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ELENA PIGOZZI: “La signora dell’acqua”. Un romanzo famigliare tra ricordi che scorrono nella memoria. Intervista esclusiva.
Scuro Chiaro

ELENA PIGOZZI: “La signora dell’acqua”. Un romanzo famigliare tra ricordi che scorrono nella memoria. Intervista esclusiva.

La signora dell'acqua

Ci sono parole che sanno cambiare il mondo. Che entrano nei cuori, li accendono e danno forza per andare avanti. E poi ci sono gli abbracci di chi ti vuole bene, dove entri dentro la stretta e sai di essere a casa.

La signora dell’acqua – Elena Pigozzi

L’acqua è materia fluida, come i ricordi che procedono seguendo il movimento della risacca, scivolano in alcuni punti, si soffermano in altri e spesso tornano indietro per ripartire dall’inizio. Ed è questo l’andamento del romanzo La signora dell’acqua, un procedere da Sara, voce narrante giunta nella casa di famiglia per evitarne la demolizione, che avverte lo scorrere dell’acqua nelle fondamenta e segue le voci che l’acqua le consegna: le storie di chi in quella casa è vissuto, come lei, e come lei ha dovuto confrontarsi con la sua natura.

La signora dell'acqua
La copertina del nuovo romanzo di Elena Pigozzi
“La signora dell’Acqua”

In questo andamento temporale fluido, il romanzo si fa coro di una famiglia nell’arco di un secolo, intrecciandosi con un presente che è confronto-scontro tra Sara e la figlia Mirta alla ricerca di una soluzione per la casa e per l’acqua preziosa che scorre sotto. 

La signora dell’acqua è un racconto intenso, dal linguaggio evocativo e a tratti lirico, che è anche un inno alla vita di cui l’acqua è simbolo, oltre che materia preziosa che va cercata, difesa, preservata. Ma il dono dell’acqua è anche la metafora della nostra natura che a fatica riconosciamo, ma che, se accettiamo, compiremo il primo atto d’amore verso noi stessi, conciliandoci con il nostro passato e il nostro presente, con noi e gli altri.

La sinossi di ” La signora dell’acqua” di Elena Pigozzi.

Sul fianco di una montagna, affacciata sul lago, in un luogo dimenticato e nascosto tra la provincia di Trento e di Verona, c’è una casa bianca. Ed è da lì che tutto inizia. Da lontano, quando il sole illumina i muri, sembra una perla o una conchiglia, appoggiata per caso in quel luogo impervio. È lì che Giovanni ha deciso di costruire con i pochi soldi portati a casa dopo gli anni in Merica ed è lì che ora Sara, sua nipote, ha fatto ritorno dopo molti anni di assenza, perché la casa è in pericolo, al suo posto vogliono costruire un’autostrada, e Sara non può permetterlo. In quella casa, infatti, si sono intrecciati i destini di Giovanni e della moglie Ines, le vite brevi di Erminia, Maria, Giuseppe e degli altri fino a Italia e a Sara. E, soprattutto, è lì che Sara ha ricevuto il dono che si tramanda nella loro famiglia, il dono dell’acqua, che scorre sotto le sue fondamenta.

Elena Pigozzi
Elena Pigozzi, scrittrice, giornalista e insegnante.

Come Giovanni, anche Sara sente l’acqua e sa come e dove trovarla, avvertendo con la forcella di salice la vibrazione che indica quale sia il luogo. I doni, però, come le ha sempre ricordato suo nonno, sono croci da accettare e da sopportare. E così è stato per lei che in un pozzo ha perso l’amore della sua vita. Ora che è tornata a casa, è giunto per Sara il momento di ripercorrere la storia familiare che ha condotto fino a lei, una storia di risvegli e di ritorni, di ferite e di cicatrici, di madri e figlie che si scelgono, di un continuo mutare che poi sempre riporta a casa. E, soprattutto, di quel dono amato e odiato.

Quello sarà il suo lascito per la figlia Mirta, a cui spera di riavvicinarsi, e sarà il suo modo per mettere in salvo l’amata casa.

