In lettura
Fabio Labianca “Bboy Goodcat”. Dall’allenamento sotto i portici di Bitonto alle più prestigiose competizioni di breaking, allo show dei record Notre Dame de Paris

Fabio Labianca “Bboy Goodcat”. Dall’allenamento sotto i portici di Bitonto alle più prestigiose competizioni di breaking, allo show dei record Notre Dame de Paris

Fabio labianca

Fabio Labianca è un breaker e performer italiano conosciuto nel mondo del breaking ormai da molti anni che ha collezionato vari premi insieme alla crew Funk Warriors.
Un ragazzo che ha imparato a ballare per strada in Puglia, il suo talento l’ha spinto sempre più in alto fino a diventare nel 2016 uno dei due breakers di Notre Dame de Paris consacrandolo come un vero performer in tutti i teatri italiani!

La sua semplicità è disarmante, è umile e gentile, ma quando sale su un palco si trasforma… Tira fuori un’energià, una grinta e delle capacità acrobatiche incredibili!
In “Notre Dame de Paris” ne “La corte dei miracoli” rapisce gli occhi del pubblico con i suoi numerosi giri sulla testa con cui chiude il pezzo più coinvolgente del primo atto.

Lo incontriamo pochi giorni dopo la partenza per la Francia dove lavora nel nuovo spettacolo di cui fa parte, TOTEM, che ha debuttato ad Albi in Francia il 31 luglio; è felice ed elettrizzato per questa nuova esperienza e si racconta a cuore aperto.

Fabio Labianca
Fabio Labianca è in scena nello spettacolo “Totem”.

L’intervista a Fabio Labianca

Come nasce la tua passione per il breaking e quando si trasforma nella tua professione? Come inizia la tua carriera?
Ciao a tutti i lettori di Dejavù! La mia passione per il breaking è nata già da piccolo, mio cugino e la vecchia generazione della crew Funk Warriors si allenavano sotto il porticato di Bitonto ed io andavo a guardare questi ragazzi e mi piaceva la loro energia, la musica mi conquistava e i movimenti erano incredibili! Ho iniziato di nascosto a ballare, a provare a fare verticali e salti sul divano di casa mia…

All’ età di 13 anni ho chiesto a mio padre l’iscrizione in una scuola di danza come regalo di compleanno,ma oltre alle lezioni ufficiali mi allenavo tutti i giorni sotto il porticato vicino a casa di mio nonno con i ragazzi della crew. Dopo due anni, ho lasciato la scuola di danza e ho continuato a ballare e ad allenarmi tutti i giorni con i Funk Warriors di cui sono diventato membro e di cui tutt’ora faccio parte.

Il breaking è diventato la mia professione inzialmente con le gare e con gli stage. Il primo lavoro teatrale è stato £Notre Dame de Paris” in cui ho lavorato dal 2016 fino ad oggi. Il mio nome come Bboy è Goodcat ,mi è stato dato da mio cugino ormai tanti anni fa ispirandosi al serial killer, interpretato da Bruce Willis nel film “Slevin – patto criminale”!

Tu fai parte dei Funk warriors,cosa significa far parte di una crew? Quanti e quali trofei hai o avete vinto nei battle? Cosa significa partecipare a eventi internazionali? (quali emozioni, quali riconoscimenti…)
Ballare in una crew è come far parte di una famiglia in cui c’è totale condivisione, i bboys sono persone con cui vivi a 360 gradi, non solo condividi l’allenamento, la partecipazione ad eventi e gare, ma anche la vita quotidiana, sono persone su cui puoi sempre contare. Abbiamo partecipato davvero a tanti eventi di break sia in Italia che all’estero.

Per esempio con i Funk Warriors sono stato invitato a Bogotà al Hiphop al Parque a rappresentare l’Italia al festival più grande del Latino America.

Abbiamo vinto il “Check the Style Trip To Outbreak Europe” a L’Aquila nel 2019, il “Duelo en el desierto” a Vicar in Spagna, il “Break The Floor” in Slovenia nel 2018.

