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FEDERICO MECOZZI: violinista e polistrumentista da 12 anni al fianco di Ludovico Einaudi il 16 ottobre live a Roma. La nostra intervista esclusiva.

FEDERICO MECOZZI: violinista e polistrumentista da 12 anni al fianco di Ludovico Einaudi il 16 ottobre live a Roma. La nostra intervista esclusiva.

Federico Mecozzi

Torna con un altro splendido Live Federico Mecozzi di cui vi avevamo parlato proprio in occasione di un altro suo concerto a Rimini dove ha incantato il pubblico con il suo violino e la magia della sua musica.

Il 16 ottobre FEDERICO MECOZZI si esibirà dal vivo presso il Parco Archeologico dell’Appia Antica di Roma, precisamente all’interno del Grande Ninfeo di Villa dei Quintili, per un doppio appuntamento live alle 19:00 e alle 21:00.

L’evento fa parte della rassegna “SU:GGESTIVAMusica pura per luoghi straordinari”.
E’ possibile accedervi tramite biglietto.

Su:ggestiva” è un’esperienza di scoperta ad alto impatto emozionale che vuole offrire al pubblico giornate di concerti e performance musicali in location bellissime, suggestive, uniche ed insolite.


E’ all’interno di questo programma che si inserisce la doppia esibizione dal vivo di Federico Mecozzi: un concerto emozionante che avrà luogo tra le storiche mura del Grande Ninfeo di Villa dei Quintili.

Conosciamo meglio Federico Mecozzi

Federico Mecozzi live a Roma il 16 Ottobre
Federico Mecozzi.

La sua predisposizione e l’approccio con la musica sono precoci: all’età di sei anni inizia a suonare la chitarra, di cui si serve fin da subito per scrivere canzoni. Partecipa giovanissimo ad alcuni prestigiosi concorsi cantautoriali, ottenendo notevoli risultati. A 12 anni intraprende il percorso accademico presso l’Istituto Musicale “G. Lettimi” di Rimini, dove studia violino sotto la guida del M° Domenico Colaci e, pochi anni dopo, intraprende gli studi di direzione d’orchestra guidato dal M° Gianluca Gardini; partecipa in seguito a corsi di perfezionamento nell’ambito della direzione sotto la guida del M° Piero Bellugi. 

Oltre all’intensa attività concertistica, si dedica da anni alla composizione e all’arrangiamento nell’ambito della musica leggera (pop), classica contemporanea e minimalista. Interpreta, inoltre, musica celtica e folklorica (della tradizione bretone, irlandese e scozzese). 
Polistrumentista, a partire dal 2009 collabora stabilmente con il celebre compositore e pianista Ludovico Einaudi, che affianca tuttora dal vivo in lunghe tournée nei più prestigiosi teatri e arene del mondo oltre che nella realizzazione dei dischi come musicista e assistente musicale.

In studio di registrazione ha lavorato anche con e per Pacifico, Angelo Branduardi, Blonde Redhead, Remo Anzovino, Filippo Graziani, Andrea Mingardi. 
Negli ultimi due anni, ha parallelamente lavorato a “Awakening”, il suo primo album da solista (come violinista, compositore, polistrumentista), disponibile dal 25 gennaio 2019. 
Inoltre, è stato il più giovane direttore d’orchestra del Festival di Sanremo 2019 e uno dei più giovani di tutti i tempi. Ha diretto sul palco dell’Ariston l’orchestra di Sanremo nell’esecuzione del brano “Nonno Hollywood”, del cantautore Enrico Nigiotti, in gara fra i big dopo il successo a X Factor. 

L’intervista a Federico Mecozzi

Il 16 settembre sarai in concerto con la tua splendida musica e il tuo violino a Roma in un luogo davvero unico. Ci parli di questo evento?
Certo. Il concerto è nell’ ambito del Festival “Su:ggestiva” a cui non ho mai partecipato. Mi aspetto una fusione davvero “suggestiva” di musica e di spazio. Mi immagino questa commistione tra architetture sonore e visive. E’ una location che mi stimola molto e penso si possa sposare bene con il genere musicale che faccio che è difficile da catalogare però è un po una transizione anche temporale dato che parte da uno strumento antico come il violino che poi si proietta in sonorità moderne.

