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ELIA TEDESCO: attore, cantante, insegnante, ritratto di un artista creativo.

ELIA TEDESCO: attore, cantante, insegnante, ritratto di un artista creativo.

Elia tedesco

Elia è uno dei beniamini della Compagnia Torino Spettacoli, è un vulcano di idee, un vero iperattivo dello spettacolo: attore, insegnante di recitazione, ma anche performer ed attore di cinema!
Lo incontriamo nella sala casting del Liceo Germana Erba all’interno del Teatro Nuovo di Torino in una mattina fredda di dicembre, ma vi assicuro che il suo sorriso e la sua accoglienza riscoldano subito la situazione!

Partiamo da una domanda che sorge spontanea vedendoti recitare in ruoli anche completamente diversi tra loro!

La tua versatilità è una caratteristica che colpisce moltissimo il pubblico che ti ha visto comico, in situazioni esilaranti e poi cattivo in “Processo per corruzione”, che ti ha ammirato cantare nei classici, ballare ne “Il servo astuto” e poi ti ha ritrovato anche al cinema nella parte di Vittorio in “SUL PIU’ BELLO”… e allora la domanda è :Chi è Elia? Vogliamo conoscerti, vogliamo capire chi sei, performer, cantante, attore?
Questa è una bella domanda, io ogni giorno e ogni notte mi faccio questa domanda, perché con tutti i copioni che studio, nel cuore della notte a volte mi sveglio e dico:- Ma chi sono oggi?- e mi viene in mente la battuta di uno spettacolo… perché poi ne facciamo veramente tanti con la Torino Spettacoli e poi adesso tra cinema e teatro nella testa c’è un vulcano, c’è tanta tanta carne al fuoco che per me è la cosa più bella del mondo perché io non riuscirei mai a stare fermo. Quindi chi è Elia? E’ tante persone, è un mix di tutti e sempre diversi personaggi che interpreto e che interpreterò.

La cosa che mi piace di più è proprio passare da un genere all’altro nel giro anche dello stesso giorno! Io da sempre voglio fare l’attore, da quando sono bambino, la mia passione è sempre stata recitare. Mi ricordo che da piccolo mettevo i miei parenti sotto e li obbligavo a recitare, facevo da regista dei cortometraggi, li creavo sul momento. C’è stato anche un periodo della mia vita in cui volevo diventare un cantante. Io suono da autodidatta pianoforte e chitarra, ho scritto un sacco per un periodo della mia vita e suonavo anche in giro poi ho iniziato a lavorare come attore e poi con l’università, mi piacerebbe fare tutto ma il tempo non c’è!

Che formazione hai?
Dal punto di vista artistico mi sono formato al Teatro Nuovo con i corsi professionali post diploma, sono entrato a 19 anni frequentando il corso per attori e quello di jazz musical, ecco perché ballo anche, non sono un ballerino però mi piace e ho avuto dei buoni insegnanti. Per quanto riguarda invece la mia formazione culturale sono laureato in comunicazione per il turismo culturale, la magistrale sotto la Facoltà di Lingue e Letterature Straniere che è un po’ la continuazione della scuola che avevo fatto alle superiori.

Sono un artista anche se non so esattamente cosa voglia dire questa parola,però me lo dicono spesso…
Artista è colui che ha un talento in grado di coinvolgere ed emozionare gli altri ( n.d.r.) Beh allora diciamo di sì, però la strada è lunga!

Come si fa a fare anche due spettacoli lo stesso giorno, o comunque cambiare spettacolo da un giorno all’altro ? Tu non sbagli una battuta non ti confondi!
Gli errori ci sono solo che il pubblico non si accorge se sbaglio, questo è perché c’è un trucco che è quello che comunque io insegno anche ai ragazzi… L’importante è sbagliare convinti! Se tu sbagli convinto nessuno se ne accorge. L’attore è una persona in scena e anche nella vita si sbaglia e quindi puoi sbagliare anche in quel momento, però fa parte della naturalità della scena, se la mantieni tale nessuno si accorge dll’errore.

“Il soldato fanfarone”, “Forbici follia”, “Caffè nero per Poirot”, i classici di Plauto… Come fai? Quanto studi? Hai una memoria a cassetti? Pur insegnando io, ai miei allievi, le strategie di studio è molto difficile immaginare come tu possa mantenere a mente tutte queste cose!

