold Pinter al Teatro Grassi
Torna al Piccolo Teatro, come ogni anno, Massimo Popolizio. Quest’anno nella veste di regista e attore di una commedia di Harold Pinter.
Una commedia in puro stile Pinteriano grottesca e drammatica insieme

La trama di “Ritorno a casa

Una famiglia tutta al maschile: il padre Max, ex macellaio e frequentatore di ippodromi, un uomo rozzo e tendenzialmente violento.
Il fratello Sam, che guida un taxi non suo e al quale Max dà costantemente del parassita.

I figli di Max, Lenny, trentenne ex pappone, mitomane che si vanta di avventure erotiche violente, unica attività studiare i cavalli delle corse per scommettere.
Joey, aspirante pugile professionista, in realtà il più fragile della famiglia. 

Il precario equilibrio familiare viene interroto e sovvertito dall’arrivo notturno di un altro figlio, Teddy, affermato professore di filosofia, che dopo sei anni torna dagli Stati Uniti con l’enigmatica moglie Ruth, madre dei loro tre figli, per presentarla ai parenti.
Ruth è l’unica donna di questa famiglia, è nativa della stessa città di Teddy che l’ha sposata prima di partire per gli Stati Uniti.

Ovviamente la presenza di una giovane figura femminile in un contesto maschile, suscita desideri e scatena dinamiche conflittuali.
Ruth evolve dalla predestinata figura di vittima passiva apparentemente fragile ad una figura con molteplici zone d’ombra, con un lavoro misterioso di “modella con il corpo”, per giungere ad assumere un atteggiamento da “dominante” con abili strategie di controllo e potere.

Ciò porterà ad un ribaltamento dell’equilibrio già precario di questo nucleo familiare, con una soluzione inattesa e sorprendente.

Il cast di “Ritorno a casa

Massimo Popolizio
Massimo Popolizio è il padre Max

Massimo Popolizio (Max): Max, interpretato da Popolizio in fondo è un uomo misero, che vuole apparire come un patriarca. Aggressivo, violento, soprattutto verbalmente, ma non solo. Popolizio sa rendere bene questa violenza, solo in parte trattenuta, mescolandola con tratti che fanno apparire il suo personaggio a tratti anche ridicolo, e sicuramente grottesco.


Paolo Musio (Sam), Christian La Rosa (Lenny), Alberto Onofrietti (Joey): tutti, quasi tutti, i maschi della famiglia di Max, ognuno con le sue caratteristiche disfunzionali.

Paolo Musio è il fratello Sam, non si è creato una famiglia sua, è rimasto più o meno a carico del fratello. Fa il taxista, però non è neanche proprietario del mezzo; si fregia, ma forse si illude solamente, di essere il più ricercato autista per le sue capacità di guida e di intrattenitore.
In realtà, almeno in famiglia, è disprezzato da tutti e considerato un fallimento. Tanto che alla fine, per rabbia e frustrazione, finirà per rivelare tradimenti familliari.
Pusillanime e parassita.

Christian La Rosa è Lenny, uno dei figli, dedito al gioco alle scommesse, a traffici non del tutto leciti. Si intuisce, soprattutto dal suo modo di approcciarsi con la novella cognata, che tra le sue attività c’è anche quella del protettore, del “pappone”! Abile Christian La Rosa a fornire a Lenny questi tratti molto sguaiati, sopra le righe, tanto da richiamare un rapper moderno.

Alberto Onofrietti è l’altro figlio, Joey. Solo apparentemente più “regolare”; lavora, ma soprattutto si allena perché vuole diventare un pugile professionista. Si intravede però nel procedere dell’opera, come Joey sia in realtà un po’ lento nei processi mentali e sicuramente un soggetto fragile dal punto di vista psicologico.

