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FLACONEDIVETRO: “Nostalgia e paura del cambiamento ”. Il suo nuovo singolo “Giorni Felici”. Intervista esclusiva. 
Scuro Chiaro

FLACONEDIVETRO: “Nostalgia e paura del cambiamento ”. Il suo nuovo singolo “Giorni Felici”. Intervista esclusiva. 

flaconedivetro

Questo brano nasce dalle emozioni e dalla grande ispirazione che mi ha donato la graphic novel di Zuzu -Giorni Felici.

Flaconedivetro

Flaconedivetro ci presenta il suo nuovo singolo “Giorni Felici”.

Di cosa parla il brano

“Giorni Felici” è un brano estremamente malinconico, una vera e propria ode alla nostalgia. 
Il timore di voltarsi indietro e riscoprirsi cambiati si mescola alla voglia di godersi un momento felice ancora per un attimo.

La cover di "Giorni Felici" di Flaconedivetro.
La cover di “Giorni Felici”

Il brano è una dedica alla graphic novel di Zuzu -Giorni Felici.
Attraverso Giorni Felici l’ascoltatore si immerge in un ricordo intenso, in un attimo cristallizzato nella memoria, nel suo piccolo Eden, per riviverlo con affetto ancora per un momento.

Conosciamo meglio Flaconedivetro


Artista italiano col cuore campano but based in Brescia.
Flaconedivetro è un progetto musicale in cui si fondono i due luoghi del mio vissuto: le mie origini e il mio presente. Flaconedivetro vuole essere un omaggio alla grande bellezza della musica partenopea, una dancehall in cui musica pop e dance anni ’80 si intrecciano per creare un ambiente sonoro unico, in cui passato e futuro si fondono in una dimensione intima e personale.

Flaconedivetro, cantautore napoletano
Flaconedivetro, giovane cantautore napoletano.


Le parole non sono importanti, servono a sussurrare un concetto, a evocare un’autentica nostalgia. La musica, con suoni elettronici graffianti e batterie dinamiche, ti trasporta in un’esperienza coinvolgente. Flaconedivetro è la malinconia di provincia raccontata dagli occhi di chi ricorda casa.

Quattro chiacchiere con Flaconedivetro.

Ci ritroviamo per parlare di un nuovo singolo in cui si parla di nostalgia e della paura del cambiamento. Come mai questa scelta?
Per me la nostalgia è un tema ricorrente direi quotidiano.
Questo brano rappresenta il mio essere in generale; il ritornare alla mie radici, alla mia infanzia mi provoca, assieme ad altre esperienze, questa sensazione.
Io credo che cambiare, a volte, faccia paura soprattuto quando non si ha chiaro dove si andrà e cosa potrà succedere.

Tu hai scritto questo brano come una dedica ad un’opera letteraria che ti ha ispirato…
Un paio di anni fa, al mio ritorno da Napoli dove ero stato qualche settimana, ho preso il Covid e sono rimasto in casa una settimana.
Avevo preso questa graphic novel di Zuzu e l’ho letta in due ore perchè riaveva totalmente rapito lasciandomi un senso di nostalgia e confusione legato all’essere se stessi sapendo di sbagliare, il non sapere dove andare… e mi ci sono ritrovato moltissimo.
Mi è piaciuta tantissimo sia la narrazione profondissima che lo stile di illustrazione e così ho chiuso il libro e subito ho buttato giù un paio di idee musicali.
Non mi sono più fermato fino alle quattro del mattino e quando ho riascoltato il tutto mi sono detto: “E’ bella questa canzone”.

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Il tema di questo racconto e della tua canzone è l’avere un piccolo Eden dove ci si va rifugiare in certi momenti. Qual’è il tuo?
Ovviamente direi la musica. Quando mi trovo a lavorare, a scrivere come se fossi in una bolla, riesco a isolarmi involontariamente e completamente da tutto e da tutti.
Non sento neanche il passare del tempo e questo mi aiuta tantissimo è davvero la mia isola felice.

Nei tuoi brani fai spesso uso del tuo dialetto e questa cosa sta davvero dilagando in molti cantautori giovani e Geolier, con il suo grandissimo risultato sanremese, ci ha dato ancor più prova che funziona. Quanto questo modo di scrivere, secondo te, sta diventando predominante nel panorama musicale italiano?
Secondo me è una cosa che sta prendendo piede ma ha origini profonde sia nella canzone partenopea che italiana.
Penso sia la cifra stilistica di una generazione nuova che cercava un punto di rottura con il canone che si era creato e ha trovato in questa soluzione un modo nuovo di esprimersi e farsi spazio.
Un desiderio di rinnovare portando l’attenzione sul nostro vissuto e l’uso del dialetto è qualcosa di fortemente identitario.


Prossimi progetti…

Prima dell’estate arriva un altro pezzo e dopo l’estate un’altra ancora.
Inoltre durante il periodo estivo sarò in giro epr dei live e il calendario è in divenire.

Il Video di “Giorni Felici”

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