Io sono molto fortunato, ho una memoria fotografica, vedo una pagina e mi ricordo come sono scritte le cose, in che modo sono scritte, a volte le sottolineo, le evidenzio; per esempio se mi racconti una cosa fatico a ricordare i dettagli, se la leggo invece, o se la scrivo ancora meglio, ricordo tutto e questa è la mia fortuna.

Ho davvero un’ottima memoria, i copioni che studio sono veramente tanti, a volte ho due spettacoli lo stesso giorno, come a capodanno quando sono 6 ore ininterrotte in scena com “Caffè nero per Poirot” (dura 2 ore 20 e lo facciamo alle 20:30), e poi “Forbici follia” che dura quasi 3 ore!

Quindi sono due spettacoli diversi, è differente rispetto a fare la doppia però a me viene poi naturale, come se fosse uno switch nel testo, nel cervello passi da un personaggio all’altro, tiri fuori il cassetto di uno spettacolo e poi tiri fuori l’altro. Se ti diverti e sai quello che stai facendo e sei in pace con te stesso perché sai di avere studiato , le cose vengono. A volte sono spettacoli che riprendiamo e quindi basta fare un minimo di prove e i ricordi riaffiorano.

Ti faccio l’esempio di Shakespeare per due, un atto unico di un’ora e 20 in cui siamo due attori e non usciamo mai dalla scena, la memoria è veramente fondamentalmente, è il mio pezzo forte devo dirlo! A volte per me è anche una sfida, io prendo le cose molto come una sfida personale. Mi piace mettermi in gioco!

Elia Tedesco
Elia Tedesco in “Shakespeare per due”.

Quanto sono importanti la coesione, la sintonia in un cast come ad esempio quelle di “Forbici follia” che lavora insieme da 10 anni? Tu sei arrivato in Forbici follia nel 2017 in un cast che era insieme dal 2010. E la sana competizione quanto è importante perché un cast funzioni ?

In un cast di attori la condivisione è la prima cosa, un gruppo coeso non solo sul palco, ma anche fuori, in scena fa la differenza. Quando ti fanno i complimenti ti dicono:- Siete proprio un bel gruppo – lo pensano davvero perché si percepisce anche dalla platea. Trovarsi in scena con delle persone che conosci, conoscere i silenzi, i tempi dell’altro è importantissimo.

Prendo per esempio Forbici follia, siamo 6 personaggi, ognuno ha delle caratteristiche diverse, dei tempi diversi sia propri come carattere attoriale, sia per le peculiarità del personaggio e conoscerli è molto importante, a volte ci si capisce anche senza parlare quando c’è sintonia tra gli attori e questo in scena è la cosa più bella.

La condivisione è bella soprattutto negli spettacoli a coppie, per esempio di nuovo parlo di Shakespeare per due dove è fondamentale comprendersi al volo. Lo spettacolo ha veloci passaggi da comico a drammatico, con scene a tratti surreali e cambi di intensità da un secondo all’altro, ed è fondamentale la coesione fra i due personaggi.

Per quanto riguarda la competizione credo che ci sia sempre in generale tra attori, però nella nostra compagnia no, non mi viene in mente sinceramente un episodio di competizione o di invidia. Io la sento in generale, ma non le vivo nel particolare nella mia compagnia. Se qualcuno di noi ha dei successi, siamo contenti e quando “sale” uno di noi in realtà poi saliamo tutti perché aumenta il pubblico e le persone vengono a vedere lui, ma vengono a vedere anche te.

Che differenza trovi tra il cinema e il teatro e quali sono le tue preferenze?
Beh il teatro è un’emozione continua dall’inizio alla fine, non c’è stop, non c’è montaggio, il teatro è un’emozione e non c’è paragone con altre situazioni. Il cinema è una figata. Io voglio fare sempre più cinema, ma non voglio assolutamente lasciare il teatro.

Io vorrei fare cinema e teatro per sempre! La mia giornata tipica è come come quelle che sto vivendo adesso: la mattina insegno a scuola recitazione, poi faccio le prove di uno spettacolo, poi vado sul set e registro le scene per qualche film, finisco giusto giusto per arrivare in teatro alle 21 e fare lo spettacolo… corro di qua e di là, passo da una cosa all’altra, ma per me è bellissimo.

Io sono un po’ iperattivo, cerco di contenermi, in testa ho un mix incredibile! Dico che il cinema è una figata perché è un’arte diversa, simile al teatro perché comunque si parla sempre di recitazione, però è come se toccassi altre corde di te stesso. Devi scendere con la voce, deve essere tutto più minimizzato. Poi io per adesso ho fatto tre film, un paio di serie TV proprio a inizio dicembre ho finito di girare “Cinque minuti” che sarà poi su Raiplay, una bella serie TV per adolescenti. Ogni volta che sono sul set mi sento sempre più colorato, ho più esperienza e vado sempre più tranquillo.

