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La Grande Arte al Cinema di Nexo Digital: l’ombra di Goya qui e adesso.
Scuro Chiaro

La Grande Arte al Cinema di Nexo Digital: l’ombra di Goya qui e adesso.

Francisco Goya

Viaggio sentimentale nella Spagna di Goya e Buñuel, l’ultima firma di Jean-Claude Carrière.
Tre giornate speciali all’insegna dell’arte e della magia del cinema: gli sguardi di Jean-Claude Carrière e Francisco José de Goya y Lucientes si intrecciano nel docu-film L’ombra di Goya. Per La Grande Arte al Cinema, rassegna di Nexo Digital che porta la storia dell’arte fuori dal museo, indagando sullo schermo i retroscena dei più straordinari capolavori con un linguaggio fresco e quotidiano, per tutti.

Sinossi

José Luis López-Linares, già acclamato regista di Bosch. Il giardino dei sogni, costruisce un intreccio su due livelli e ci restituisce con sapienza e sensibilità un mondo duplice: l’irriverenza inattesa di Goya, pittore di corte, capace di ritrarre mondi grotteschi in cui tutti i canoni si rovesciano e le riflessioni acute, oniriche e nostalgiche, piene di parallelismi tra l’opera dell’artista e il cinema del secondo Novecento di Jean-Claude Carrière.
Il celebre sceneggiatore, amico e collaboratore di Buñuel, drammaturgo per Le Mahabharata di Peter Brook è un Virgilio d’eccezione: ci conduce con tutta la sua sapienza enciclopedica, i versi poetici, i libri di incisioni in un viaggio in treno tra i tramonti dell’Aragona, alla scoperta dei segreti del genio spagnolo.

Jean-Claude Carrière
Jean-Claude Carrière in una scena del film “L’ombra di Goya”.

Ad affiancarlo, altre voci celebri, come quella di Julian Schnabel. Il regista appare di fronte alla sua riproduzione della Ritratto di Maria Luisa di Parma a cavallo per ricordarci tutta la forza contemporanea dell’artista: traccia un filo tra personalità grandi e tormentate – in un trittico che arriva a Van Gogh e Picasso – capaci di guardare alle loro epoche in modo lucidissimo e con una sensibilità che scavalca il tempo ed è in grado di parlarci ancora oggi.

Julian Schnabel
Il regista Julian Schnabel di fronte alla riproduzione del Ritratto di Maria Luisa di Parma.

La pellicola è un viaggio meta-cinematografico, un racconto che contiene e riecheggia in sé tempi e sentimenti molteplici, la sorpresa, la passione, l’inconscio e la malinconia: c’è tutta la solitudine del pittore che, diventato ormai sordo, può partecipare al mondo solo attraverso la sua arte, il senso della scomparsa di un regime e la sensazione che il film sia non solo un omaggio a due grandi aragonesi esiliati, ma anche il saluto alla vita terrena di Jean-Claude Carrière.

E se è vero che si deve morire nel corpo, sembra dirci la nostra guida, la vita non finisce, l’arte ci rende immortali, soprattutto attraverso la capacità di parlare all’altro, di catturarne lo sguardo e restituire ogni giorno nuove chiavi di lettura sulla sua vita.

Jean-Claude Carrière
nella dimora della famiglia Alba.

Il trailer di “L’ombra di Goya”


La nostra recensione


Un martedì sera sorprendente all’UCI in Bicocca: corro per scrivere la mia prima recensione perché possa finalmente partire la rubrica sull’arte di Dejavu.
Sono incuriosita perché di Goya so francamente molto poco e contenta perché da sempre trovo i film di Nexo Digital un’occasione imperdibile per scoprire segreti dietro ad opere e artisti. In genere li apprezzo molto, perché rispecchiano il mio sentimento sulla necessità di aprire l’arte e la cultura a pubblici nuovi: penso debbano parlare a quante più persone possibile, accogliere, includere, far divertire, sognare e contribuire a costruire l’identità di chi le incontra.

Mi arrabbio quando gli spettacoli teatrali hanno un prezzo inarrivabile ai più o quando nei musei le didascalie sono obsolete e poco capaci di coinvolgere: in questo caso, mi accorgo, con un certo sconforto, che in sala siamo solo in quattro e forse è un segnale di come l’artista sia poco conosciuto o di come sia percepito. Di nuovo, Nexo non delude e anzi mi sorprende: José Luis López-Linares ci restituisce un affresco corale e un ritratto vivido di un pittore eclettico. Un ritrattista amante degli incontri di corte, ma, allo stesso tempo, capace di cogliere le sfumature e le istanze più tumultuose delle classi sociali più basse.

Le immagini delle incisioni che scorrono sullo schermo sono magnifiche e sicuramente il miglior modo per scoprirne il volto privato: è un osservatore dallo sguardo ipersensibile e affilato, reso più acuto dalla sordità.

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Una figura destinata alla solitudine, non solo per la sua condizione, ma per il suo vivere a cavallo di epoche diverse: il suo unico maestro, Velázquez, è vissuto due secoli prima di lui e i suoi “allievi” opereranno molto più tardi. La nobiltà che ha dipinto e i fasti di corte sono destinati a scomparire con la Rivoluzione Francese e con l’invasione napoleonica, ritratta in 3 maggio 1808. Nella solitudine della casa fuori Madrid, la Quinta del Sordo, dove si trasferisce prima dell’esilio a Bordeaux, dipinge le Pinturas Negras, le opere nere, all’insegna della malinconia e del grottesco come Saturno che divora i figli con uno sguardo folle e d’orrore, terrorizzato dal suo stesso gesto.

Non manca l’esplorazione del femminile, anche qui in una prospettiva nuova: basti pensare allo sguardo accattivante e sensuale della Maja che incolla lo spettatore al suo volto, la prima donna della storia dell’arte che non sia una figura mitologica, ma segnata da una sua propria e individuale carica erotica e i ritratti delicati di Maria Cayetana de Silva. Proprio La Duchessa di Alba in nero è l’immagine simbolo della pellicola, scelta per i cartelloni pubblicitari: lo sguardo distaccato ed enigmatico della donna, quasi cinematografico, il suo abbigliamento tipico della tradizione spagnola e la mano, che indica ai suoi piedi la scritta “Solo Goya” e piegata secondo la lettera che indica la G.


Credits&Info
L’ombra di Goya
Un film di José Luis López-Linares. Con Julian Schnabel, Carlos Saura, Jean-Claude Carrière 
Titolo originale L’ombre de Goya par Jean-claude Carrière.
produzione Mondex Films, Zampa Audiovisual, López Li Films, Fado Filmes, Milonga Productions.
Al cinema dal 6 all’8 marzo 2023.

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