Ancora prima con i Funk Warriors ho vinto nel 2016 il Real Flow a Bogotà e nel 2015 l’Hip Hop Day a Briancon e il Top 4 Soul Fresh a Mesagne.
Ci sono stati tanti momenti speciali, tante situazioni che mi piace ricordare perché sono state importanti per il mio percorso come breaker e anche come persona, ricordo con piacere anche l’invito come TOP al “Red Bull Bc One Italy Cypher” del 2017-18 e al TOP 16 del World Bboy Classic a Eindhoven in Olanda.

Un battle richiede di mettersi in gioco, permette di vedere i risultati dei tuoi sacrifici e dei tuoi allenamenti, l’impegno è totale. Sono gare a eliminazione in cui ogni gruppo, o coppia o bboy singolo improvvisa delle entrate. Ogni ballerino sarà sfidato a ballare su una musica a sorpresa scelta dal DJ dal vivo. Il genere musicale per i Battle cambierà per ogni ballerino e potrà spaziare tra vari generi musicali come rap, pop, break beat, funk, ma saranno comunque generi adatti.

L’adrenalina è a mille, la sensazione è inspiegabile, hai un desiderio folle di passare il round e devi spingere al massimo con l’energia!

Qualche anno fa sei entrato a far parte del cast di Notre Dame de Paris un’opera musicale dove dimostri di saper fondere perfettamente le tue qualità di breaker con grandi capacità di interpretazione e di interazione con gli altri ballerini. Cosa ha significato per te “Notre Dame de Paris”? Ti ha fatto crescere? In cosa? Perché? Presto riprenderai il tour, cosa ti aspetti da questa nuova esperienza?
Entrare a far parte di questo cast per me ha rappresentato una grande crescita sia a livello personale che artistico, mi ha permesso di conoscere tante persone che condividono la mia stessa passione.Io sono nato come ballerino per strada e calcare i più grandi palchi d’Italia mi ha dato una grande soddisfazione, però non mi ha fatto sentire “arrivato” al contrario è come se fosse stato un punto di partenza, un trampolino di lancio fondamentale del mio percorso.

Ho imparato tanto dai miei colleghi, sia ballerini che acrobati, c’è sempre stato uno scambio, che mi ha permesso di crescere molto. Inoltre mi ha dato anche l’opportunità di visitare l’Italia viaggiando per il tour. Sono felice di riprendere Notre Dame de Paris, dopo questa pausa forzata, spero che il pubblico ritorni più carico di prima con l’entusiasmo con cui ha sempre seguito questo spettacolo. Io non vedo l’ora di iniziare e di dare ancora il massimo come ho sempre fatto, emozionandomi alla sola idea di emozionare anche gli altri con la mia arte.

Fabio Labianca
Fabio Labianca durante “La festa dei Folli” in “Notre Dame de Paris”.

In tempi di covid i lavoratori dello spettacolo sono stati considerati “non essenziali ” e anche attualmente ci sono molte norme che mettono a rischio la messa in scena degli spettacoli, come hai vissuto questo difficile anno e mezzo? Cosa ti auguri per il futuro?
Ho vissuto questo anno e mezzo cogliendo l’occasione per prendere del tempo per me stesso e migliorare alcuni aspetti di me che avevo trascurato. Allo stesso tempo a livello mentale mi sentivo abbattuto, inizialmente avevo perso motivazione nel continuare ad allenarmi.

Dopo questa prima fase però ho capito che non potevo mollare, sono tornato sui miei passi, ho ripreso del tutto gli allenamenti e ho imparato a automotivarmi trovando gli stimoli anche in assenza di contest e spettacoli. Ho pensato che ballo per passione, che lo faccio prima di tutto per me stesso e perché è la mia vita, senza la danza è come se non vivessi!

Spero di poter riprendere a lavorare a tempo pieno, ricominciando da dove avevo lasciato e facendo anche esperienze nuove. Per il momento mi sento ancora nel “limbo” perché si riparte, ma c’è il timore di essere stoppati di nuovo!