Andiamo a parlare di Piero Nuti che mi ha detto: Elia è un talento, me lo sono un po’ cresciuto, in “Processo per corruzione” abbiamo fatto un capolavoro perché su Elia abbiamo costruito questo personaggio cattivo che però piace alla gente. Prendendo spunto da questo vorrei parlare un po’ in generale dei personaggi che tu interpreti a teatro. Hai qualche personaggio preferito, qualche personaggio in cui ti sei ritrovato o qualche personaggio invece con cui ha fatto difficoltà?
Intanto Piero non mi ha cresciuto un po’, ma mi ha cresciuto interamente lui, tutto il mio modo di recitare lo devo a lui, ho imparato a recitare da lui, mi ha insegnato ad articolare, a far capire quello che dico alla gente, a spiegarglielo, a valorizzare le parole e i concetti con naturalezza, senza mettersi maschere perché recitare è vivere.

“Processo per corruzione” così come tutti i processi classici che abbiamo fatto è stata un’altra sfida. Io non avevo mai fatto classici, non ho una cultura classica alle spalle, l’ho imparata facendo e poi di indole io sono comico, però ho scoperto un altro lato di me che non ti dico che mi piace di più, però mi piace uguale.

Grazie ai personaggi diversi ho scoperto che a me piace essere un attore, comico o tragico.

Quello che dovevo interpretare in Processo per corruzione forse è stato uno dei personaggi più difficili. Ho impiegato davvero un po’ per entrare in questo personaggio, uno perché abbiamo iniziato le prove su zoom durante il lockdown, due perché era lontano da me. Piero mi è stato molto dietro,ha avuto pazienza, tenacia e poi è uscita una cosa molto bella che mi dà moltissimo spazio attoriale. Fare il cattivo mi piace molto ho scoperto che mi posso sfogare, sono autorizzato a essere perfido! E’ stato difficile costruirlo, ma mi ha dato tantissima soddisfazione e ogni volta cresce.

Una volta ho sentito una cosa in un’intervista di Al Pacino che diceva alla cinquantesima replica di uno spettacolo di Shakespeare: – Solo dopo 50 repliche ha capito come potevo essere quel personaggio! – Io concordo.

Il mio personaggio preferito però è Rainor il segretario in “Caffè nero per Poirot” che è un giallo bellissimo.
E’ un personaggio che abbiamo creato noi, perché nel testo di Agatha Chrtistie compare poco. Noi invece abbiamo creato proprio un personaggio che entra esce nello spettacolo, e che ha dei risvolti molto particolari, interessanti e misteriosi che si devono scoprire solo a teatro.

E’ il mio personaggio preferito perché mi ha dato creatività e questa è la cosa che mi piace in assoluto cioè io voglio non solo rifare qualcosa, mi piace creare. Io ho sempre creato fin da piccolo, adoro immaginare e dall’immaginazione passare al concreto alla realizzazione di qualcosa.

Piero Nuti
Piero Nuti insieme a Elia Tedesco.

Perché il pubblico deve venire a vedere “Caffè nero per Poirot”?
Perché non ti aspetti quello che succede e ci sono dei bravissimi attori e poi è un testo veramente intricato in cui fino alla fine non si capisce chi sia l’assassino, ti metti in gioco, viene voglia di scoprire il colpevole, ma non è così semplice perché tutti sono indiziati. Agatha Christie ha dei testi molto avvincenti questo qui è uno di quelli che non si fa tanto a teatro, è uno di quelli che rimane più nel buio, ci sono altri titoli che sono stati fatti più volte però questo qui l’abbiamo tirato fuori tre anni fa, ha funzionato un sacco e quindi l’abbiamo riproposto dal 16 dicembre al Teatro Gioiello di Torino.

Cosa insegni al Liceo Germana Erba? Qual è il rapporto con i ragazzi? Cosa pensi di poter dare loro? Fra talento, passione, impegno e studio quale fattore tu ritieni più importante perché veramente questi ragazzi possano fare di questo la loro professione? Che cosa pensi di trasmettere ai tuoi allievi?
Insegno da 3 anni al liceo Germana Erba, per me questo è un grandissimo amore.

