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LA TEMPESTA – ovvero la commozione e la forza scenica imperdibile di Alessandro Serra

LA TEMPESTA – ovvero la commozione e la forza scenica imperdibile di Alessandro Serra

La Tempesta

Dopo l’ormai leggendario Macbettu, con il suo legame profondo e ancestrale con la tradizione sarda e il Giardino dei Ciliegi, elegante e raffinato, Alessandro Serra, regista di straordinaria qualità e contemporaneità, torna a Milano, al Piccolo Teatro, con “La Tempesta” in scena fino al 27 Novembre 2022.

La trama de “La Tempesta”

Amori, intrighi politici, la relazione con la natura e con il diverso: questi gli ingredienti del testo Shakespeariano del 1611, una vicenda complessa, iper stratificata, densa di significati e possibili letture sceniche.

La scena si apre su un quadro statico, immerso nell’oscurità: vediamo un corpo di donna sdraiato e un telo: ben presto la scena si anima. Ariel, spirito dell’aria asservito a Prospero, con i suoi movimenti, fa ondeggiare il telo e mima la tempesta che si abbatte su un mondo buio, quasi sotterraneo, un’isola sperduta nel Mediterraneo.

Questa tempesta, ordita dalle arti magiche di Prospero, è l’inizio dello spettacolo nello spettacolo: fa naufragare la nave in cui viaggiano Alonso, re di Napoli, suo figlio Ferdinando, Antonio Duca di Milano e i membri del loro seguito, provenienti dal matrimonio di Clarabella, figlia di  Alonso, in Africa.

Sull’isola, infatti, sospesi  in un esilio che si protrae ormai da dodici anni, Prospero, ex duca di Milano spodestato dal fratello Antonio, potente mago dalla conoscenza enciclopedica, e la figlia Miranda, incarnazione di una bellezza ingenua, virginale e pura, mai corrotta dall’incontro con il mondo. Prospero è la forza “civilizzatrice” del sapere e dell’occidente: ha colonizzato l’isola, strappandola al suo unico abitante e sovrano, Calibano, mostro deforme e unica presenza umana sull’isola.

Prospero gli ha donato l’uso della parola e del raziocinio, ma il mostro gli è indispensabile per il fuoco, per il cibo e per la legna. Calibano è la cupidigia, la bramosia degli istinti ferini e sessuali, è una figura scaltra e astuta, pronto ad adorare con finta devozione chiunque possa riportarlo al controllo dell’isola, qui rappresentati dai marinai viziosi e corrotti Stefano e Trinculo.

Sull’isola, separati, ma destinati a riunirsi in un quadro sereno di perdono e pacificazione, si muovono i personaggi: il bel Ferdinando che si innamora, ricambiato, di Miranda e la corte, con le sue tensioni politiche, la visione di un mondo pacificato e libero dal vecchio consigliere del sovrano e il terzetto popolano e basso, pronto a uccidere Prospero pur di imporre la loro visione di un mondo carnevalesco e popolano, alla rovescia.

Il cast de “La Tempesta”

Alessandro Serra ha costruito con estrema attenzione  il  cast de La Tempesta: i personaggi, per quanto numerosi, costruiscono una compagine affiatata e omogenea. Rispetto alla regia e alla forza della scena e della rappresentazione,  la loro interpretazione è sommessa e in tono quasi minore.

La tempesta
Marco Sgrosso è Prospero, qui con la figlia Miranda, Maria Irene Minelli (photo Alessandro Serra).

Marco Sgrosso (Prospero): attore, regista e docente, insieme a Elena Bucci forma l’altra metà della compagnia “Le Belle Bandiere”.
La sua è una figura di mago orgogliosa e altera, magnetica e intensa, che emerge dalla scenografia essenziale e dai toni oscuri, abbigliato in un bianco abbacinante. È l’incarnazione della forza del sapere e del “libro”, della magia della rappresentazione teatrale e, allo stesso tempo, un padre e un regista che sa che la fine del suo personale spettacolo si sta avvicinando.

Maria Irene Minelli (Miranda): è una fanciulla ingenua, innocente e che però esercita un fascino irresistibile sulle figure maschili dell’isola.

Chiara Michielin
Chiara Michielin è Ariel.

Chiara Michielini (Ariel): interpreta la servetta magica. Attrice e danzatrice, collaboratrice ai movimenti di scena di Macbettu e già protagonista per Alessandro Serra dello spettacolo “L’Ombra della Sera”. A lei spetta il compito di aprire lo spettacolo, con una performance fisica di sicuro impatto visivo, intensa e coinvolgente. La resa del personaggio risente forse dell’abituale caratterizzazione dello spiritello: la voce è volutamente stridula, infantile quasi e  giocosa.

La tempesta
A sinistra Trinculo, Massimiliano Poli, a destra Stefano, Vincenzo del Prete (photo Alessandro Serra).