Eros Pascale (Teddy), Giorgia Salari (Ruth): il terzo figlio di Max, Teddy, per certi aspetti sembra quasi un figlio adottato. Totalmente diverso dai fratelli, acculturato, è un professore di filosofia, ha lasciato la famiglia, quasi una fuga, per andare a lavorare, con successo, negli Stati Uniti. Si è sposato, di nascosto e in segreto, con una donna locale e negli Stati Uniti si è costruito una famiglia con tre figli.

Eppure al suo rientro sembra ancora in cerca dell’approvazione del padre e dei fratelli, timoroso di non piacere ed incapace di opporsi alle interferenze della sua famiglia.

Giorgia Salari con il suo personaggio di Ruth è l’unica donna in questo universo maschile. Figura ambigua che inizialmente si presenta come una donna della medio borghesia il cui ruolo è quello di moglie e madre, ma che ben presto mostra lati più oscuri ed un carattere ben deciso, tanto che infine si dimostra essere una dominatrice che mette tutti i maschi al suo servizio.

Trailer di “Ritorno a casa


Il cast tecnico e artistico

In scena: Massimo Popolizio, Christian La Rosa, Paolo Musio, Alberto Onofrietti, Eros Pascale, Giorgia Salari

di Harold Pinter
traduzione Alessandra Serra
regia Massimo Popolizio
coreografia Simona Nocco
scenografia Maurizio Balò
costumi Gianluca Sbicca
i costumi di Giorgia Salari sono di Antonio Marras
light designer Luigi Biondi
sound designer Alessandro Saviozzi
scenografo collaboratore Andrea De Micheli
aiuto regia Mario Scandale
assistenti alla regia Alessia Giglio, Giorgio Sales

produzione Compagnia Umberto Orsini
in coproduzione con Teatro di RomaTeatro Nazionale, Piccolo Teatro di MilanoTeatro d’Europa


La nostra recensione


Questa commedia di Harold Pinter appare quasi comica perché i personaggi sono in alcuni casi portati un po’ all’estremo, ma a ben guardare si rivela una realtà minacciosa ed aggressiva.

Gli uomini di questa famiglia sono, ognuno a suo modo, dei falliti, cialtroni, senza un futuro che vivono alla giornata. Cercano di mascherare questo loro vuoto con la violenza, fisica talora, ma molto più verbale

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Scandalo

Una situazione tanto opprimente e soffocante che Teddy, il terzo fratello, è praticamente fuggito in America per costruirsi una vita diversa. Così come la moglie Ruth sposata di nascosto e emigrata anche lei con Teddy.

Teddy sembra quasi un alieno, sembra non aver nulla in comune con questa famiglia, eppure sente il bisogno, in occasione del viaggio in Europa, di tornare in famiglia, per presentare la moglie. Sembra aver bisogno di farsi riconoscere, di farsi accettare, mentre finisce per divenire oggetto di derisione. Si trova a subire le prepotenze e decisioni del padre e dei fratelli, diviene vittima.
L’unico modo per salvarsi e ritornare in America anche a costo di abbandonare lì la moglie.

Ritorno a casa
Una “famiglia” quasi surreale

La moglie Ruth è un personaggio tra l’ambiguo ed il misterioso.
Giovane moglie e madre di un rispettabile professore? Si, ma il suo passato è misterioso, alcune frasi e atteggiamenti lasciano intendere che precedentemente le sue attività fossero più postribolari.

Comunque Ruth da vittima designata di maschi rudi ed aggressivi si trasforma in donna dura e dominante. E’ lei infine a dirigere ed usare i quattro maschi.

Ancora una volta una realtà sociale di relazioni familiari aride, improntate sul potere e sul possesso che determinano infine solitudine, vuoto, povertà di spirito.

Info e biglietti

Teatro Grassi

Ritorno a casa

dal 10/02/2026 all’1/03/2026

INFORMAZIONI BIGLIETTERIA
Biglietteria del Teatro Grassi
V. Rovello 2 (M1 Cordusio)
Informazioni e prenotazioni 02.21126116 – www.piccoloteatro.org

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