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ANTONIO BONAGURA: “Un romanzo per riflettere sul difficile mondo delle adozioni”. Il nuovo libro “Portami via da qui”. Intervista esclusiva.
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ANTONIO BONAGURA: “Un romanzo per riflettere sul difficile mondo delle adozioni”. Il nuovo libro “Portami via da qui”. Intervista esclusiva.

La copertina di "Portami via da qui" di Antonio Bonagura

Fu una giornata davvero intensa, che aveva riservato loro emozioni indimenticabili. Quell’esperienza risvegliò un sentimento sopito: la gratitudine. Camilla l’avrebbe ricordata, e raccontata ai suoi alunni, inconsapevolmente fortunati.

“Portami via da qui” – Antonio Bonagura

Antonio Bonagura, che stiamo vendendo tra gli attori del cast della fiction di grandissimo successo”Mare Fuori“, torna ai suoi lettori con il romanzo “Portami via da qui”.

Di cosa parla “Portami via da qui”

Osvaldo e Camilla, sono uniti da un forte amore e desiderosi di diventare genitori. Decidono così, di intraprendere il lungo percorso d’adozione, consapevoli di dover affrontare un complicato iter burocratico. Arrivano in Bielorussia e lì il loro equilibrio psichico e la loro forza di volontà verranno messi a dura prova. Ed è qui che scopriranno uno squallido mercato che nasconde la vita di bambini innocenti solo per curare sporchi interessi economici e criminali.

La copertina di "Portami via da qui" di Antonio Bonagura
La significativa copertina di “Portami via da qui” di Antonio Bonagura.

Quando tutto sembra prendere la giusta via per l’adozione, ecco che, Osvaldo e Camilla si ritroveranno dinanzi a un’importante organizzazione criminale e soltanto con l’aiuto di due funzionari conosciuti in quel Paese, Osvaldo riuscirà ad avviare un’importante attività investigativa che li condurrà all’arresto di decine di persone sino allo smantellamento dell’organizzazione criminale. 

Conosciamo meglio Antonio Bonagura.

Antonio Bonagura spazia senza sosta tra le sue due grandi passioni, quella per la scrittura e quella per la recitazione. Per conoscere meglio questo attore e scrittore, clicca qui.

Quattro chiacchiere con l’Autore: Antonio Bonagura

Da dove nasce la decisione di toccare un argomento come quello delle adozioni che è ancora un “tallone d’Achille” del nostro Paese?
Proprio per questo motivo, in modo da scoperchiare una pentola che continua a ribollire e che coinvolge molte coppie adottive.
Anche la normativa che regolamenta questa argomento ha diverse falle: i tempi sono lunghissimi, le adozioni internazionali spesso cadono in situazioni non proprio “piacevoli”.
Quindi spesso le coppie desiderose di fare il percorso dell’adozione, per evitare questi meccanismi incresciosi, si proiettano verso l’estero con le Associazioni autorizzate e bisogna anche in questo caso avere la fortuna di non cadere in mano a “persone poco affidabili”.

La storia quindi di Osvaldo e Camilla, i protagonisti del suo romanzo, è basata su vicende reali?
Sono andato a scavare tra le esperienze di diversi amici, e io in primis, che hanno vissuto l’iter delle adozioni.
Osvaldo e Camilla sono però due personaggi che provengono da un mio precedente romanzo che si intitola “Un appassionato disincanto” dove questo aspetto lo avevo solo sfiorato.
Ho voluto incrociare anche la storia delle adozioni con gli aspetti che riguardano i trapianti clandestini e i migranti.

Possiamo quindi pensare che la scrittura per lei è anche una forma di denuncia?
Più che denuncia è un’apertura a una possibilità di riflessione. È una sorta di inchiesta per portare a conoscenza, di chi non percorrere queste strade, di cosa succede quando si inizia questo tortuoso viaggio.

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Antonio Bonagura
Antonio Bonagura attore e scrittore campano.

La scelta della grafica della copertina che è davvero molto bella e emotivamente coinvolgente come è avvenuta?
È stata una fotografia che ho visto tempo fa su una rivista. L’ho fotografata e conservata e poi la mia editor, che è anche una bravissima pittrice, l’ha trasformata prendendone ispirazione con un uso di colori molto delicato.

Nella sua vita oltre alla passione per la scrittura c’e quella per la recitazione che poi si trasforma in un vero e proprio lavoro. Scrivere o recitare, in che ordine quindi?
La passione per la recitazione l’ho avuta fin da ragazzo. Poi ho iniziato la mia attività lavorativa che mi ha un po’ allontanato dal teatro ma da quando poi l’ho terminata ho voluto riprendere anche approfondendo in modo più professionistico, seguendo diversi laboratori e scuole di teatro.
Io credo che la formazione attoriale non debba finire mai.

Lei ha partecipato alla serie tv “Mare Fuori” che sta riscuotendo un successo incredibile. Secondo lei da cosa dipende tutto questo?
Penso che a differenza di altre Fiction, sempre di grande successo che hanno rappresentato uno spaccato della Campania che lascia magari un po’ l’amaro in bocca, rappresentando la napoletanità in modo negativo, in questa serie si mette in evidenza che dal carcere inizia un percorso di “redenzione” con un conseguente cambio di vita per ragazzi che a volte sono costretti a delinquere.

Cosa c’è nel suo prossimo futuro tra scrittura e recitazione?
Abbiamo ultimato, con un’associazione di produzione artistica di cui sono Presidente, le riprese di un cortometraggio che tratta l’argomento della violenza contro le donne e che attualmente è in fase di post-produzione. Contiamo di iscriverlo a dei festival legati a questa tematica per sensibilizzare ancora una volta il pubblico su questa terribile tematica.
Per la scrittura ho già delle idee in testa che penso mi portino questa volta verso un progetto di tipo goliardico…

Dove trovare “Portami via da qui ” di Antonio Bonagura.

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