Vincenzo del Prete e Massimiliano Poli (Stefano e Trinculo): loro sono la forza comica.
Il primo è attore, collaboratore, aiuto regista di Danio Manfredini, mentre Massimiliano Poli è stato già scelto da Serra per il Giardino dei Ciliegi. I due sono protagonisti di gag gustose e riuscite.
Come di consueto i due marinai sono caratterizzati in senso basso, macchiettistico e volgare: si esprimono in dialetto – napoletano e un incomprensibile pugliese – animalesco, fisico e ferino e sono pertanto le figure più vicine al mondo e alla prospettiva di Caliban.

La Tempesta
Caliban, interpretato da Jared McNeill

Jared McNeill (Caliban): performer e artista attivo in diversi ambiti, dal teatro alla musica, per dieci anni membro della compagnia internazionale di Peter Brook. La sua interpretazione è terrigna, ancestrale e appassionata. Le sue grida sono strazianti, il dolore per il dominio perduto sulla sua isola e la schiavitù alla parola occidentale sembrano implacabili. Caliban è una figura ambigua: l’altro dominato dal colonizzatore occidentale e l’espressione oscura dell’istinto, del desiderio e dell’adorazione del vizio.

Più convenzionali le scelte interpretative dei personaggi di corte.


La nostra recensione


La tempesta è uno dei testi più forti ed enigmatici di Shakespeare, è la sua ultima opera e reca, ineludibile, la traccia della fine imminente, dello spettacolo della vita e della carriera del drammaturgo. Ad Alessandro Serra va sicuramente il merito di aver saputo rendere tutta la complessità dello spettacolo e di aver sviluppato con attenzione e consapevolezza i diversi filoni interpretativi del testo, di cui ha curato il riadattamento e la traduzione.

Il suo è un teatro di grande regia, che è sempre magnifica e potente: Prospero è il regista dello spettacolo e Alessandro Serra si diverte a riaffermare la sua presenza continuamente, come narratore, regista e creatore di luci. Gli effetti scenici sono come sempre raffinati, eleganti e capaci di abbagliare il pubblico: la scena interseca oscurità e luce, richiamo alla contemporaneità e Rinascimento.

Divertenti i giochi scenici, con la rella di vestiti che a sorpresa scende dal soffitto, la festa nuziale di Miranda e Ferdinando in bianco, i colori e le gag clownesche del trio Stefano-Trinculo e Calibano e  i richiami al mondo del circo e alla cultura camp (e come non pensare a Derek Jarman!).

Una presenza sentita e quasi ingombrante, quella del regista, che cura anche le scelte musicali che di nuovo sono un corollario imprescindibile alla resa scenica degli spettacoli di Serra. L’unica pecca? una regia così imponente e capace rischia di mettere in ombra l’impianto interpretativo: nel complesso, infatti, per il pubblico manca forse l’ultimo finale abbandono alla finzione, proprio perché la recitazione è sommessa e quasi artificiosa. 

Un plauso va  allo studio dei movimenti di Ariel e Caliban, i personaggi più folgoranti dello spettacolo insieme a Prospero, volutamente reso una figura ormai al tramonto.  Estremamente suggestive le parti di movimento con maschere animali e le marionette che compaiono a inizio spettacolo, Serra si dimostra, ancora maestro di colpi di scena.

La messinscena è commovente, ci riporta continuamente al  senso di una fine imminente, di un mondo e di un sistema di valori destinato a sparire.
Spinte vitali e mortifere, grida ancestrali, desiderio di libertà e amore si affiancano a un rapporto ambiguo e controverso con l’ambiente e la natura: i potenti vorrebbero dominarla e controllarla, mentre altri, da Caliban al vecchio e onesto consigliere Gonzalo, auspicano un ritorno a una relazione armonica e una condivisione democratica tra gli uomini.

La Tempesta è una sintesi riuscita tra le atmosfere ancestrali, l’energia e la forza travolgente di Macbettu e il tono freddo, cristallizzato e soffocante del Giardino dei Ciliegi. Chissà se Serra riuscirà a trovare una nuova via nel suo prossimo spettacolo e ad affrancarsi dal successo della sua prima rappresentazione.


Info&Biglietti

La tempesta

di William Shakespeare 
traduzione e adattamento Alessandro Serra
con (in ordine alfabetico) Andrea Castellano, Vincenzo Del Prete, Massimiliano Donato, Salvo Drago, Jared McNeill, Chiara Michelini, Maria Irene Minelli, Valerio Pietrovita, Massimiliano Poli, Marco Sgrosso, Marcello Spinetta, Bruno Stori 
regia, scene, luci, suoni, costumi Alessandro Serra 
collaborazione alle luci Stefano Bardelli 
collaborazione ai suoni Alessandro Saviozzi 
collaborazione ai costumi Francesca Novati 
maschere Tiziano Fario
consulenza linguistica Donata Feroldi
produzione Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale / Teatro di Roma – Teatro Nazionale / Emilia Romagna Teatro ERT – Teatro Nazionale / Sardegna Teatro / Festival d’Avignon / MA scène nationale – Pays de Montbéliard 

in collaborazione con Fondazione I Teatri Reggio Emilia / Compagnia Teatropersona

Lo spettacolo ha debuttato in prima nazionale alle Fonderie Limone di Moncalieri (TO) martedì 15 marzo 2022

15-26 novembre 2022
Piccolo Teatro Streheler
Biglietti: www.piccoloteatro.org

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