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SIMONA SEVERINI: “Amo pensare e lo rifletto nella mia musica”. Il nuovo singolo “Non faccio niente”. Intervista esclusiva.

SIMONA SEVERINI: “Amo pensare e lo rifletto nella mia musica”. Il nuovo singolo “Non faccio niente”. Intervista esclusiva.

Simona Severini

Pensare è la cosa che mi piace fare di più, è un momento in cui la mente viaggia libera, vive una vita parallela, come nei sogni e nel dormiveglia.

Simona Severini

NON FACCIO NIENTE” (Virgin Records / Universal Music) è il nuovo brano dell’eclettica cantautrice milanese SIMONA SEVERINI.

Un nuovo percorso con “Non faccio niente”

Scritto dalla stessa Simona e composto insieme al produttore Luca Mattioni, “NON FACCIO NIENTE” è un elegante viaggio introspettivo fatto di vocalità soul e giochi ritmici, in equilibrio tra cantautorato pop e le sonorità della nuova scena urban e R’n’b internazionale. Il brano segna l’inizio di un nuovo percorso per Simona che la vede affiancata da alcuni dei musicisti più importanti della scena italiana come Giorgio Secco alle chitarre, Diego Corradin alla batteria, Andrea Torresani al basso e Luca Mattioni a synth, tastiere e produzione artistica.

Conosciamo meglio Simona Severini

Simona Severini
Simona Severini, cantautrice

Nata a Milano, Simona Severini compie i primi passi nel mondo della musica iniziando a studiare, sin da bambina, la chitarra classica. A 20 anni si appassiona al jazz e intraprende diverse collaborazioni con noti musicisti e compositori italiani, tra cui Enrico Pieranunzi con cui ha registrato dischi in Italia e Francia e con cui collabora tuttora. 
Calca i palchi dei principali Jazz Festival in Italia ed Europa tra i quali Umbria Jazz, Festival dei Due Mondi di Spoleto, Paris Jazz Vocal, Festival da Jazz St. Moritz, London Jazz Festival IIC di Londra e Oslo e XJazz! di Berlino. Con il trio Fedra, che esplora la soglia tra musica jazz e musica antica, si esibisce alla Cappella Paolina del Quirinale per Rai Radio Tre e in festival di musica classica tra cui la Festa dell’Opera di Brescia e la Filarmonica di Trento
Ha avuto esperienze nel teatro come cantante-performer: nel 2017 ha debuttato al Piccolo Teatro di Milano nei panni di Miranda in un concerto-performance dedicato a “La Tempesta” di Shakespeare e ha preso parte allo spettacolo “In attesa di Giudizio”, in scena al Maschio Angioino in occasione del Napoli Teatro Festival. Nel 2010 fonda un duoLe Pinne, con cui si esibisce al MEI – Meeting delle Etichette Indipendenti. Nel 2016, in occasione dell’anniversario della nascita di Lucio Dalla, pubblica “Futura / il Coyote”, un Ep contenente i due brani registrati nello studio di Dalla.
Terminata l’esperienza con il duo, Simona intraprende la carriera di solista e, accompagnandosi alla chitarra, suona in diversi club tra i quali il Blue Note di Milano. Nello stesso anno è finalista a Musicultura e partecipa a Sanremo Giovani, arrivando alla fase delle semifinali. 
Inizia a scrivere con Pacifico. Nel 2019 in occasione della festa della donna canta al Quirinale, dove è presente anche il Presidente della Repubblica che la nomina Cavaliere. Nel 2020 pubblica “Ipotesi”, il suo primo EP da solista.

Quattro chiacchiere con Simona Severini

Il tuo nuovo brano si intitola “Non faccio niente” ma in realtà tu fai un grande viaggio al suo interno.
Il titolo è un po’ ironico perché sembra che non faccia niente ma poi non è vero. Il brano parla del fatto che a me piace molto pensare e fare attività intellettuali e quando sei fermo e rifletti all’esterno può sembrare che non si faccia niente.

Non Faccio niente cover
La cover di “Non faccio niente”

Questo periodo in cui il mondo sembra essere un po’ cambiato ti è servito per riflettere un po’ di più o ti ha creato de i blocchi?
Un po’ entrambe le cose. Io sono sempre stata una persona molto riflessiva e mi piace molto prendermi del tempo per me, lo trovo necessario.
Nei periodi di lockdown io mi sono sentita più bloccata perchè per me pensare fa parte della vita attiva e quindi in quel periodo è andato un po’ tutto in sospensione.

Hai fatto anche un nuovo percorso musicale all’interno dei diversi generi che vai a toccare. E’ un nuovo inizio per te.
Si da fuori si, diciamo un punto di arrivo di un percorso che già da un po’ di anni va in questa direzione.
Sono partita da lavorare chitarra e voce fino ad arrivare a un progetto più arrangiato con una band, sempre con suoni che rimandano al mio ambito di provenienza ovvero il jazz.

Tu attingi anche a musicisti internazionali, che per te sono un punto di riferimento, in questa nuova scrittura. Hai anche nel panorama musicale italiano artisti in cui ti ritrovi?
Ho vari riferimenti più che altro per quanto riguarda la scrittura tra cui Nicolò Fabi e Pacifico con cui ho collaborato e mi piace molto. Stimo molto anche Colapesce e Giovanni Truppi.
Lui è stato per me un riferimento anche quando la sua musica era più di nicchia e sono molto contenta della sua partecipazione sanremese e ho tifato per lui.

Tu inizi i tuoi studi partendo dalla chitarra classica. Questa base classica quanto ti è servita come cantautrice?
Sicuramente me la trovo nel modo di suonare la chitarra. Io cerco di riportare tutte le cose che ho studiato e che ascolto nelle mie sonorità.
Nella musica classica ad esempio, c’è la possibilità di dilatare il tempo, non è sempre ritmica, e questo mi piace molto applicarlo alle mie composizioni sopratutto nei live.

Una cosa che mi ha molto colpito è che nelle tue tantissime esperienze artistiche ce n’è anche una di cantante performer nel teatro.
Si, è successo per caso. Sono stata chiamata come cantante (almeno così credevo) e, una volta entrata in Teatro, ho capito che non esiste la cantante che sta ferma ma si deve interagire con gli attori e devo dire che è stata un’esperienza molto particolare e bellissima fatta in posti pazzeschi come il Piccolo Teatro di Milano e con registi e attori che sono grandi artisti, imparando così tantissimo da loro.

Simona Severini
Simona Severini: pensare è per me linfa vitale.

Un’altra cosa molto bella e importante all’interno del tuo percorso artistico è che sei stata nominata Cavaliere della Repubblica. Come è stata questa esperienza?
E’ stato veramente emozionante, molto più di quanto mi aspettassi. E’ stato un grande onore e non pensavo mi sarebbe mai successo… mi sono messa anche a piangere.

E’ appena finita l’avventura del Festiva di Sanremo. Potrebbe esser parte dei tuoi progetti?
Mi piacerebbe molto e la troverei un’esperienza divertente.

Chi ti piace di più dei cantanti che sono stati in gara e chi hai tifato di più?
Io ho sempre apprezzato fin dagli inizi La Rappresentate di Lista. Loro hanno sempre fatto dei dischi bellissimi e anche sul palco hanno una presenza importante.

Dopo questo “Non faccio niente” cosa ci aspettiamo?
In teoria non dovrei fare niente… ma in pratica altre canzoni e sicuramente un disco.

Ascoltiamo “Non faccio niente ” di Simona Severini.

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