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Riccardo Grandi: l’intervista al regista del thriller italiano Weekend!

Riccardo Grandi: l’intervista al regista del thriller italiano Weekend!

riccardo grandi
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Da sx Jacopo Olmo Antinori e Riccardo Grandi

Abbiamo intervistato Riccardo Grandi, regista di Weekend: il thriller italiano disponibile su Amazon Prime

Riccardo Grandi è il regista di Weekend, il thriller tutto italiano disponibile su Amazon Prime (e di cui abbiamo parlato qui) che vede protagonista un cast Under 30 di attori e attrici che si stanno affermando come i nuovi volti del cinema italiano.

Abbiamo avuto il piacere di porre alcune domande a Riccardo riguardanti la sua professione e il lavoro svolto su Weekend in particolare.

A quali film e regie ti sei ispirato per girare Weekend?

Ho subito inevitabili influenze per via del mio amore verso i maestri del “limited setting” come Alfred Hitchcok (The Rope), Roman Polanski (Il Coltello nell’acqua, Rosmary’s Baby, Carnage) Stanley Kubrick (The Shining).

Quali sono le caratteristiche più importanti che hai richiesto agli attori protagonisti?

Abbiamo lavorato di sottrazione, riducendo la recitazione all’essenziale, cercando di consegnare al linguaggio non verbale le informazioni sui personaggi e sulla storia. In Italia si lavora tanto sulla parola e gli attori sono meno abituati ad usare il corpo, a volte un semplice sguardo dice più di una battuta. 

Riccardo Grandi

Hai scritto i personaggi protagonisti pensando ad Eugenio, Lorenzo, Alessio e Jacopo o hai individuato dopo che loro erano quelli giusti? 

Mentre eravamo in fase di scrittura con Alfredo Arciero e Claudia De Angelis avevamo attaccato al muro delle foto con facce di sconosciuti per dare un volto ai personaggi. Quando abbiamo finito di scrivere abbiamo gettato via le foto e ho iniziato i casting senza farmi influenzare da come li avevamo immaginati. Abbiamo cercato tra gli attori under 30, non è stato facile, è una generazione che si sta affermando adesso.

Avete girato le scene in ordine cronologico oppure no? E in questo caso quali sono state le difficoltà?

Assolutamente no. Il lockdown di mezzo ci ha costretti a diversi cambiamenti, ho dovuto ricostruire gli scenari innevati a giugno. Il talento del direttore della fotografia Timoty Aliprandi è stato fondamentale per ricreare un’atmosfera invernale credibile, anche con l’integrazione di post produzione per molte scene. Nel risultato finale non si vedono i mille problemi che abbiamo avuto, ma le imprecazioni di Timoty ogni volta che filtrava un raggio di sole; quelle mi sembra di sentirle ancora.

riccardo grandi
Riccardo Grandi; Foto di Simone Valentini

Quando scegli il cast per un tuo lavoro, quali sono le caratteristiche che ti colpiscono in un attore?

La capacità di fare tabula rasa della sua emotività per accogliere il personaggio. È fondamentale sapersi sganciare rapidamente da quello che ha fatto fino al giorno prima. Dico “rapidamente” perché sui set di oggi non c’è il tempo e un attore può trovarsi a dove piangere a dirotto tra la pausa pranzo e il caffè. Alcuni attori hanno studiato anni, altri hanno una memoria infallibile ed è una goduria lavorarci, ma quello che serve in fondo è che un take sia buono.

Prima di iniziare a lavorare su un film, come studi la sceneggiatura?

La stampo e riempo il frontespizio di ogni pagina di disegni, schizzi o abbozzi di storyboard. Poi collego la corrispondenza di questi schizzi alle didascalie con pennarelli di colore diverso. A volte ci spillo dei fogli aggiuntivi con altri diesegni. Chi dovesse trovarla per terra la getterebbe sicuramente via perché alla fine è un groviglio di segni e colori che capisco solo io.

Da spettatore, che tipo di film ami di più? Quali sono i tuoi preferiti? E quali le caratteristiche che ami trovare nei film che guardi? 

Amo tanti altri generi oltre al thriller, sono un grande amante della fantascienza, mi fa tornare bambino, ma anche i grandi classici, mi piace il cinema d’autore europeo, l’ultimo film che mi ha colpito è stato The Square.

riccardo grandi

Hai lavorato con grandi nomi della cultura italiana, da Ettore Scola fino a Carlo Verdone, Gianrico Carofiglio e tanti altri: c’é un personaggio in particolare della scena culturale italiana di oggi con cui ti piacerebbe girare un film?

Visto che mi fai questa domanda, in effetti anni fa ho avuto modo di dirigere Carlo in alcuni spot per Sky, promuovevano il suo speciale su Sergio Leone, ci divertimmo molto. Penso che lui sia un grandissimo attore e sarebbe favoloso vederlo anche in un ruolo drammatico da protagonista, un po’ come quando Sordi fece “Un borghese piccolo piccolo”. 

I thriller sono sempre delle sfide in Italia, perché il pubblico è spesso portato a pensare che sia “affare degli americani” e che, pertanto, noi italiani dovremmo dedicarci alle tradizionali commedie. Eppure Weekend ha raccolto la sfida e l’ha vinta senza dubbio: c’é stato il timore che il film non venisse capito? Immagini altri film di questo genere nel tuo futuro? 

Il thriller è un genere che impone determinati contesti e quelli italiani essendo stati sfruttati ampiamente dalla commedia rischiano di essere poco credibili se non addirittura ottenere l’effetto opposto fino a sfiorare il ridicolo. Si fatica senz’altro di più a coinvolgere un pubblico diffidente, bisogna cercare dei punti di vista originali, proprio per questo però è una sfida più stimolante. Sì mi piacerebbe alzare la posta sempre sul genere.

Grazie a Riccardo Grandi per la sua disponibilità nel rispondere alle nostre domande.. noi andiamo subito a fare un rewatch di Weekend!

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