Conosciamo meglio Elena Pigozzi

Elena Pigozzi è scrittrice, giornalista e insegnante. Ha scritto testi umoristici per Giunti, quali: Come difendersi dai Milanesi, Come difendersi dai Romani, Come difendersi dai Napoletani, e sempre per Giunti il saggio La letteratura al femminile, mentre per il teatro il monologo Dalla parte di lei, tratto da Ovidio. 

Nella narrativa esordisce nel 2009 per Marsilio con Uragano d’estate (Premio Penne 2009 Opera Prima), quindi per Piemme nel 2020 con L’ultima ricamatrice (Premio Pavoncella 2021 per la creatività femminile), infine nel giugno 2022 con La signora dell’acqua, sempre per Piemme.

È dottore di ricerca in Linguistica applicata e Linguaggi della comunicazione e diplomata alla scuola di specializzazione in Comunicazioni sociali dell’Università Cattolica di Milano.

Per l’IRCCS Ospedale “Sacro Cuore – don Calabria” di Negrar di Valpolicella (Vr) tiene laboratori di Medicina narrativa, “Storie che curano”.

Quattro chiacchiere l’autrice Elena Pigozzi.

In questo tuo nuovo romanzo “La signora dell’acqua”, partendo da questo importantissimo elemento naturale, vai a scavare nel profondo dei tuoi personaggi per poi arrivare anche a noi lettori. Come nasce questo tuo mondo legato all’acqua?
L’idea è partita da una storia di famiglia che è stata elaborata e tradotta ovviamente con cambiamenti nei personaggi del romanzo. Il mio bisnonno era un rabdomante, aveva il dono di sentire l’acqua e per la comunità costruiva i pozzi (purtroppo è morto in modo tragico all’interno di un pozzo mentre lo costruiva).
Questa sua particolare sensibilità mi ha sempre incuriosito e anche questa sua storia personale, il suo trasferimento in Brasile e la successiva costruzione di una casa che poi è diventata la casa di famiglia, sono tutte state fonti di ispirazione per il mio romanzo e per la nascita della protagonista Sara.

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E’ un romanzo che “romanza” una parte della tua vita quindi?
Diciamo che c’è tanta memoria, tanti elementi che appartengono alla mia famiglia.

C’è anche un’attualità molto forte nel tuo libro ovvero la tua protagonista arriva alla casa di famiglia che vogliono demolire per costruire un’autostrada e queste purtroppo sono storie vere che sentiamo spesso.
Esattamente, io la vedovo proprio così. Il romanzo è stato scritto tre anni fa e comunque erano notizie di attualità anche allora di queste falde acquifere inquinate per la costruzione di infrastrutture con criteri non adatti a preservarle.

Elena Pigozzi
Elena Pigozzi e il suo viaggio nello scorrere della memoria famigliare.

Tu sei scrittrice, giornalista e insegnante. Ognuno di questi lati di te che poi fanno Elena nella sua totalità come si collegano tra di loro?
E’ la passione per lo studio e per la ricerca che lega tutti questi aspetti di me. L’amore per la conoscenza e il desiderio di consegnare la storia di chi si racconta.
Amo molto trasmettere ai ragazzi la passione per la lettura e lo studio come giornalista mi piace cogliere il nesso tra le cose.

Dando uno sguardo ai tuoi lavori hai una particolare attenzione per la figura femminile, hai anche scritto un monologo teatrale.
Sì, è tratto da Ovidio che è uno dei miei autori più amati ed esatto, anche secondo me, uno dei primi a scrivere un romanzo totalmente al femminile che è le “Eroidi” con il genere dell’epistola.

Tieni dei laboratori di “medicina narrativa”. Di cosa si tratta?
E’ un approccio che si affianca alla medicina tradizionale e che ha lo scopo di rimaneggiare la scienza medica raccontando sia la storia del paziente che quella del personale sanitario che lo accompagna allo scopo di curare.
La scrittura e la narrazione aiutano a far uscire il dolore curandolo e ponendolo nella giusta distanza a scopo terapeutico.

Dove trovare “La signora dell’acqua” di Elena Pigozzi.

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