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CILIARI: apparire non basta! Il nuovo singolo “Io che non sono niente”. Video e intervista esclusiva.

CILIARI: apparire non basta! Il nuovo singolo “Io che non sono niente”. Video e intervista esclusiva.

Ciliare e Adel

E invece tu chi sei? Io almeno sono io, io che non sono niente. 

Ciliari

Dopo l’uscita di Nebbia e La notte è un film francese, Ciliari torna con un nuovo singolo, Io che non sono niente, che lo vede collaborare con uno degli autori più interessanti della nuova scena italiana, Adel.

 In un mondo in cui a volte è più facile costruirsi un’immagine artefatta per trovare il proprio posto, l’unica cosa che conta davvero è riconoscere sé stessi e accettarsi.

 In questo brano il cantautorato di Ciliari si incontra con il rap di Adel, producer, songwriter e vincitore del premio della critica a Sanremo 2021 con la canzone Lezioni di volo scritto con Wrongonyou.

 Io che non sono niente è una canzona ironica e funky, brillante e spensierata come l’estate che non vediamo l’ora che arrivi. 

Chi è Ciliari

CILIARI, ovvero Domenico “Domi” Tinelli, nel 2012 fonda la band Gli Amanti, con cui riceve una candidatura alle Targhe Tenco nella sezione “Miglior Opera Prima”. Viene selezionato fra le 60 nuove proposte per il festival di Sanremo del 2014 e nello stesso anno firma per Universal Music Italia.
L’ingresso nella prestigiosa scuderia Godzillamarket lo porterà in tour al fianco di artisti come Selton, Levante, i Ministri, Le Luci Della Centrale Elettrica, Criminal Jokers, Canova, Edipo, Plastic Made Sofa e molti altri.
Nel frattempo, collabora anche come tecnico e backliner in un importante studio di registrazione e sala prove di Milano, lavorando per artisti nazionali ed internazionali come Stewart Copeland, The National, Gizmodrome, Loredana Bertè, Ghali, Baustelle, Afterhours e tanti altri.
Nel 2016 diventa testimonial e cantante per la Good Company by Trussardi, un progetto ideato da Gaia Trussardi per la nota casa di moda italiana.
Dopo un periodo lontano dai palchi e dopo l’esperienza con Gli Amanti con più di 150mila ascolti su Spotify, nasce CILIARI, un progetto maturo e sincero, con un sound fresco e un animo bohémien, prodotto da Riccardo Scirè con Roberto Pace, Adel Al Kassem, Marco Rossi, Luca Mezzadra ed Emanuele Alosi, che porta con sé l’esperienza degli anni, dei luoghi vissuti e della gente che ha incontrato.
A dicembre 2020 esce il singolo d’esordio Nebbia, distribuito da Believe Music Italia, mentre a febbraio è uscito La notte è un film francese.

L’intervista a Ciliari

Una domanda fondamentale dopo aver ascoltato il tuo brano. “Ma tu chi sei?”
Io almeno sono io… io che non sono niente! Questa è una domanda che mi sono posto molte volte e questo pezzo è stato scritto per rispondermi una domanda che mi ponevo spesso. In un mondo in cui sta diventando, soprattuto per molti, fondamentale l’apparire riuscire a comprendere realmente chi siamo è una cosa molto importante per accettassi per quello che si è.

Ma perché sentirsi niente?
Per il fatto che proprio perché niente nessuno di noi lo è. Ognuno ha un’identità e unicità che dobbiamo conservare a prescindere da come vogliamo o dobbiamo apparire, a prescindere dalla nostra condizione sociale, dal luogo in cui viviamo e da quello che facciamo. Niente è probabilmente impossibile esserlo… diciamo che è una provocazione!

Nel brano c’è una serie di “Se fossi, se fossi…”, tra questi o di altri ce n’è qualcuno che vorresti essere?
Ma in realtà tutti! Una delle frasi che mi piace di più nel pezzo è “se fossi un mazzo di chiavi mi perderei” e sicuramente io sarei così e anche “se fossi il sole sarei sempre al tramonto” perché è il momento più romantico della giornata dove si inizia magari a riflettere.

Cover Singolo "Io che non sono niente"
La cover di “Io che non sono niente”.

Tu parli di un’immagine artefatta che soprattuto il mondo social ha caricato tantissimo. Quanto questa “immagine” oggi serve, secondo te, per trovarsi uno spazio nel mondo musicale o dello spettacolo in generale?
Per molti è servito e sta servendo. L’immagine che si propone è quella che arriva prima di tutte in questo periodo e quindi può servire per avere un seguito iniziale anche se poi serve la sostanza.
Io penso che se si hanno della qualità di base, a prescindere da come si appare, alla fine si arriva comunque. Credo che la gente abbia bisogno di ascoltare qualcosa di buono piuttosto che vedere semplicemente qualcosa di bello.

La scelta della cover con questo cappellino che ti connota ma con un viso senza occhi, naso e bocca , porta avanti questo messaggio?
Esattamente. E’ una cosa minimal, semplice, messa su sfondo neutro ma nello stesso tempo forte perché riconduce a me per il cappello e i capelli lunghi.

Come è nata la tua collaborazione con Adel?
Ci siamo conosciuti circa 12 anni fa perché lavoravamo nello stesso studio di registrazione. La collaborazione musicale per questo brano l’ho voluta molto perché la mia intenzione era unire il mio genere più cantautorale al suo legato al mondo rap/hip-hop. L’ho sempre reputata molto forte, un grande paroliere. La collaborazione spero continui e lui è sempre presente in vari aspetti del mio attuale progetto.

Questo è il tuo primo progetto da solista, ti piace, si continua, come si continua?
Ciliari è questo progetto in cui mi sono buttato con molta paura e ansia. Prima ero con una band che ti da una forza e un sostegno diversi, non ci metti da solo la faccia. Devo però dire che anche ora non mi sento solo; ho trovato uno staff che mi supporta moltissimo.
E’ un altro modo di approcciare la musica che mi piace molto perché posso fare realmente quello che voglio anche a livello di genere e mi fa sentire libero. Per questo continueranno a uscire altri singoli, voglio dare importanza ad ogni singolo pezzo, e poi racchiuderò il tutto in un disco. Poi ovviamente mi piacerebbe tornare a suonare live.

Il nome Ciliari, me lo spieghi?
Diciamo che è nato un po’ per scherzo per prendermi in giro e non prendersi troppo sul serio. Era arrivato il momento di dare identità al mio progetto e quindi di trovare il nome giusto e ho chiesto consigli in giro. Sono usciti dei nomi assurdi, improponibili.
Nel periodo prima della pandemia mi ero un po’ isolato dalla vita sociale volevo godermi la pace e il silenzio e così un giorno due amici mi hanno detto: “Ma perché non ti chiami Ciliari… dato che ti chiami Domi?” Mi ha fatto molto ridere, mi è piaciuta molto e cosi è nato Ciliari!

Tu lavori molto in studio e ora invece sei anche tu il protagonista, quanto ti da una cosa e quanto l’altra?
Per me lavorare nella musica, anche come tecnico, supportando altri artisti mi gratifica molto e sono molto contento per la loro riuscita di cui mi sento parte, oltre al fatto che imparo da ognuno di loro.

Il video di “Io che non sono niente”

Il singolo “Io che non sono niente” è accompagnato da un video per la regia di Tommaso Montagnoli.

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