Avevo paura quando mi hanno scelto per insegnare, mi chiedevo se sarei stato in grado di farlo e poi ho scoperto che intanto ho una passione per insegnare ma ho anche un indole adatta a questo lavoro perchè imparo anch’io insegnando, ogni volta che spiego qualcosa è come se la spiegassi di nuovo o meglio anche a me, e ho tantissime soddisfazioni, ogni anno sempre di più, adesso è già il terzo anno e insegno in una classe seconda. Comuque conosco tutti perché facciamo anche sostituzioni nelle altre classi e realizziamo spettacoli tutti insieme.

La prima cosa che insegno è il rispetto perché è importantissimo, rispetto per se stessi e rispetto dello spazio e del luogo in cui si trovano, rispetto del teatro e della scuola. Solo così si può lavorare soprattutto quando si è in tanti. Disciplina, passione, talento, studio e impegno… Beh la cosa più importante è l’impegno: lo studio devono passarci tutti, ma l’impegno fa la differenza. Se veramente tu riesci a impegnarti in qualcosa, ci credi, otterrai dei risultati, è un dato di fatto. Sono tutti importanti questi fattori che hai detto però l’impegno è la cosa più importante. Puoi aver talento, però puoi anche sprecarlo. Se ce li hai tutti naturalmente hai fatto bingo.

Io spero di dargli l’energia e la voglia di fare, la voglia di arrivare e spaccare.
Io non sono severo perché non mi interessa esserlo, cerco sempre un dialogo, però il rispetto è la cosa più importante e cerco di insegnarglielo, solo quando c’è il rispetto si può creare un bel dialogo. La cosa che più mi ha colpito e che mi ha dato soddisfazione è aver saputo di alcuni allievi che hanno detto: – Io da grande voglio essere come Elia, voglio fare come fa lui, recitare e insegnare.

Concludo chiedendoti quali sono i tuoi progetti futuri, i tuoi sogni nel cassetto e i desideri che vuoi ancora realizzare?
Io sono giovane perché ho 27 anni da pochi giorni, però gli anni veramente volano… Sogni ce ne sono miliardi, ce li avrò sempre, io sono davvero un sognatore però partiamo dai progetti… mettiamo i piedi per terra e poi dopo voliamo!

Il prossimo progetto è “Il fidanzato di tutte” che stiamo allestendo per febbraio, debutterà il 12, con me c’è anche Rosario Farò, ci sono anche molti ex allievi del liceo Germana Erba come Jessica Grande e Greta Marengo. E’ un progetto particolare perché è un musical, una commedia musicale creata e scritta dal nuovo che fa anche riflettere, riflettere e ridere. L’abbiamo iniziato in lockdown, abbiamo lavorato tanto a tavolino con Girolamo Angione, stiamo ancora provando, la strada è lunga, però è un variegato, mix di tante cose che piaceranno al pubblico.

Nel Fidanzato di tutte” reciterò e canterò e ballerò perché è un musical, sarò un performer a tutti gli effetti, è una nuova sfida per me. E’ una bella storia intensa in cui si gioca molto coi sentimenti attraverso degli spaccati di vite diverse, ma sono tutte situazioni che possono capitare a chiunque, molto verosimili. Per adesso c’è questo poi farò altri casting per il cinema.

Il mio sogno nel cassetto è fare un film da regista e attore con le musiche scritte da me, un giorno lo realizzerò. Io l’ho già fatto in realtà ho iniziato così quando facevo i corti, a 17 anni ho vinto il “Sottodiciotto film festival” con il mio corto che si chiamava “Un’altra opportunità” girato con una macchina fotografica, i mezzi dell’epoca!

Il premio, vinto 10 anni fa, mi ha dato la spinta per intraprendere questa carriera. Io sono arrivato al teatro a 19 anni, sono entrato al Teatro Nuovo di Torino ed ho imparato tutto, però sentivo già di avere delle cose da tirare fuori. Questo sogno si può realizzare, l’ho già fatto, un giorno ci proverò ovviamente il vero sogno è che faccia successo! Poi naturalmente vorrei continuare a lavorare a teatro e al cinema ed a insegnare.

Ringraziamo Elia per la lunga e confidenziale chiacchierata a cuore aperto durante la quale si è dimostrato non solo un ragazzo pieno di talento e versatilità, ma anche una persona intelligene, creativa, sempre pronta a mettersi in gioco e con una grande capacità educativa e comunicativa. Grazie Elia, Dejavù ti fa il suo più grande in bocca al lupo e… ci vediamo a teatro prestissimo !

Dove prendere i biglietti per “Caffè nero per Poirot”

Ecco il link per acquistare i biglietti.

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