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Gem Boy: un ritorno con il botto! Sfornano ben due nuovi inediti imperdibili.

Gem Boy: un ritorno con il botto! Sfornano ben due nuovi inediti imperdibili.

gem boy

Un ritorno col botto per la band più irriverente ed esplosiva (nel vero senso della parola) del panorama della musica parodistica intelligente, con due “perle” da liberi battitori, come sempre.

#TILOVVO è il primo singolo del 2021 della band bolognese che ha aperto la pista senza logica, alle grandiose partite dell’Italia, scelto dalla Gialappa’s Band come sigla per la loro trasmissione Twitch dire Europei.

Un brano che racconta, attraverso l’utilizzo di parole derivate dallo slang Internet, l’incapacità di tutta una generazione (quella degli anni ’70) di relazionarsi e far leva sulle nuove.

Un brano divertente, scanzonato, proprio come le canzoni scritte e registrate in quegli anni e che volutamente non prevede utilizzo di campionamenti, strumenti virtuali e che non contiene alcuna traccia di reggaeton e/o trap.

Gem Boy vogliono omaggiare musicalmente le sonorità “brit” tipiche di quegli anni, cercando di portare sul mercato un sound che difficilmente passa per radio: quello di una band.
In un’epoca dove tutto corre, viene assorbito e digerito in fretta, dove tutto è “ascolta e skippa”, la band bolognese ha voluto cercare di coltivare qualcosa che possa crescere nel tempo e superarlo, mettendo da parte i soliti suoni triti e ritriti e i consueti canoni armonici.

Gem Boy
I GEM BOY

La seconda perla è LA PATATINA; con questa canzone i Gem Boy hanno voluto scherzare, unendosi (si fa per dire) a Gianni Drudi. Un gioco dei doppi sensi, che appartiene alla scuola della nostra cultura pop cinematografica (commedia dell’equivoco) e musicale, da sempre. 

Un brano senza alcuna pretesa, se non quella di far sorridere e ballare tutti, da zero a cent’anni, nonni e bambini, magari in spiaggia, tra angurie, noci di cocco, ghiaccioli, sabbia e biglie dei ciclisti.

Un ritorno agli anni ’80, potente nella scelta dei suoni e identificativo nelle soluzioni armoniche, con uso di sintetizzatori e macchine elettroniche di quel periodo, ispirato alle spiagge di Rimini assolate, quando passavano nei megafoni i brani di Gazebo o Baltimora e l’odore di crema abbronzante si faceva strada tra le grigliate di pesce azzurro dei vari stabilimenti balneari. 

Ma le canzoni dei Gem Boy, camuffate da canzonette, sono il prodotto di una band che sa il fatto suo: musicisti e autori, intelligenti e raffinati, con l’attitudine a vestire d’ironia messaggi tutt’altro che banali. 

Chi sono i Gem Boy

Una band che in trent’anni di carriera ha saputo cavalcare ogni tendenza, raccontandola con il “guizzo” originale e unico, di chi sa fare della parodia uno strumento non solo per sorridere dei tempi e del tempo, ma anche per riflettere.

La band è famosa per la creazione di cover parodistiche di canzoni famose, con riscrittura dei testi, trattando temi quali il sesso e la poca credibilità dei cartoni animati.

I Gem Boy
I GEM BOY: musica parodistica intelligente.


Nel 1998 incidono il loro primo CD ufficiale, Il triangolo delle Bermuda. Nel 1999 è l’anno di F.I.G.A. (Fans italiani gnocca amica), altro album cult del gruppo.


Gem Boy partecipano a Colorado! nel 2012 grazie al successo di brani come Freddy Krueger, Batman e Robin Hulk, Heidi, Matrix e Lady Gaga, approdano anche l’anno successivo nella trasmissione di Italia 1, dove sbancano sulle note di Get Lucky, con il brano che prende di mira la chirurgia estetica Attenta che esplodi. Numerosi i concerti in tour con Cristina D’Avena, dove danno il meglio della loro “musicale” pazzia e grande professionalità di musicisti con l’attitudine al palco.

La video-intervista a Carletto dei Gem Boy

Ironia, umiltà, professionalità e grande simpatia sono gli elementi che fanno subito di Carletto dei Gem Boy un artista che lascia il segno.
Ci racconta come sono nati, quasi per gioco, i Gem Boy il loro incontro con Cristina D’Avena e come l’aver “aiutato il destino” sia stato uno dei motori del loro successo.

I video di #TILOVVO” e LA PATATINA

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