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FRANCESCO CAVESTRI: in concerto alla “Halloween Night” in occasione di Jazzmi 2023. Intervista esclusiva. 
Scuro Chiaro

FRANCESCO CAVESTRI: in concerto alla “Halloween Night” in occasione di Jazzmi 2023. Intervista esclusiva. 

Il jazz è di per sé un genere che va oltre i generi.

Francesco Cavestri

Francesco Cavestri sarà protagonista Martedì 31 Ottobre della serata “Halloween Night” a Milano in occasione dell’8^edizione della prestigiosa rassegna JAZZMI all’interno di una delle più importanti istituzioni culturali a livello internazionale, la Triennale di Milano.


Alle ore 18 una lezione/concerto (talk) in Sala Agorà dal titolo “Jazz e Hip- Hop due generi fratelli”, condotta da Cavestri in solo piano (ingresso libero) e alle ore 19.30 seguirà il concerto in trio all’interno del Teatro della Triennale, con cui la nuova generazione di jazz italiano formata dal trio di Cavestri darà il via al trittico di eventi dell’Halloween Night, che si concluderà con la performance della Sun Ra Arkestra, una delle formazioni più longeve nel panorama del jazz moderno. Cavestri sarà accompagnato da due musicisti tra i più promettenti della scena musicale hip-hop ed elettronica: il bassista Riccardo Oliva e il batterista Joe Allotta. 

Il concerto e la lezione – concerto. 

La lezione-concerto (talk) attraverserà le origini del jazz e dell’hip hop, passando per gli artisti che più hanno navigato tra i due generi, sviluppando momenti teorici volti alla trasmissione delle conoscenze accompagnati da momenti concertistici e di ascolto che avvicinino i partecipanti all’essenza di questa musica.

Il concerto attraverserà invece diverse atmosfere musicali: dalla presentazione di alcuni brani originali di Francesco Cavestri contenuti nel suo album “Early 17”, ad altri appartenenti alla scena hip-hop, new-soul e jazz degli ultimi anni a cui appartengono anche gli altri due musicisti, fino a reinterpretazioni e tributi a giganti come Robert Glasper, John Coltrane, Radiohead e la presentazione di una colonna sonora originale che Francesco Cavestri ha realizzato di recente per RAIplay sound, il tutto  in una continua ricerca dell’innovazione e di un sound all’avanguardia.

Durante il concerto verrano presentati anche alcuni brani contenuti nel nuovo album di Cavestri, in uscita a breve, che presenta tra gli altri la collaborazione del grande Paolo Fresu. 

Conosciamo meglio Francesco Cavestri.

Per conoscere questo giovanissimo, straordinario e vulcanico artista, clicca qui

Quattro chiacchiere con Francesco Cavestri.

Come ci si sente a 20 anni a vincere il “Premio Strada del jazz” e ad essere definito il più grande pianista jazz giovane italiano?
E’ un riconoscimento che mi rende molto onorato e nello stesso tempo mi carica di grande responsabilità.
Io sono convinto che un premio o una rassegna vada valutato anche in base a chi ti ha preceduto.
Guardo ai programmi passati e anche a quello di quest’anno di JazzMi e mi rendo contadi essere messo nello stesso contesto di artisti che ammiro e che studio da anni e questo è davvero emozionante.
Lo stesso vale per il “Premio Strada del Jazz” che è stato assegnato in anni precedenti a giganti come Renzo Arbore e Enrico Rava.

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Tu farai precedere alla tua performance musicale al JazzMi, una lezione concerto…
Si mi piace molto alternare la mia figura concertista con quella più divulgativa.
In questo caso analizzerò i punti in comune tra Jazz e Hip Hop sia dal punto di vista storico che sociale.
Ma non mancherà anche l’analisi musicale parlando di artisti che hanno legato questi due generi facendo capire che due mondi apparentemente così diversi sono uno figlio dell’altro.
Questo è un messaggio rivolto molto al mondo dei giovani per far si che i panorami musicali si amplino sempre più e si possa apprezzare ancor meglio la musica di oggi.

Perchè definisci il jazz “il genere che va oltre il genere”?
Proprio per quello che ho appena sottolineato.
Uno dei tratti fondamentali del jazz è l’improvvisazione e questo gli da una forte componente attuale.
E’ un genere che deve andare oltre se stesso e reinventarsi ogni volta.
Per questo più di ogni altro stile musicale può accogliere influenze derivanti da altre culture e linguaggi.

Tu hai iniziato a studiare pianoforte da piccolissimo e poi entri in Conservatorio a 16 anni. Come è nata la tua passione per il Jazz?
La base classica è stata fondamentale perchè serve avere una forte padronanza dello strumento.
Io mi sono avvicinato al mondo jazz verso i 12 anni ascoltando un album e un artista che mi hanno aperto la strada verso questo mondo.
Si trattava di Kind of blue di Miles Devis e l’artista era lo strepitoso pianista Bill Evans.

Prossimi appuntamenti dopo JazzMI?
Continuerò la promozione del mio album “Early 17” e proprio in occasione di JazzMI presenterò due brani del mio nuovo album che vede anche la collaborazione di Paolo Fresu.
Inoltre una traccia del mio nuovo album sarà dedicata a Federico Fellini e presentandolo il 31 ottobre alla Triennale coinciderà con il trentennale della scomparsa del grande Maestro.

La Video-Intervista su Rai Uno a Francesco Cavestri.

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