“Il fuoco era la cura” – creazione Sotterraneo al Teatro Studio Melato.
Dopo il successo delle due passate stagioni torna il collettivo Sotterraneo con Il fuoco era la cura liberamente tratto dal capolavoro di Ray Bradbury, Fahrenheit 451.
Nel 1966, il regista francese François Truffaut ne ricava una versione cinematografica (in lingua inglese).
Nella stagione 2023/24 Sotteraneo ha scelto di adattare per il teatro questo classico della letteratura del Novecento, poiché si ritrovano nelle righe di questo racconto afffinità inquietanti, non solo con periodi storici passati, ma anche con quello attuale.
La trama di “Il fuoco era la cura“
I cinque performer esordiscono presentandosi e dando ad intendere che ci troviamo proiettati in un futuro, nel 2051 per la precisione, dove la realtà immaginata nel romanzo di Bradbury si è realizzata, svolgono un immaginario dialogo intervista con il pubblico dove rispondono a domande su com’è questa realtà priva di parole scritte, di teatro.



Intanto ripercorrono le tappe essenziali del romanzo di Bradbury che immagina un futuro distopico, in cui un governo autoritario ha vietato alla popolazione di leggere e di custodire in casa libri: la parola scritta è stata soppressa.
Incaricato di far rispettare la legge è il corpo dei pompieri, che ha il compito non più di spegnere gli incendi ma, all’opposto, di bruciare i libri e chi li possieda.
Il protagonista, il pompiere Guy Montag ha una progressiva presa di coscienza, anche grazie all’incontro con la giovane dissidente Clarisse e diviene sempre più
critico nei confronti del regime fino ad abbandonare il suo lavoro e la comunità dove vive, per raggiungere una comunità segreta tra i boschi dove preservano nella memoria i testi dei libri.
Il cast di “Il fuoco era la cura“
Flavia Comi, Davide Fasano, Fabio Mascagni, Radu Murarasu, Cristiana Tramparulo: un gruppo diverso di performer, rispetto a quelli che avevamo visto in “L’angelo della storia”, ma anche in questo caso un gruppo che funziona all’unisono. Questa grande capacità di uscire ed entrare in quadri diversi, in epoche diverse, attraversando storie di secoli.
Trailer di “Il fuoco era la cura“
La nostra recensione
Sempre di grande interesse e stimolo gli spettacoli di Sotteraneo.
Ispirato a Fahrenheit 451 di cui mantiene lo schema essenziale della trama, vi si sovrappongono altri strati sia temporali che di lettura.
Il romanzo di Bradbury scritto negli anni ’50 immaginava un futuro ambientato negli anni ’20 del XXI secolo, cioè nei giorni nostri.
Sotterraneo immagina un gruppo di attori in un futuro ancora più avanti, nel 2051 dove questa realtà di Bradbury si è pienamente realizzata.
Con questo escamotage il pubblico è portato ad interrogarsi, a riconoscersi in gran parte delle situazioni, e delle citazioni.
Davvero il futuro immaginato da Bradbury, che è oggi il nostro presente, era solo fantasia? Oppure era, è, un allarme, un metterci in allerta?
I libri, la parola scritta hanno da sempre suscitato la preoccupazione, il sospetto nei detentori di potere.
Sui due schermi sul fondo della scena compaiono mano a mano scritti, citazioni, che ci ricordano che già nei secoli prima di Cristo, vi sono stati nella storia roghi di libri. Cominciando dalla famosa biblioteca di Alessandria fino ai giorni nostri.



La figura della moglie di Guy Montag, che passa il suo tempo immersa nel visore a seguire questi “pagliacci bianchi”, intrattenimento puro, fatto solo d’immagini, privo di qualsiasi pensiero, è un immagine inquietante di molti giovani, ma non solo giovani, del mondo odierno.
Ci sono altri due elementi che aggiungono altre sfumature al gioco di futuro distopico.
Una è la scelta di proiettare alcune frasi, talora citazioni su due schermi sul fondo scena. Le frasi spesso appaiono in contraddizione l’una con l’altra. I due schermi hanno uno sfondo l’uno rosso e l’altro blu. L’insieme mi ha ricordato il famoso dilemma di Neo in Matrix: la scelta tra “pillola rossa” e “pillola blu”, tra verità talora scomoda e illusione rassicurante e anestetizzante.
L’altro elemento è la scelta della colonna sonora.
Nei quadri, nelle scena in cui sono presenti i pompieri e i clown le canzoni hanno per tema il fuoco.
In tutte le altre situazioni le canzoni sono ispirate a libri, brani con titoli e testi
che hanno preso spunti da romanzi e saggi che avevano suggestionato i musicisti.
Per fortuna che nella storia c’è sempre qualcuno che ha uno sguardo critico e libero e che ha il coraggio di scegliere la “pillola rossa“.
Il Cast Artistico e Tecnico
In scena: con Flavia Comi, Davide Fasano, Fabio Mascagni, Radu Murarasu,
Cristiana Tramparulo
Creazione Sotterraneo
ideazione e regia Sara Bonaventura, Claudio Cirri, Daniele Villa
scrittura Daniele Villa
luci Marco Santambrogio
abiti di scena Ettore Lombardi
suoni Simone Arganini
coreografie Giulio Santolini
oggetti di scena Eva Sgrò
Produzione Teatro Metastasio di Prato, Sotterraneo, Piccolo Teatro di Milano –
Teatro d’Europa, Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale
Teatro Studio Melato
Il fuoco era la cura
dal 13/10/2026 al 25/10/2026
Biglietteria Teatro Studio Melato
Via Rivoli 6 | M2 Lanza
Aperta solo nei giorni di spettacolo, a partire da un’ora prima dell’inizio della recita in programma.

