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“STABAT PATER – Viaggio tra padri combattenti” in scena al Teatro Litta raccontato da Elena Lolli.

“STABAT PATER – Viaggio tra padri combattenti” in scena al Teatro Litta raccontato da Elena Lolli.

Stabat Pater

Storie di padri “combattenti” che ogni giorno si confrontano con le esistenze fragili dei loro figli.

Elena Lolli e Manuel Ferreira

Stabat Pater – Viaggio tra padri combattenti è il nuovo progetto di inclusione sociale a cura di Alma Rosé in collaborazione con Sanpapié in scena al Teatro Litta di Milano dal 10 al 12 Novembre.
Uno spettacolo nato dalla volontà di farsi “portavoce” delle storie di quei padri che cercano una risposta a un dolore che ha segnato la loro vita e il loro ruolo di genitore. Padri di figli che non parlano, non camminano, non ridono come tutti gli altri bambini.

Padri che si sono sentiti derubati due volte: la prima quando si sono sentiti privati del figlio che sognavano, la seconda volta quando si sono sentiti derubati del loro ruolo, quello di insegnare al figlio a fare tante cose, di portarlo nel mondo. Saranno invece tante le cose che il figlio non potrà fare e anche il mondo che si troverà davanti non lo faciliterà.

La locandina di Stabat Pater
La locandina di “Stabat Pater – Viaggio tra padri combattenti”

La sinossi dello spettacolo “Stabat Pater”

Il progetto vuole dar voce a storie vere, raccolte attraverso le nostre interviste e i nostri incontri, testimonianza viva di quei padri “combattenti” che ogni giorno si misurano davanti alle esistenze fragili dei loro figli e che hanno saputo trasformare il loro dolore in un nuovo progetto di vita. Storie che ci mettono davanti alla fragilità maschile, spesso nascosta o ignorata perché ancora tabù. Eppure, è proprio da quella che si costruisce una forza. 

Elena Lolli ci racconta il suo “Stabat Pater- Viaggio tra padri combattenti” scritto a 4 mani con Manuel Ferreira.

“Stabat Pater” sposta, con grande coraggio mi permetto di sottolineare, l’attenzione dalla figura femminile, da sempre centro della famiglia, a quella del padre e della sua sofferenza di fronte al dramma della disabilità di un figlio. Come mai questa scelta?
Il concetto di paternità è finalmente cambiato. Noi raccontiamo la storia “esasperata” di padri che accudiscono i loro figli 24 ore su 24. Situazioni in cui il padre sostituisce la madre. Si tratta di figli che hanno “un’esistenza limitata” diventano grandi anche fisicamente e la madre non è più in grado di tenerli.
Io avrei amato molto avere un padre più presente mentre nella cultura di 20/30 anni fa non c’era ancora questa concezione della famiglia.
Noi abbiamo incontrato i genitori che raccontiamo nello spettacolo e loro non sono solo padri, sono madri, sono tutto.

L’altro lato della medaglia però è dato dalla realtà esterna alla famiglia che purtroppo non è ancora pronta a accoglie questi “figli”, motivo per cui nasce la definizione “Padri combattenti”.
Più ci si guarda attorno e più ci si rende conto quanto siamo impreparati: le barriere architettoniche, l’inclusione lavorativa, la disabilità nella scuola…
Ma soprattuto la nostra testa, il nostro pensiero non è ancora pronto a vedere in questa forma di esistenza una “diversa forma di esistenza” una fragilità che fa parte della nostra natura.
Purtroppo il mondo fuori rema in senso opposto e non è abbastanza accogliente ed ecco perchè abbiamo i “padri combattenti”.

Durante lo spettacolo una voce fuori campo recita il “Stabat Pater” che ci fa ovviamente tornare alla mente lo “Stabat Mater”.
Tutto lo spettacolo vuole richiamare lo “Stabat Mater” che evoca l’immagine della madre ai piedi del figlio crocifisso. Non possiamo nascondere la situazione di dolore che pervade i genitori di questi ragazzi, sono vite faticose.
Vorrei però sottolineare che lo spettacolo non è pesante, è profondo ma non torniamo a casa massacrati perché racconta l’irrinunciabile voglia del padre di andare avanti e trasformare la realtà. Il punto però è che o lo facciamo tutti o da soli loro non ce la possono fare.

Una scena da Stabat Pater
Una momento molto intenso da “Stabat Pater – Viaggio tra padri combattenti”

La scelta che, insieme a Manuel Ferreira, sul palco ci sia un ballerino a raffigurare la disabilità, quasi a togliere il sigillo di qualcosa di gravoso portando la leggerezza della danza…
Per prima cosa interpretare attorialmente la disabilità è qualcosa di impossibile e anche molto rischioso.
Abbiamo così pensato ad un attore e un danzatore che parlassero due linguaggi diversi e che nel tempo di una notte cercano di incontrarsi e trovare dei punti d’incontro.
Il ballerino non fa il disabile, fa il danzatore che evoca il movimento scoordinato, gli occhi che si muovono in un campo visivo più largo… e in tutta questa fisicità tra padre e figlio c’è un amore dirompente che non ha bisogno di parole.

Voi avete detto che questo spettacolo nasce dall’ascoltare storie di vita vera, come ne siete usciti illesi da emozioni così forti?
Noi abbiamo carissimi amici che conosciamo da molti anni e che hanno avuto dei figli disabili e questa cosa, quindi, ci è venuta incontro e l’abbiamo vista con i nostri occhi toccandoci profondamente vedendo come la loro vita fosse cambiata.
Da questi incontri inoltre è emerso sempre più il tema del dolore maschile che è da sempre un grande tabù.

Elena, cosa vorreste che portasse a casa uno spettatore dopo aver visto “Stabat Pater”?
Molti spettatori riescono a specchiarsi nel rapporto con il figlio a prescindere dalla disabilità.
È uno spettacolo che pone tante domande ai genitori.
Le persone che conosco e che lo hanno già visto hanno portato con loro una grande commozione e hanno anche realizzato un pensiero moto importante che spesso, anche quando va tutto bene dimentichiamo e che ci dovremmo dire più spero ovvero “quanto fortunato sono”.
Per i papà di figli disabili è invece il ritrovare un momento, uno spazio in cui la storia possa essere racconta, ascoltata e quindi condivisa.
La disabilità non è “un dono di Dio” bensì una grande fatica esistenziale e anche una grande domanda: “Ha senso vivere così?”.

Il cast artistico e tecnico di “Stabat Pater”

Autori:  Elena Lolli e Manuel Ferreira 

Protagonisti: Manuel Ferreira (attore) e Gioele Cosentino (ballerino)

Regia: Claudio Orlandini  

Musiche: Mauro Buttafava

Coreografia: Lara Guidetti

Il Trailer di “Stabat Pater – Viaggio tra padri combattenti”

Info e biglietti

Teatro Litta

da giovedì a sabato ore 20.30 

intero 25,00€ – convenzioni 20,00€, ridotto Arcobaleno (per chi porta in cassa un oggetto arcobaleno) 20,00€, Under 30 e Over 65 – 15,00€, scuole di teatro e Università 15,00€, ridotto bicicletta € 15,00, ridotto DVA 12,50€, scuole MTM, Paolo Grassi, Piccolo Teatro 10,00€, tagliando Esselunga di colore ROSSO, prevendita 1,80€

durata dello spettacolo: 60 minuti 

Info e prenotazioni biglietteria@mtmteatro.it – 02.86.45.45.45

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Abbonamenti: MTM La cura e l’artificio, MTM La cura e l’artificio Over 65, MTM Carta Regalo x2, MTM Carta Regalo x4.

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