Sappiamo che le tue esperienze spaziano dal teatro, ai battle, agli stage di breakdance per i ragazzi… tra l’altro hai lavorato anche con Angela Finocchiaro nel tour dal titolo “Ho perso il filo “, ci racconti un aneddoto su quello spettacolo con Angela con le coreografie di Hervè Koubi?
Il lavoro con Angela è stato molto innovativo, le coreografie non si basavano solo sul breaking, ma c’era anche molta danza, ed è stata la prima volta per me! Questo mi ha ampliato gli orizzonti mentalmente, mi ha insegnato ad essere versatile e mi ha fatto mettere in gioco su qualcosa di nuovo che mi ha arricchito e stimolato.

La cosa più bella era, tra un pezzo ballato e l’altro, sentire le battute di Angela e ridere per quello che diceva nello spettacolo, non ci si annoiava mai perché lei è un vulcano di idee in scena e riusciva sempre a divertire anche noi ballerini. Il rapporto con lei è stato molto positivo, era protettiva e materna e ci faceva sentire parte integrante del gruppo.

Fabio Labianca
Fabio Labianca in scena con Angela Finocchiaro.

Sei appena partito con un’ incredibile avventura, lo spettacolo “Totem” con la compagnia francese guidata dal coreografo Philippe Mesia innovativo, rivoluzionario, visionario. Ci racconti di cosa si tratta?
Lo prima dello spettacolo è stato il 31 luglio a Albi in Francia, in piazza. Si tratta di uno spettacolo originale, particolare ed innovativo. In scena c’è una specie di totem alto 5 metri con due piattaforme. In una di queste ci sono un mucisista ed una cantante del Cirque du Soleil che si esibiscono dal vivo.


Lo spettacolo è un rituale alla vita, davvero molto emozionante. Ci sono poi tre piccoli palchi per noi breakers che balliamo sia sui palchi, scambiandoci spesso, sia sulla pedana più in alto in uno show che mi sento di definire folle! La scenografia comprende anche tre aste da pole con tre artisti che oscillano e fanno acrobazie a ritmo di musica. Alla fine c’è un’esplosione di colori, è stata una sorpresa anche per noi ballerini… Sono rimasto incantato dal ballare in mezzo a tutti quei colori!!

Dopo la prima data del 31 luglio, sono in via di definizione altre date non solo in Francia, ma in tutto il mondo sempre all’aperto, in spazi grandi. E’ uno show molto impegnativo, sono in scena senza sosta per circa 45 minuti, alternando momenti coreografici a sequenze di improvvisazione, non sto mai fermo!

Questo spettacolo segna la ripresa per me dei live show e rappresenta il momento molto importante in cui torno a esibirmi e a provare quelle emozioni lasciate un anno e mezzo fa.

Fabio Labianca
Fabio Labianca in uno scatto dello spettacolo “TOTEM”.

Concludiamo con una classica domanda sul futuro… Cosa vorresti ancora realizzare nella tua carriera di performer e ballerino?
Mi piacerebbe lavorare in giro per il mondo, vorrei visitare e conoscere più posti possibili ballando e facendo gare e spettacoli in Europa e nel resto del mondo. Non ho un sogno nel cassetto in particolare, prenderò le opportunità che la vita mi darà, voglio cogliere tutte le occasioni per crescere come artista e come persona se possibile anche all’estero.

Grazie a Fabio per la sua disponibilità, la gioia di ritornare sul palco è evidente, sprizza felicità da tutti i pori e trasmette questa incredibile energia anche noi e al pubblico che assiste alle sue performance. Gli auguriamo che questo sia solo l’inizio di un nuovo grande percorso artistico e personale e, in attesa delle prossime date di “Totem”, ci diamo appuntamento a Notre Dame de Paris dal 06/11/21 a Eboli!

0 Commenti

Rispondi

La tua mail non sarà resa pubblica.

Torna a inizio pagina