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GIUSEPPE FISICARO: “Un artista deve raccontare se stesso e la sua verità e noi dobbiamo aiutarlo a crescere”. Intervista esclusiva con il fondatore di Digital Noises.
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GIUSEPPE FISICARO: “Un artista deve raccontare se stesso e la sua verità e noi dobbiamo aiutarlo a crescere”. Intervista esclusiva con il fondatore di Digital Noises.

Giuseppe Fisicaro

Se siamo tutti Artisti… il pubblico dov’è?

Giuseppe Fisicaro

La discografia, il management artistico il publishing… un mondo di cui si parla tanto a volte anche con un atteggiamento non molto positivo e propositivo.
Questo forse perchè dovremmo conoscere meglio i retroscena e imparare a fidarci delle persone “giuste”?
Noi di Dejavù abbiamo deciso di buttarci nei meandri di questo oceano e capire alcune dinamiche con Giuseppe Fisicaro, fondatore dell’agenzia di management, publishing e consulenza artistica Digital Noises all’interno della quale troviamo anche diverse realtà discografiche con produzioni e attività inerenti la promozione degli artisti. 

Attualmente Giuseppe Fisicaro è Digital Manager di Gianluca Grignani in gara al Festival di Sanremo 2023.

Quattro chiacchiere con Giuseppe Fisicaro

Parliamo subito di Festival di Sanremo dove sei Digital Manager di Grignani. Esattamente cosa fa una persona con il tuo ruolo per la promozione di un artista?
Il mio è un lavoro che è più difficile da spiegare che da fare. Per Grignani, come per altri artisti e per alcune etichette discografiche che abbiamo nel parco clienti della mia società, ci occupiamo di ottimizzare il posizionamento dei contenuti online.
Facciamo in modo che abbiano maggiore visibilità e raggiungano un’audience più alta possibile e nelle piattaforme dove è possibile monetizzare il contenuto (You Tube) massimizzare i guadagni.

Tu sei il fondatore di “Digital Noises” dove, tu e il tuo Staff, vi occupate di management, publishing, consulenza. Quanto oggi, secondo te, per un giovane artista spesso “allo sbaraglio” pensi possa essere di aiuto e supporto un’attività come la tua?
Per quanto mi riguarda l’attività di editore è qualcosa che è arrivato dopo perché sono un grande appassionato di produzione musicale e attraverso la consulenza, che è il mio core business, ho unito le competenze anche per ciò che riguarda la promozione dei contenuti sopratutto on line.
Essendo arrivata dopo la parte delle edizioni me l’ha fatta vivere con la consapevolezza che dovevo farlo in modo diverso rispetto a quello che in questo momento il mercato offre, ovvero essere “editore vecchio stile” che implica che ciò che acquisiamo nel catalogo editoriale della nostra struttura viene fatto con un nostro investimento e quindi i costi sono a nostro carico e non dell’artista.

Quali sono le caratteristiche che ricerchi di più in un artista e quelle che segnali come punti di forza durante una tua consulenza?
Grazie per la domanda davvero interessante. Sul nostro sito ho usato un tonor voice specifico scelto proprio da me che dice “Non contattarmi se…” inibendo così una serie di artisti o pseudo tali che rientrano in categorie emotive che non vanno bene per lavorare con me.
Tra questi ci sono coloro i quali hanno scarsissima pazienza, quelli che pensano che dopo un singolo saranno già a Sanremo, quelli che ogni volta che scrivono una canzone pensano di aver fatto una Hit che io invidio per la grande autostima (sono anche io autore per altri non avendo grandi doti vocali).
Quello che mi piace degli artisti, quando li seleziono e propongo loro di collaborare, è sicuramente il fatto che abbiano un’identità e una coerenza tra quello che sono e quello che portano nella loro musica.
Quando un artista è credibile tendenzialmente mi piace e amo chi non è geloso delle sue canzoni. Detesto invece quando nella fase produttiva non ci si mette in dubbio e non ci si fida del team di lavoro pensando che un nuovo punto di vista potrebbe dare un valore alla canzone a cui non si aveva pensato.

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All’interno di Digital Noises ci sono anche quattro etichette. Anche qui abbiamo un altro step da superare andando oltre l’idea che solo le Major siano la chiave del successo quando invece un’etichetta più piccola è spesso il primo passo necessario per entrare nel mondo discografico.
Io dico sempre agli artisti che lavorano con noi che non siamo il punto di arrivo di nessuno. Non siamo gelosi degli artisti che abbiamo nel nostro catalogo con l’idea di doverli tenere per tutta la carriera. Sappiamo benissimo che oggi le grandi realtà discografiche fanno pochissimo scouting per svariati motivi.
La piccola etichetta diviene così la fucina che prende l’artista “dalla strada” provando a dargli una connotazione di base. Se poi la sua carriera prende una piega interessante con opportunità che lo portano a livelli più alti benvenga per tutti.
Io ho tutto l’interesse che un artista abbia una crescita di audience e lavoro.

Talent, Social, Festival… tutto questo mondo anche per un giovane artista si o no?
Sì, ma con la consapevolezza e la testa giusta perché spesso con i social tutti si credono subito artisti. Ma se siamo tutti artisti, il pubblico dov’è?
Bisogna fare i giusti step, avere pazienza, crearsi un proprio pubblico e suonare davvero, non solo produrre un bit da pubblicare on line!

Chiudiamo la nostra chiacchierata con una domanda catartica: la discografia è in crisi o no?
La discografia non vede se stessa in crisi. Quello che non va non è la discografia in quanto industria ma il mercato artistico dato che abbiamo una over produzione di artisti molti dei quali non lo sono.
Oggi si ragiona su prodotto e non su un progetto da far durare nel tempo!

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