Qualcosa sul programma… tutti brani tuoi o anche riproposizione di musica di altri compositori?
Il concerto conterrà molti brani miei tratti dal mio primo Album Awakening, brani più nuovi che anticipano quello che sarà il mio secondo album passando anche attraverso alcune rivisitazioni di brani di artisti che fanno parte della mia crescita musicale come ad esempio Battiato che è uno degli artisti che mi ha segnato di più in assoluto, un brano dei Depache Mode… mondi diversi che mi piace toccare e fare miei.

Tu hai iniziato a suonare la chitarra a sei anni e subito a scrivere…
Si, l’aspetto creativo è quello che mi è sempre interessato di più della musica sin da piccolo.
Ho avuto da sempre una grande passione per i cantautori in particolare per Fabrizio De Andrè ed è stato anche questo che mi ha spinto a suonare la chitarra.
Così da quando ho imparato i primi accordi ho iniziato a immaginare di scrivere canzoni mie di diverse tematiche.
Pensavo di fare il cantautore ma poi ho intrapreso un altro percorso più strumentale mantenendo sempre però l’idea di creare qualcosa di mio e di non rimanere un esecutore come avviene nella musica classica.
Sento assolutamente sempre la necessità di creare.

Tu hai studiato violino con il percorso classico. Quanto quindi la musica classica ti è servita nella tua formazione generale?
Tantissimo. Prima di tutto per suonare uno strumento come il violino credo sia imprescindibile la formazione, in particolare a livello di sviluppo della tecnica. Bisogna per forza passare da un certo repertorio.
Io a livello di gusto sono molto legato al periodo Barocco e Vivaldi tra tutti è per me nella Top Ten.
Trovo che la musica classica sia davvero alla base di tutto e a volte dispiace percepirebbe sia considerata una cosa “da vecchi”.

Federico Mecozzi e Luigi Einaudi
Federico Mecozzi con Luigi Einaudi.

Tu sei giovanissimo ma hai già al tuo attivo delle esperienze fantastiche tra cui una lunga collaborazione, che prosegue, con Eiunaudi.
L’incontrò con Einaudi è nato 13 anni fa quando lui era Direttore Artistico di un Festival di un piccolo paese vicino Rimini.
Io ho suonato per lui un suo brano “I giorni”, che avevo rivisitato in chiave mia, al termine di una cerimonia in cui gli veniva riconosciuta la cittadinanza onoraria per il lavoro che aveva fatto.
Lui è rimasto molto colpito, io avevo 16 anni e da li è nato un rapporto, anche una corrispondenza: i gli mandavo le cose che scrivevo e lui è sempre stato molto disponibile.
Un giorno mi ha chiamato parlandomi della nuova tournée che stava preparando chiedendomi se mi poteva interessare entrare a far parte della sua band… io ovviamente non ci potevo credere. Così a 17 anni sono partito per il primo Tour e da li è nata una collaborazione e un’amicizia davvero meravigliosa e, per me, molto formativa sotto moltissimi aspetti tra cui la grande umiltà che connota il Maestro Einaudi.

Sei anche stato uno dei direttori più giovani del Festival di Sanremo dirigendo il brano di Nigiotti “Nonno Hollywood”. Cosa hai provato quando sei salito su quella pedana?
Molta emozione… Ho sempre seguito il Festival da casa e trovarmi da un anno all’altro li sopra è qualcosa di davvero emozionante anche se il tutto avviene in tempi brevissimi.
Intorno c’è tutta la giostra televisiva che è distante dalla dimensione del concerto come la intendo io che è per me molto più vitale e sincero. E’ stata però un esperienza indimenticabile.

Hai accennato al tuo primo album Awakening, ora ne sta arrivando un secondo, giusto?
Si esatto. Le tempistiche di uscita non sono definite dato il periodo.
Credo di poter dire entro l’anno prossimo. Nel frattempo sono usciti un paio di brani che lo anticipo.

Il video di AWAKENING

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